Ottime per informarsi con calma ed attenzione, rispetto agli snack content che imperversano sui social, le newsletter saranno anche nel 2026 uno strumento prezioso per molte categorie di lavoratori del digitale, dai giornalisti ai content creator. Una newsletter ben fatta è in grado di unire approfondimento e freschezza, accessibilità e approccio sartoriale, apprendimento “tradizionale” e modernità.

Perché guadagnare con una newsletter nel 2026?
Gli strumenti per divulgare contenuti oggi sono davvero tanti: dai social media alla messaggistica istantanea, dai podcast alle newsletter. Il punto è che ciascun follower/utente si sente più a proprio agio con determinati tipi di contenuti e piattaforme – long form vs short form, testo vs video, ecc. – rispetto ad altri. Un content creator o un digital worker con una visione ampia della propria attività sarà dunque bravo nell’offrire una content strategy ampia e diversificata. La newsletter rientra senza dubbio in questa visione ampia. Va subito detto che una newsletter, per avere successo, non ammette improvvisazione.
Se tratti un argomento specifico – tech, beauty, attualità, ecc. – una conoscenza approfondita del settore è un imperativo categorico, anche per monetizzare. Il ricorso agli strumenti AI può senza dubbio aiutare, offrire spunti e alleggerire il carico di lavoro, ma non può sostituire il lavoro umano. Quindi “no” a scorciatoie che rovinerebbero in poco tempo la tua reputazione. C’è fame di conoscenza e di approfondimento e offrire contenuti e approcci caratterizzati da unicità, freschezza, competenza ed autenticità fa la differenza. Le vendite saranno poi la conseguenza naturale di un prodotto – la newsletter – ben fatto. Ovviamente non bisogna avere fretta. Avere una strategia, un piano e un calendario editoriale, una mailing list di partenza ben fatti per i primi mesi e conoscere il digital marketing ti aiuterà a capire se la tua idea funziona in tempi più brevi.
Quali strumenti e piattaforme usare per guadagnare con una newsletter
La piattaforma più popolare per le newsletter nel 2025 è stata senza dubbio Substack. Sempre più completa e al passo coi tempi, è adatta per diversi tipi di newsletter, da quelle più intime o pop a quelle con un taglio più specificamente giornalistico o divulgativo. Potresti iniziare, ad esempio, proponendo una newsletter gratuita per farti conoscere per poi passare agli abbonamenti a pagamento. Substack è uno strumento valido per arricchire i testi con elementi multimediali come social posts, podcast, infografiche, foto e citazioni.
Gli abbonamenti alle newsletter sono uno dei principali strumenti per monetizzare con questo e altri strumenti, a patto che il costo dell’abbonamento venga percepito come allineato al valore del prodotto editoriale. I numeri sono importanti, visto che gli abbonamenti mensili partono da cifre contenute comprese tra i 5 e i 10 euro/dollari al mese (anche se ogni creator è libero di scegliere la cifra che ritiene più opportuna). Dovrai dunque lavorare con costanza, impegno e intensità per conquistare un numero sufficiente e fidelizzato (visto che gli abbonamenti possono essere disdetti in ogni momento) di abbonati. Dovrai competere con centinaia di altre newsletter e con le piattaforme streaming, per fare qualche esempio. Ricorda, poi, che Substack trattiene il 10% dei ricavi generati dagli abbonamenti.
GetResponse, MailChimp & Co.
Se invece hai in mente una newsletter più orientata verso l’email marketing, quindi con un approccio più commerciale fin dall’inizio, ci sono altre opzioni altrettanto valide. Eccone alcune: GetResponse, MailChimp, MailUp, MailerLite, ActiveCampaign, ecc. GetResponse, ad esempio, ha un’interfaccia disponibile in italiano, editor drag-and-drop con oltre 100 template e automazioni avanzate. ActiveCampaign è ottimo per chi deve gestire funnel complessi e customer journey. MailerLite offre un piano gratuito con funzionalità base ed è in inglese. MailUp è una soluzione italiana con prova gratuita iniziale. Per molte delle soluzioni appena elencate è prevista anche una consulenza personalizzata.

Cosa vendere attraverso una newsletter
Se attraverso la tua newsletter desideri vendere prodotti digitali – singoli contenuti video, interi corsi di formazione, reportage fotografici, guide di viaggio, e-book nel settore di riferimento, merchandising, consulenze o prestazioni professionali (sessioni di make-up personalizzato se ad esempio sei un make-up artist) – fai attenzione. Assicurati di essere in regola con requisiti (partita Iva con il codice Ateco giusto, software per la contabilità, ecc.) e adempimenti burocratici e fiscali. Dovrai poi studiare per i tuoi potenziali clienti un’offerta di benvenuto o una prova gratuita, utile anche in questo caso per farti conoscere ed apprezzare (e quindi per un futuro passaparola in tuo favore).
Il materiale dovrà essere già pronto, quindi – ancora una volta – no all’improvvisazione. Scopo della newsletter sarà raccontare chi sei, cosa fai, un riassunto del tuo percorso professionale e cosa ti rende unico rispetto ai tuoi competitor. Una volta guadagnata la fiducia dei tuoi lettori, potrai iniziare ad inserire annunci pubblicitari o sezioni della newsletter “sponsored by” in collaborazione con brand affidabili e rilevanti per i tuoi lettori. Studia con attenzione la cadenza degli invii, in genere una volta alla settimana o due volte al mese, da intensificare – eventualmente – con l’avvicinarsi di eventi specifici (un’importante fiera di settore, ad esempio) o festività.
La newsletter per lo storytelling, l’attualità ed il personal branding
In parte diverso il discorso se desideri usare la newsletter per raccontare te stesso – anche un singolo specifico aspetto della tua vita – o per approfondire notizie/trend dell’attualità o ancora per fare personal branding (in abbinamento o come alternativa a LinkedIn). L’approccio “come ti aiuto a risolvere un problema” attraverso la mia newsletter – prima – e i miei prodotti/servizi (o collaborazioni a pagamento) – poi – è sempre valido. Ma in questo caso il saperti raccontare, senza annoiare i lettori o esaurire gli spunti in breve tempo, sarà fondamentale.
Dal come hai affrontato una malattia o un altro ostacolo importante nella vita a cosa ha reso il tuo percorso professionale diverso da altri professionisti del tuo settore, gli spunti possono essere davvero tanti. Quando i lettori inizieranno a crescere, potrai chiedere loro di sostenerti attraverso delle donazioni (singole o ricorrenti) o i classici abbonamenti o ancora proporre sessioni di coaching, collaborare con esperti nel settore oggetto del racconto (ad esempio un nutrizionista se parli di come affronti una determinata intolleranza alimentare). Usa le call to action giuste, individua il giusto mix tra racconto-intrattenimento-proposte commerciali, scegli una grafica accattivante e qualche strumento per la gamification per alleggerire il racconto, se necessario.
