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Sport femminile sui social: tra elogi, insulti e sfide digitali

Vittore e sconfitte. Vessazione e riscatto. Spesso lo sport viene raccontato come una metafora della vita e le discipline femminili non fanno eccezione. Oggi però, oltre che nei campi da gioco, chi pratica sport a livello professionistico è costretto a lottare anche su un altro terreno, cioè quello dei social media, e spesso le atlete vengono prese di mira con insulti sessisti e commenti che denigrano la loro professionalità sul campo. Le offese però non hanno scalfito il prestigio delle competizioni, tanto che diverse piattaforme streaming hanno arricchito il proprio palinsesto con la trasmissione di campionati ufficiali

Lo scorso anno Disney+ ha sottoscritto un accordo con UC3 (organizzazione che gestisce le vendite di UEFA (federazione calcistica europea ed ECA (associazione europea dei club di calcio) per diritti live della UpEFA Women’s Champions League dal 2025/26 al 2029/30. Così, Disney Plus è diventata la sola piattaforma a trasmettere le 75 partite della competizione che vengono curate dal canale sportivo Espn. Lo scorso anno le gare venivano trasmesse da Dazn, ma con l’acquisizione da parte di Disney Plus la UEFA Women’s Champions League sarà visibile in più paesi (Dazn ha un bacino di utenza geografica più limitato). Oltre che in televisione, le giocate della Champions League si possono vedere anche su Instagram e il gol a pallonetto di Claudia Pina al Camp Nou in sole 23 ore ha totalizzato 13mila like e 76 commenti.

Il successo della serie A femminile

Ma l’interesse di Disney+ è solo una delle tante dimostrazioni della crescita dell’interesse per il calcio giocato dalle donne. Infatti, nell’ultima stagione, le partite trasmesse in chiaro sui canali generalisti hanno raggiunto quasi 320mila ascoltatori medi a partita, rispetto ai circa 140 mila di due stagioni prima. I fattori che hanno determinato l’ascesa non sono da ricercare solo nella curiosità o nel senso di inclusione, ma anche nel livello tecnico: il campionato di Serie A Femminile ha dimostrato un maggiore equilibrio in termini di possesso palla e differenza gol rispetto agli altri principali campionati europei, evidenziando il livello raggiunto dalla competizione. Secondo il Report Serie A di Deloitte, il 40% della popolazione italiana si dichiara interessata al calcio femminile e si contano 7 milioni di italiani che si dichiarano appassionati. Il 68% dei fan è molto favorevole a vedere le proprie figlie praticare questo sport, dimostrando un incremento di 16 punti percentuali rispetto al loro grado di apertura di cinque anni prima. 

Dunque, il calcio femminile è diventato più di uno sport e le calciatrici sui social media hanno iniziato a accumulare follower riscuotendo successo. Un esempio è Laura Giuliani che difende la porta del Milan e della Nazionale e che sul proprio account Instagram pubblica contenuti regolarmente. Uno degli ultimi post riguarda vittoria delle rossonere nella partita conto la Juventus e che ha visto Giuliani vincere il titolo di Migliore in campo. Il contenuto ha riscosso like e commenti positivi. Sul suo account si possono trovare anche foto e video con altre calciatrici. Visto il suo successo sui campi di calcio, Laura Giuliani è diventata anche un’influencer e ha prestato il proprio volto e la propria voce al marchio Volkswagen con un video in cui ha provato una Golf.

Anche Roberta Aprile, portiera del Galatasaray, è diventata famosa sui social media. Come Laura Giuliani, pubblica contenuti che hanno a che fare con la sua attività nel calcio. Uno degli ultimi contenuti rappresenta una seduta di allenamento. Calcio e vita privata sono gli elementi fondativi della strategia social dell’interista Benedetta Glionna. 

Il calcio femminile e l’inclusione

Il successo social delle calciatrici rappresenta una rivincita non di poco conto per il movimento calcistico femminile, anche se la battaglia contro le disuguaglianze è tutt’altro che conclusa.

Sicuramente il racconto della calciatrice Elena Linari a Le Iene ha sensibilizzato le coscienze. 

Le singole personalità possono contribuire a migliorare i processi di inclusione, ma le federazioni dispongono di una cassa assai più risonante. In occasione della Giornata internazionale delle persone con disabilità, istituita dall’ONU nel 1992 e che ai celebra il 3 dicembre, prima e durante le partite dell’ottava giornata di campionato una delegazione delle rappresentative DCPS del territorio è entrata in campo per uno scatto fotografico con le capitane delle due squadre. Le foto sono state condivise sui social media.

In America la pallacanestro femminile segna con le collaborazioni social 

Se da noi la Serie A femminile è riuscita a emergere solo in questi ultimi anni, negli Stati Uniti d’America la Wnba (Women national basketball association, Lega nazionale americana di pallacanestro femminile) rappresenta una realtà ormai consolidata tra il pubblico sportivo. 

Nonostante la differenza salariale con il campionato maschile sia ancora alta, la divisione femminile partecipa ai tornei dell’All Star Game e gode di attenzione in tv. Quest’anno, la lega ha superato i 3 milioni di spettatori totali, segnando la sua prima stagione in assoluto sopra la soglia dei tre milioni e una media di circa 11.000 spettatori a partita, la più alta nella storia della lega.

Anche la pallacanestro femminile va forte sui social media, e gli ultimi risultati di Stn Divital hanno rivelato che la squadra Indiana Fever ha guidato la lega con un valore economico stimato di 55,04 milioni di dollari, 38,73 milioni di interazioni e 1,17 miliardi di impression durante la stagione 2025. Le prime cinque squadre per valore social sono state: Indiana Fever (55,04 milioni di dollari), Dallas Wings (8,61 milioni di dollari), Las Vegas Aces (7,64 milioni di dollari), Minnesota Lynx (7,54 milioni di dollari) e Chicago Sky (6,35 milioni di dollari). Anche su YouTube la Wnba gode di apprezzamento e gli Indiana Fever restano prima squadra (valore sociale di 733.594 dollari), mentre tra i singoli contenuti su Instagram dominano le Atlanta Dream (valore stimato di 226.555 dollari). 

Su Facebook il video dell’ex cestista Cheryl Miller che parla con una giocatrice delle Los Angeles Sparks ha generato 201.254 dollari di valore social. A incrementarlo ulteriormente sono stati gli oltre 51.000 dollari di visibilità degli sponsor, suddivisi tra Albert Financial (26.159 dollari) e Tissot (24.945 dollari). Il video ha mostrato in entrambi i partner all’interno di una creatività accattivante, dimostrando che i loghi degli sponsor in contenuti emotivamente coinvolgenti hanno risultati migliori rispetto ai posizionamenti tradizionali.

Così, se le differenze con gli altri sport maschili ancora rimangono, la crescita del grado di interesse rappresenta un punto a favore dell’inclusione.

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