Discover

Come sfruttare gli smart glasses per la tua content strategy

Il 2026 sarà senza dubbio un anno importante, anche in Italia, per il salto di qualità che riguarderà quello che non è più un semplice gadget per fare bella figura con amici e colleghi, ma un prodotto destinato a diventare il new normal per la produttività e il tempo libero: gli smart glasses o AI glasses. Debutteranno anche in Italia, anche se in ritardo rispetto alla data inizialmente prevista, gli attesissimi Meta Ray-Ban Display, nuova generazione di AI glasses il cui lancio negli USA ha generato una hype davvero notevole. I consumatori italiani, negli ultimi due anni, hanno contribuito al totale di circa 2 milioni di unità vendute dei precedenti Ray-Ban Meta a livello globale.

Smart glasses: Meta vs Samsung

Rilascio dopo rilascio, prodotto dopo prodotto, si sta andando sempre più verso occhiali da indossare tutti i giorni, quindi gradualmente più leggeri e sottili, e da azionare con gesti impercettibili (o quasi). Il focus si sta spostando dalla realtà aumentata e/o virtuale verso l’uso dell’intelligenza artificiale per la produttività, la creazione di contenuti, i viaggi e il tempo libero.

La sfida principale che dovrebbe caratterizzare il 2026 sarà probabilmente tra i già citati Meta Ray-Ban Display (da settimane richiestissimi negli USA) e gli smart glasses di Samsung in collaborazione con Google, sul mercato entro la fine dell’anno. Per questi ultimi, da quanto è dato sapere al momento, non è però prevista l’opzione display. È inoltre atteso il rilascio, sempre nel 2026, dei nuovi AR Spectacles di Snapchat. L’attenzione, per ora, si concentra sugli occhiali smart di Meta, da molti considerato lo standard da raggiungere e superare in termini di integrazione social, design e utilizzo dell’AI.

Cosa puoi fare con gli smart glasses di seconda generazione

Nella gamma di smart glasses di Meta rientrano però anche i Ray-Ban Meta Gen 2 (cioè di seconda generazione), senza display. Disponibili ad un prezzo più accessibile (a partire da 419 euro e con funzionalità aggiuntive con un sovrapprezzo di 90 euro) rispetto ai Meta Ray-Ban Display (il cui debutto in Italia è previsto con un costo di partenza intorno ai 700 euro), sono comunque smart a sufficienza per familiarizzare con alcune tra le principali funzionalità di face computer oggi disponibili.

Ad esempio valida fotocamera da 12 mp, in grado di realizzare foto e video con una risoluzione fino a 3K, di registrare fino a 60 fotogrammi al secondo e girare video in slow motion. Buona anche la durata della batteria, che arriva a otto ore con un uso intermittente. Un po’ pesanti su naso e orecchie, ma con un design giovanile, i Ray-Ban Meta Gen 2 consentono però di svolgere numerose attività mentre sei in movimento o impegnato in altro, come ascoltare podcast, musica, telefonate, ricerche tramite AI oltre – ovviamente – a scattare foto e girare video.

Cosa offrono in più i Meta Ray-Ban Display

Come già accennato, i Meta Ray-Ban Display rappresentano un salto di qualità rispetto ai Gen 2. I plus di questo modello sono il display privato che appare in base ai tuoi comandi, la banda neurale da indossare al polso, lenti Transition che si regolano automaticamente in base alla luce. Le risposte di Meta AI saranno più rapide e visibili sul display nella lente, le interazioni silenziose in quanto attivabili con movimenti delicati delle mani.

E ancora: potrai semplificare la tua vita quotidiana accedendo facilmente a meteo, promemoria e calendario direttamente dagli occhiali, rispondere privatamente ai messaggi di WhatsApp, Messenger, Instagram e del telefono, sempre senza usare le mani, generare sottotitoli e traduzioni in tempo reale, consentendoti di leggere le conversazioni mentre le ascolti. Le videochiamate bidirezionali ti consentono inoltre di vedere le altre persone sul display. Sempre attraverso il display potrai condividere reel, storie e post di Instagram. I nuovi smart glasses di Meta forniscono poi alle persone con capacità visiva, uditiva o mobilità ridotta funzioni che consentono di eseguire senza mani azioni che, in genere, richiedono l’uso di un telefono.

Come sfruttare gli smart glasses se sei un content creator

L’immediatezza e l’effetto live action sono tra i vantaggi offerti da dispositivi come quelli appena descritti. Oltre che per i content creator, gli smart glasses saranno sempre più utili per diverse categorie di professionisti, ad esempio giornalisti, food e travel blogger, istruttori fitness, ecc. Riprese hands‑free, comandi vocali e gestuali, audio integrato e integrazione social nativa sono alcuni degli indubbi plus da sfruttare al meglio.

Come? Per trasmettere live, per contenuti short form, vlog, tutorial, challenge in tempo reale, format immersivi e più personali (come commentare un libro in tempo reale mentre lo stai leggendo). Le riprese eyes level sono più naturali di quelle realizzate con il telefono, ma all’inizio richiedono un po’ di allenamento per evitare – ad esempio – troppe oscillazioni, che possono infastidire chi guarda.

POV e storytelling

Potrai offrire ai tuoi follower, ad esempio, dei POV più dinamici e divertenti da girare con gli smart glasses, sfruttando ganci immediati del tipo “Riesco a fare X adesso in meno di 60 secondi?”. O girare dei brevi video (teaser, presentazioni di prodotto in pillole, interviste, momenti dietro-le-quinte, ecc.) in presa diretta mentre sei ad una importante fiera di settore. Sfrutta i dettagli: camminate, mani, sguardi… la posizione della camera dei glasses rende ogni gesto un elemento di storytelling. I contenuti girati in tempo reale consentono ai follower di comprendere in modo più approfondito la prospettiva del creator, rispetto a ciò che vive in prima persona in un dato momento, contribuendo così a costruire community ancora più autentiche.

Attenzione alla privacy mentre usi gli smart glasses

Tra le principali preoccupazioni sollevate in merito all’uso degli smart glasses ci sono quelle relative alla privacy. Sforzati di essere attento e rispettoso, sia nei luoghi privati (abitazioni, uffici, ecc.) che pubblici. Chiedi sempre a chi è davanti a te – e quindi apparirà in primo piano nei video – il permesso prima di iniziare o continuare le riprese. In molti smart glasses il LED di acquisizione fa sapere alle persone che stai acquisendo contenuti o trasmettendo in diretta. Se il LED è coperto, ti verrà chiesto di scoprirlo. Disattiva i geotag in ambienti sensibili. Gli smart glasses aprono nuove possibilità anche nell’ambito delle collaborazioni a pagamento. Sii trasparente: anche per unboxing & Co. realizzati con gli occhiali, segnala sempre che si tratta di #adv, #gifted e simili.

Ultimi articoli

Andrea D’Ambrosio: il diritto diventa parte della conversazione digitale

Andrea D’Ambrosio racconta come social, creatività e IA stanno cambiando il diritto digitale, rendendolo più accessibile e concreto.

Monica Papagna, il gusto raccontato con leggerezza e personalità

Monica Papagna racconta cibo e lifestyle con ironia e autenticità: colazioni serie, quotidianità e idee discutibili che conquistano i social.

FIFA World Cup 2026, conto alla rovescia: trucchi e consigli per la tua content strategy

Dai contenuti easy e budget-friendly alle strategie diversificate, ecco tante indicazioni utili per presidiare la FIFA World Cup 2026.

Pixel e nostalgia a 8-bit: il retrogaming conquista i social

Retrogaming: la passione per i vecchi videogiochi cresce sui social tra nostalgia anni ’90, icone come Lara Croft e Mario e community online.

Chiara Giovannini e la Gen Z del cinema: quando i film siraccontano sui social

Chi è Chiara Giovannini? Creator appassionata di cinema, serie tv e libri, conquista la Gen Z con recensioni, curiosità, e contenuti virali.