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La forza social della cucina italiana: perché è la più amata online

L’enogastronomia italiana non rappresenta solo la preparazione e la consumazione dei piatti ma racchiude in sé tradizioni, specificità territoriali e professionalità. Per la valorizzazione delle materie prime, il rispetto della stagionalità e l’attenzione alla sostenibilità, lo scorso 10 dicembre a New Delhi la cucina del Belpaese è stata proclamata Patrimonio immateriale dell’Unesco

Anche sui social media la cucina italica gode di grande seguito e proprio la nomina da parte dell’Unesco ha dato il via a diverse condivisioni sul tema. Secondo il report Instant Mood di Arcadia, le conversazioni generate dalla parola chiave “cucina italiana” appena digitate dopo il riconoscimento hanno registrato un sentiment positivo del 93,3% e solo un 6,5% di sentimenti negativo. Le menzioni sono state 103.400 e le interazioni 432.100. Ma si sa, sui social media per i post e le storie si usano le emoji, e quelle legate alla cucina di casa nostra come il trancio di pizza, la pasta e il tricolore hanno registrato un’impennata.   

I ristoratori rappresentano i primi ambasciatori della cucina italiana e sui canali social convivono contenuti che hanno a che fare con la loro attività, come foto e video di ingredienti e di piatti. Uno di questi è Massimo Bottura, tra i primi a celebrare il riconoscimento con 3 post dal testo uguale, ma con fotografie dal genere variegato. Nel primo post ha messo in copertina una foto in compagnia della mamma; nel secondo una foto della moglie; nel terzo una pizza margherita.   

Oltre ai cuochi anche gli altri attori della filiera alimentare celebrano la cucina italiana sui social media perché il cibo è un elemento che attira turisti, valorizza i luoghi e, direttamente indirettamente, dà lavoro a tante persone.

Da Masterchef al successo social: Cracco e Barbieri celebrano la cucina italiana

Un cuoco famoso non è solo un professionista che cucina piatti di pregio e gestisce egregiamente un ristorante, ma incarna tutto ciò che sta intorno alla cucina.  

Carlo Cracco, già giudice del programma “Masterchef” e proprietario del ristorante in presso la Galleria Vittorio Emanuele a Milano, con i suoi contenute racchiude in sé tutto ciò che rappresenta la cucina italiana: qualità delle materie prime, bontà dei piatti e accoglienza. Senza dimenticare la notorietà del suo personaggio.

Sul suo account si trovano link ai suoi ristoranti (In Galleria e Cracco Portofino), al suo negozio online e all’azienda agricola Vistamare che gestisce insieme alla moglie, Rosa. Uno dei post che ha riscosso più successo riguarda l’ottenimento di una stella Michelin del suo ristorante Portofino Cracco, anche se oltre a contenuti autoreferenziali si trovano anche foto e video realizzati in collaborazione con altri marchi. Come alcuni realizzati con San Pellegrino in cui parla del rispetto della biodiversità e del libro “Cracco in Galleria” scritto con Maurizio Cattelan e Pierpaolo Ferrari di Toilet Paper. Il contenuto di promozione del libro mostra immagini sia del locale che dell’opera. 

Simpatia, ironia e originalità sono gli ingredienti della strategia di Bruno Barbieri, che sul proprio account Instagram spesso inizia i suoi post con l’espressione bolognese “Ragaz”. Come Cracco, anche Barbieri è diventato un personaggio televisivo vero e proprio e i like e i commenti sotto i suoi post dimostrano la sua popolarità. I suoi ultimi contenuti rispecchiano tutti i tratti caratteristici della sua immagine pubblica: non mancano infatti inviti a guardare le puntate di Masterchef, un video della sua missione gastronomica negli Stati Uniti e una comparsata alla rassegna di moda maschile, Pitti Uomo. Il successo social di Bruno Barbieri non si è fermato ai suoi post ma è arrivato fino all’influencer marketing, tanto che ha prestato la propria firma per la collezione Capital di HH. Il set comprende piatti (piani e fondi), poke bowl e ciotole. Gli oggetti presentano dettagli curati e illustrazioni ricercate. La collezione è stata promossa anche sui social media, facendo di Barbieri anche un influencer.      

La strategia massimalista di Eataly

Se gli chef famosi adottano metodi di comunicazione che hanno loro stessi al centro, i ristoranti adottano un approccio che prevede la presenza di più voci. Soprattutto se si tratta di catene.

Eataly ha celebrato il riconoscimento dell’Unesco con un album con foto e video in cui ha esaltato i saperi e i dialoghi che compongono il mosaico del cibo italiano. Il riconoscimento non ha inficiato con la linea massimalista di Eataly, tanto che già dallo scorso novembre collabora con Nina Penta, marchio per la cura dei capelli, che espone i suoi prodotti dentro i negozi della catena di ristoranti. Anche per le vacanze natalizie ha collaborato con Benedetta Parodi (video di ricette), Sciura Glam e Gabriele Vagnato (candid camera in cui veste i panni di un promoter al suo primo giorno di lavoro). Come quasi tutti i marchi anche Eataly ha prodotto contenuti legati alle tendenze del momento come il Recap 2025 (il riassunto dei momenti più rappresentativi dell’anno) e il Blue Monday (il giorno più triste dell’anno che cade il terzo lunedì di gennaio). Quanti ai singoli punti vendita, Eataly Bologna, Eataly Milano e Eataly Torino sono quelli più taggati nei post dell’account principale anche se guardando le storie dei negozi si possono vedere annunci di iniziative o di appuntamenti.   

L’impegno dei consorzi

Oltre che per rappresentare gli associati e seguirli sugli aspetti burocratici, i consorzi aiutano i consumatori a identificare al meglio un prodotto e sui social media si possono trovare contenuti che richiamano in senso univoco a una tradizione culinaria.

Tra gli alimenti che piacciono di più sia agli italiani che agli stranieri c’è il Pecorino Toscano Dop. Il Consorzio per promuovere il proprio brand ha puntato sulla valorizzazione del territorio e sull’account Instagram si possono vedere contenuti che hanno a che fare con la Toscana. Uno degli ultimi post riguarda Certaldo, borgo in provincia di Firenze, con una foto della città e la didascalia che ne celebra il suo paesaggio e il suo cibo. Oltre che con i post tradizionali, il Consorzio si avvale dei reel e lo sorso novembre ha pubblicato lo spot andato in onda su La7, La7 Cinema e Tv8. Anche il Consorzio Prosciutto Toscano Dop è attivo su Instagram, anche e con una strategia diversa. Infatti, rispetto al Consorzio Pecorino Toscano Dop, pubblica contenuti realizzati anche con l’ausilio di altre personalità.  

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