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Veganuary, torna l’appuntamento con il mese vegano anche sui social

Un nuovo anno è iniziato e con esso tornano gli appuntamenti di sensibilizzazione, sia nella realtà fisica che sul web. Uno di questi è Veganuary. Ecco cosa c’è da sapere su questo movimento che continua a crescere nel tempo.

Quando è nato Veganuary

Nato nel 2014 nel Regno Unito e poi diventato sempre più popolare in altri Paesi, con un discreto numero di partecipanti anche in Italia, Veganuary è stato fondato da Jane Land e Matthew Glover con l’obiettivo di incoraggiare le persone a seguire una dieta vegana almeno per il mese di gennaio, sensibilizzando su salute, ambiente e benessere animale. La parola Veganuary è la fusione di “vegan” e “January”, proprio per legare la “sfida” al mese dei buoni propositi.

Il mese di sensibilizzazione per un’alimentazione sempre più plant based ha i social come palcoscenico naturale, con migliaia di post ogni anno e l’adesione di brand e celebrities che hanno scelto di seguire un’alimentazione vegana tutto l’anno. Tra queste ci sono ad esempio Paul McCartney, Joaquin Phoenix e Billie Eilish. Per chi è interessato ad approfondire il tema, ci sono il sito web e gli account social ufficiali di Veganuary nonché i social posts di tanti content creator che fanno divulgazione e sensibilizzazione sull’argomento sia a gennaio che in altri momenti dell’anno.

Anche in Italia crescono l’attenzione e le vendite legate al plant based

Se sei un content creator sensibile all’argomento, gennaio è dunque il mese più adatto per inserire dei contenuti mirati sul tema nella tua social media strategy. Sondaggi e ricerche, del resto, supportano questa tendenza. Nel 2024, infatti, oltre 15 milioni di famiglie italiane hanno acquistato prodotti plant based, categoria che va dalle bevande vegetali agli “hamburger” senza carne e alle alternative verdi al formaggio, generando una penetrazione di oltre il 59,3% sul totale nazionale.

Un trend che, secondo gli ultimi dati raccolti da YouGov Shopper e diffusi nei mesi scorsi, è alimentato anche da un altro fattore: l’aumento costante di vegetariani e vegani. In Italia, sono quasi 3 milioni le persone che hanno optato per il go green: il 3,7% della popolazione si dichiara vegetariano, mentre l’1,5% è vegano. La motivazione principale non è solo etica, ma un mix di fattori che comprendono la volontà di adottare uno stile di vita più sostenibile (32% degli intervistati) e la salute personale (31%).

Suggerimenti per i contenuti social legati a Veganuary

La condivisione di ricette vegane è una delle attività principali legate a Veganuary. È un tema che potrai trattare – se sei un content creator – in tanti modi diversi, come in tanti hanno già scelto di fare. Potrai proporre ai tuoi follower ricette partendo da un ingrediente principale/tematico. Ad esempio prodotti facilmente reperibili come zucca o zucchine, cereali e pseudo-cereali come la quinoa, il grano saraceno o il teff, fino a qualche anno fa poco conosciuti in Italia. Chi è potenzialmente interessato ad adottare un’alimentazione sempre più plant based – senza dover necessariamente diventare vegano – affronta tutte quelle criticità che, ad esempio, accomunano le persone con una o più intolleranze alimentari.

Quindi la necessità di poter preparare piatti e ricette per la vita di tutta i giorni, rispettando un budget giornaliero o mensile. Piatti semplici, veloci e nutrienti da realizzare, ma che non mortifichino la vista e il gusto. Starà a te, dunque, soddisfare queste esigenze concrete con dei contenuti in grado di unire praticità ed estetica. Se fai una ricerca interna ad Instagram e TikTok, ad esempio, troverai centinaia di video di utenti e creator che coinvolgono i follower nella spesa al supermercato in pieno stile Veganuary, con un approccio fresco e contemporaneo. Tra le catene che supportano Veganuary c’è Lidl da diversi anni, menzionato in tanti contenuti, Carrefour dallo scorso anno e altre catene di supermercati, ristoranti e servizi di delivery.

Consigli e trucchi per la transizione plant based

Ricette per la vita di tutti i giorni, ma non solo. A chi è già vegano e a chi potrebbe diventarlo interessano anche altri argomenti. Dalle ricette più elaborate per le occasioni speciali, da proporre anche a chi non segue un’alimentazione plant based, ai consigli di bon ton su come affrontare discussioni – anche molto accese – in stile “onnivori vs vegani” che hanno messo a dura prova rapporti sentimentali, di amicizia e dibattiti negli studi televisivi, senza dimenticare guide e tutorial per uno stile di vita più salutare anche oltre l’alimentazione.

L’elenco degli spunti per i contenuti da proporre durante il Veganuary è davvero ampio. Potrai inoltre mixare contenuti evergreen con proposte e trend per il 2026 o lanciare challenge divertenti e non troppo impegnative e aggiungere un tocco di gamification ai tuoi post. Mantieni alto l’engagement rispondendo ai commenti degli utenti e valutando l’opzione di creare gruppi – sotto forma di gruppi Facebook o sfruttando WhatsApp e Telegram – di persone unite dagli stessi interessi – dall’alimentazione plant based allo stile di vita sano in generale – per portare avanti la conversazione e capire cosa piace alla tua community.

Non solo Veganuary: Dry January

Gennaio è anche il mese di un’altra occasione di sensibilizzazione: Dry January. Dry January è nato ufficialmente nel 2013 nel Regno Unito, promosso dall’associazione no-profit Alcohol Change UK, con l’obiettivo di incoraggiare le persone a rinunciare all’alcol per tutto il mese. L’idea era già stata sperimentata nel 2011 da Emily Robinson, che decise di smettere di bere per prepararsi a una mezza maratona. Da allora è cresciuto fino a diventare un movimento globale, oggi diffuso anche oltre gli Stati Uniti.

Nel Regno Unito, paese d’origine, ci sono milioni di partecipanti ogni anno. Negli USA è molto seguito, soprattutto tra i giovani tra i 21 e i 24 anni: il 35% dei partecipanti ha completato il mese senza alcol nel 2024. In Europa è diffuso in Francia, Germania e Italia (dove è arrivato più recentemente). Dry January è nato come sfida personale, si è trasformato in campagna nazionale e oggi è un fenomeno globale che riflette un cambiamento culturale: meno alcol, più consapevolezza e alternative analcoliche sempre più appetibili e diffuse. Se sei un content creator potrai trattare il tema del Dry January come un’occasione per parlare di benessere, consapevolezza e nuove abitudini, in questo caso adattandolo alla cultura e allo stile di vita italiani.

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