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Cinema, recensioni e conversazioni: lezioni di content strategy da Fabio Santoro

Parlare di cinema e serie TV sui social oggi significa muoversi in un ecosistema saturo, veloce e in continua trasformazione. Eppure, c’è chi è riuscito a costruire una community fedele e un dialogo vero e stimolante con il proprio pubblico: Fabio Santoro.

Content creator pugliese, Fabio ha trasformato una passione coltivata fin dall’infanzia in un progetto editoriale solido, capace di spaziare tra recensioni, news, curiosità, analisi di box-office e conversazioni sulla cultura pop. Il tutto con un linguaggio semplice, ironico e accessibile. Cinema, serie TV, recensioni e conversazioni, ecco cosa ci ha raccontato in questa intervista Fabio Santoro.

Chi è Fabio Santoro, content creator di serie TV e cinema

Nato a Bari l’1 luglio 1998, Fabio Santoro cresce e vive a Trani, una piccola città pugliese. La sua formazione non ha nulla a che fare con il cinema o la comunicazione: ha un diploma da Ragioniere, indirizzo Sistemi Informativi Aziendali, un percorso “tradizionale” che sembra lontanissimo dalla strada intrapresa. E la sua famiglia?

Vengo da una famiglia normalissima, ma anche riservata e totalmente estranea alle dinamiche online. Quindi, per rispetto nei loro confronti, dirò poco su di loro se non che mi hanno supportato fin dall’inizio.

Fabio non arriva dal cinema “accademico”, ma da una passione genuina, coltivata da spettatore prima ancora che da autore di contenuti.

La passione per il cinema e le serie TV credo ci sia sempre stata. Complici, probabilmente, anche i miei genitori che mi hanno portato in sala molto presto. Il primo film al cinema l’ho visto a 5 anni: l’Hulk di Ang Lee. Forse, non c’è un momento preciso in cui ho capito che la mia passione potesse diventare un lavoro.

Inconsapevolmente, l’obiettivo è sempre stato quello. Fabio seguiva tanti creator che facevano la stessa cosa che voleva fare lui.

C’ho sempre creduto e, quindi, lo chiamavo lavoro anche quando non guadagnavo un soldo.

Se non fossi diventato un content creator, ci racconta che, probabilmente, avrebbe lavorato come ragioniere o commercialista.

E, contando quanto faccio pena in matematica, va benissimo come è andata!

Comfort series e tempo libero

Quando si parla di comfort series, per Fabio Santoro non ci sono dubbi: si tratta di una serie che rivede da anni e che continua a mettergli buonumore.

Serie comfort assolutamente Ted Lasso. Non so neanche quante volte l’ho rivista nel corso di questi anni!

E se, invece, potesse abitare per un giorno dentro una serie TV?

Se potessi vivere un giorno in una serie, probabilmente sceglierei Stranger Things. Adoro l’atmosfera Anni Ottanta, nonostante sia un periodo che non ho mai vissuto. Farei una partita a Dungeons and Dragons con Mike, Will, Dustin e Lucas. Farei quattro chiacchiere con Steve e Robin e cercherei di non farmi sbranare da un demogorgone. Non sembra male come programma!

Anche lontano dai social, Fabio resta immerso nello stesso universo narrativo: film, serie, libri, videogame e musica scandiscono il suo tempo libero. E quando prova a uscire dalla sua comfort zone, lo fa in cucina con risultati più apprezzabili a tavola che ai fornelli!

Dalla passione al progetto online: come nasce il percorso di Fabio Santoro

Cresciuto come spettatore su YouTube, Fabio Santoro inizia a pubblicare contenuti nel 2019, quasi per gioco e su suggerimento di un amico. L’idea è semplice: spostare online quelle conversazioni su cinema e serie TV che già facevano parte della sua quotidianità.

Ho iniziato a creare contenuti sulla piattaforma nel 2019, su consiglio di un amico che probabilmente era stanco di sentirmi blaterale ogni giorno su cinema e serie TV e mi ha, quindi, chiesto di tediare qualcun altro. È toccato al pubblico di Internet.

Il vero punto di svolta arriva con la pandemia. Durante i mesi di chiusura, alcuni suoi video di consigli cinematografici sulle piattaforme streaming diventano virali. È lì che il progetto prende forma.

Un paio d’anni dopo, ho deciso di pubblicare recensioni, curiosità, notizie e approfondimenti cinematografici anche sui social verticali – Instagram e TikTok soprattutto – e la mia carriera è iniziata davvero li. Mi trovo molto meglio nei contenuti brevi e verticali. È proprio il mio spazio.

Fabio capisce presto che il formato breve è il suo ambiente naturale: diretto, ritmato, capace di stimolare commenti e confronto.

Il linguaggio dei contenuti brevi e il dietro le quinte di un contenuto

Se YouTube rappresenta la casa dei discorsi più lunghi e ragionati, Instagram e TikTok diventano il luogo della sintesi, dell’impatto immediato e della conversazione continua. Qui emerge una lezione chiara di content strategy: non esiste un contenuto “universale”, ma contenuti che funzionano perché pensati per una piattaforma specifica. Uno dei luoghi comuni più diffusi sul lavoro del content creator, poi, è che sia veloce e semplice.

La parte più difficile è sicuramente la ricerca di un’idea. Lì possono passare anche giorni prima di trovare l’idea giusta. Per quanto riguarda la scrittura, la registrazione e il montaggio dei video, rientriamo nelle normali ore lavorative di un libero professionista. Almeno credo.

Ovviamente, poi dipende perché certi video richiedono ore di montaggio, mentre altri ore di scrittura. Ci sono anche video molto più veloci da preparare. “Ripeto: è trovare l’idea giusta la vera rogna!”, ci dice. Il punto centrale è chiaro: la creatività non è improvvisazione, ma metodo, pazienza e costanza.

Pop culture, community e conversazioni: il vero valore dei social

Per Fabio Santoro i social non sono il fine, ma lo strumento. Parlare di cinema è qualcosa che farebbe comunque, anche lontano dalle piattaforme. Ciò che rende il contenuto completo, però, è l’interazione. Commenti, risposte, confronti: un video senza conversazione non è davvero finito. La community non è solo pubblico, ma parte attiva del processo comunicativo.

I social sono uno strumento meraviglioso di condivisione, ma sono solo uno strumento. Non ho iniziato a parlare di cinema sui social e continuerei a farlo anche se non ci fossero. Non ho, quindi, bisogno di avere una motivazione per continuare a creare contenuti. Continuerò a farlo fino a quando mi renderà felice.

Accanto agli aspetti positivi, restano le difficoltà: commenti negativi, critiche gratuite, cattiverie facilitate dallo schermo. Altrettanto difficile è l’inevitabile blocco creativo che, ogni tanto, può capitare.

Molte volte gli insulti che leggo sono talmente fantasiosi da strapparmi un sorriso. A volte capita, però, quel ‘giorno sfortunato’ in cui il commento sbagliato riesce a mettere a segno qualche colpo. C’è chi pensa che questo faccio parte del gioco e posso anche essere d’accordo. La verità, però, è che nel 99% le cattiverie che vengono scritte su Internet, vengono proprio scritte perché si è protetti da uno schermo.

Oggi, la cultura pop passa inevitabilmente dai social e questo la rende più accessibile, più partecipativa, ma anche estremamente veloce. A volte così veloce da confondere ciò che nasce da un interesse reale del pubblico con ciò che viene semplicemente spinto dagli algoritmi.

La parte più bella è interagire con le persone oltre lo schermo. Sia che si tratti di pubblico, che di altri creatori di contenuti. Molti dei creator che seguivo da ragazzino e che mi hanno ispirato a fare ciò che faccio, ora sono miei amici. E non c’è soddisfazione più grande. Certo, anche ricevere ogni tanto regali o gadget dai brand non è male!

Cosa rende questo lavoro davvero gratificante e i progetti futuri

Tra le soddisfazioni più grandi del suo percorso, Fabio cita la fiducia. Quella del pubblico che chiede consigli e quella dei brand che scelgono di coinvolgerlo per promuovere un film, una serie o un progetto. Nulla viene dato per scontato, nemmeno dopo numeri importanti su Instagram, TikTok, YouTube e Twitch.

Non do per scontato che qualcuno scelga proprio me per parlare di un prodotto, che sia pubblicizzare un film o una serie, il mandarmi un gift, l’invitarmi ad un’anteprima. È una cosa che ogni volta mi stupisce e mi riempie di gioia.

Sul futuro, Fabio preferisce non sbilanciarsi: scaramanzia, certo, ma anche la consapevolezza che nel digitale tutto può cambiare rapidamente.

Chi vivrà vedrà!

I social di Fabio Santoro

Content creator appassionato di serie TV, cinema e cultura pop, Fabio Santoro è presente su diversi social. Su Instagram, è seguito da circa 104mila follower mentre, su TikTok, da circa 159,5mila follower, su YouTube da circa 66mila follower ed è anche su Twitch e Facebook.

Mettetevi comodi e godetevi i miei sproloqui sul cinema, serie TV e dintorni.

Per Fabio Santoro l’interazione non è un “extra” del contenuto, ma una parte strutturale del lavoro. Rispondere ai commenti, leggere le opinioni del pubblico, alimentare la conversazione è un gesto di riconoscenza verso chi sceglie di seguirlo ogni giorno.

L’interagire con i follower fa parte del lavoro ed è doveroso – nutro un’immensa gratitudine nei confronti della gente che mi segue – ma è anche una delle parti più gratificanti di quello che faccio sui social.

Senza confronto, un video resta incompleto: esiste, ma non dialoga. Ma ha un social preferito? Ognuno ha un punto diverso a favore.

YouTube e Instagram, proprio per via della loro struttura, permettono di creare una community più presente. Mentre con TikTok e Facebook è molto più facile emergere, almeno per quanto riguarda la mia esperienza e dipende da cosa si sta cercando.

Attualmente, però, lavora di più con Instagram e TikTok, ma domani chissà!

Immagine del profilo foto credit account Instagram @fabiosantoro98

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