Negli ultimi anni, fede e comunicazione hanno trovato nuovi modi di esprimersi, adattandosi sempre più ai linguaggi del mondo digitale. In uno scenario in continua evoluzione, Don Cosimo Schena ha saputo ritagliarsi un ampio spazio, distinguendosi per la sua capacità di trasformare i social in luoghi di incontro, ascolto e riflessione spirituale.
Autore, creator e sacerdote, Don Cosimo ha saputo costruire una presenza online non soltanto per la diffusione di contenuti religiosi, ma come spazio di dialogo. In questa intervista, riflette su come i social possano diventare non solo strumenti di comunicazione, ma veri spazi di incontro e spiritualità. Scopriamo insieme di più su Don Cosimo Schena.
Chi è Don Cosimo Schena: famiglia e formazione
Nato a Brindisi nel 1979 e cresciuto in una famiglia semplice del Sud Italia dove – come racconta – “non c’erano grandi discorsi sulla spiritualità”, Don Cosimo Schena ha sviluppato, fin da giovane, una forte curiosità per l’animo umano.
Ho imparato qualcosa di molto più importante: il valore delle persone. La fede non era fatta di grandi parole, ma di gesti quotidiani, di rispetto e di solidarietà.
Una fede che ha contribuito a formare il suo sguardo sul mondo, portandolo a entrare in seminario all’età di 23 anni e a intraprendere prima gli studi in Filosofia – che lo hanno aiutato a confrontarsi con le grandi domande dell’esistenza – e poi quelli in Psicologia, così da comprendere meglio il cuore e le fragilità delle persone. È, infatti, laureato in Filosofia e in Psicologia Clinica e Dinamica.
Ancora oggi, queste due dimensioni fanno parte del mio modo di essere sacerdote: la ricerca del senso e l’ascolto delle ferite umane.
Nel tempo libero, sceglie la semplicità: leggere, scrivere, camminare nella natura con i suoi cani. È nel silenzio – ci racconta – che emergono le intuizioni più vere.
Sono momenti in cui posso tornare al silenzio e, spesso, è proprio nel silenzio che arrivano le intuizioni più vere!
Spiritualità, comunicazione nell’era digitale e la vocazione
Mentre la comunicazione corre veloce, ci sono voci – come quella di Don Cosimo Schena – che sono in grado di creare uno spazio di condivisione e di ascolto, intercettando le domande più intime dell’essere umano contemporaneo. La scelta del sacerdozio non è stata per lui una decisione improvvisa, ma un percorso interiore graduale che lo ha portato a essere ordinato sacerdote nel 2009.
Avevo una vita che funzionava: studi universitari, progetti, una relazione importante. Tutto sembrava già scritto, ma dentro sentivo una domanda che tornava sempre: “È davvero questa la tua strada?”. La vocazione non è una fuga dalla vita, ma un incontro con la verità di sé. Quando ho capito che ignorare quella chiamata mi avrebbe reso meno autentico, ho iniziato a cambiare direzione.
Nel confronto con questa inquietudine, è nata la sua vocazione. La chiamata lo ha portato a cambiare direzione, affrontando anche delle rinunce, ma ritrovando una vita più vera e coerente con se stesso.
Non è stato facile lasciare alcune cose, ma quella scelta mi ha restituito una vita più vera.
Oggi, è parroco della chiesa di San Francesco d’Assisi nella sua Brindisi.
Psicologia e fede: due linguaggi per la stessa cura
Uno degli aspetti più interessanti del percorso di Don Cosimo Schena e ciò che lo rende particolarmente significativo è l’incontro tra psicologia e spiritualità.
La psicologia mi ha insegnato una cosa fondamentale: prima di parlare alle persone bisogna ascoltarle davvero. Spesso chi si avvicina a un sacerdote non porta solo domande spirituali, ma anche ferite emotive, sensi di colpa, solitudini profonde.
La formazione psicologica gli permette di “riconoscere queste dimensioni e accompagnarle con più rispetto”.
Credo che fede e psicologia non siano in contrasto: entrambe cercano la guarigione dell’essere umano, anche se con linguaggi diversi.
Quando i social diventano un luogo di ascolto e conforto
La sua presenza sui social nasce quasi per caso, da alcune riflessioni. A fare la differenza sono stati i messaggi ricevuti: tante sono, infatti, le persone che gli raccontano di aver trovato conforto e speranza nelle sue parole.
All’inizio pubblicavo semplicemente qualche riflessione, senza un progetto preciso. Poi ho iniziato a ricevere messaggi da persone che mi raccontavano che quelle parole le avevano aiutate in un momento difficile. In quel momento, ho capito che i social potevano diventare un luogo di incontro e di speranza.
Da quel momento, i social sono diventati per lui un vero spazio di incontro in grado di raggiungere anche chi non frequenterebbe mai una chiesa.
Oggi li considero una forma di pastorale digitale: uno spazio dove incontrare persone che, forse, non entrerebbero mai in una chiesa, ma che cercano comunque senso, consolazione e verità.
Dietro ogni contenuto, però, c’è un lavoro attento e spesso invisibile fatto di riflessioni, scrittura e revisione (oltre alle due ore al giorno che Don Cosimo impiega per rispondere ai messaggi che riceve).
Molti pensano che creare un contenuto sia qualcosa di veloce ma, in realtà, dietro pochi minuti di video o poche righe di testo ci sono spesso ore di lavoro, anche nel tentativo di trovare parole che siano vere e rispettose del dolore di chi le leggerà.
Non si tratta solo di comunicare, ma di trovare parole in grado di toccare il cuore senza banalizzare il dolore.
La parte più difficile non è pubblicare, ma trovare parole che possano davvero raggiungere il cuore delle persone.
Il dolore e la spiritualità: un cammino di guarigione
In un’epoca segnata da fragilità interiori, sempre più persone si avvicinano alla spiritualità come possibile risposta al dolore. Don Cosimo sottolinea, però, un aspetto fondamentale: la spiritualità non è una scorciatoia.
La spiritualità può aiutare molto ad attraversare il dolore interiore, ma non è una scorciatoia magica. Non cancella automaticamente le ferite. Piuttosto, offre uno spazio dove il dolore può essere accolto senza essere giudicato.
Questo non elimina magicamente le ferite, ma offre uno spazio in cui queste possono essere accolte senza giudizio. È proprio in questa accoglienza che può iniziare una trasformazione.
Quando una persona scopre di non essere sola nella propria sofferenza, qualcosa dentro di lei comincia già a cambiare. La fede autentica non nega il dolore: lo attraversa e può trasformarlo in una nuova possibilità di vita.
La fede autentica non nega il dolore, ma lo attraversa, aprendolo a nuove possibilità di vita.
Tempesta e Baloo: quando gli animali insegnano l’essenziale
Un capitolo speciale della sua vita è rappresentato dal legame con i suoi cani, Tempesta e Baloo, entrambi salvati dall’abbandono. La prima è una beagle vivace e curiosa, mentre il secondo è un pastore tedesco bianco dal carattere più pacato e profondo. Don Cosimo è soprannominato il “prete degli animali”.
Gli animali sono entrati nella mia vita in modo semplice, ma hanno finito per insegnarmi molto.
Attraverso di loro, Don Cosimo ha scoperto una forma di fedeltà semplice e disarmante. Gli animali – spiega – sono dei veri maestri di vita.
Con loro ho scoperto qualcosa che noi esseri umani spesso dimentichiamo: la fedeltà semplice. Gli animali non ti chiedono cosa fai nella vita o quanto vali. Ti accolgono per quello che sei.
Ci insegnano un amore puro ed essenziale. Il rapporto con gli animali, secondo Don Cosimo, può avvicinare le persone alla dimensione spirituale.
Gli animali vivono nel presente. Non portano il peso del passato e non si preoccupano del futuro come facciamo noi. Da loro possiamo imparare una forma di amore molto pura: un amore che non calcola, non giudica e non pretende. In un mondo spesso complicato, questa semplicità diventa quasi una forma di sapienza.
A chi sostiene che “sono solo animali” Don Cosimo risponde che, probabilmente, non ha mai sperimentato un legame profondo con loro. Un Dio capace di creare l’universo può custodire anche l’amore vissuto con tutte le sue creature. Gli animali sono, infatti, creature in grado di condividere il dono della vita con noi.
Credo che il rapporto con gli animali possa avvicinare le persone alla dimensione spirituale della vita. Gli animali ci riportano a ciò che è essenziale. Ci ricordano che la vita non è fatta solo di risultati, prestazioni e ruoli sociali. A volte, basta osservare la serenità di un animale per ritrovare un senso di pace che avevamo dimenticato.
Vivere autenticamente: la forza della speranza e del silenzio
Se Don Cosimo dovesse lasciare un messaggio al mondo, sarebbe un invito a non vivere per soddisfare le aspettative degli altri, ma per essere davvero se stessi.
Se potessi lasciare un solo messaggio al mondo, direi questo: non diventate ciò che gli altri si aspettano da voi, ma diventate ciò che siete davvero. La vita cambia quando smettiamo di vivere per essere approvati e iniziamo a vivere per essere autentici.
La domanda che gli viene posta più spesso riguarda la speranza: come non perderla? La sua risposta è semplice, ma profonda.
La speranza non nasce dalle parole motivazionali, ma dall’incontro con qualcuno che ti fa sentire che la tua vita ha ancora valore. La domanda che, invece, quasi nessuno mi fa è: “Come stai davvero?”. Ed è una domanda molto più importante di quanto sembri.
Sono tante le richieste di aiuto che riceve. Ad alcune persone basta sfogarsi, magari parlando di problemi di lavoro, difficoltà in famiglia e altro. Da ciò emerge una verità: la solitudine è la malattia di questo secolo.
I libri di Don Cosimo, la televisione e la radio
Don Cosimo è autore di saggi come La croce è la nostra patria – Simone Weil e l’enigma della croce (2016), Dio è il mio coach – Consigli evangelici su misura per te (2024) e Da quando ti ho trovato – Una storia d’amore, fede e amicizia (2025).
Ha scritto, inoltre, poesie come L’uomo nel cuore di Dio (2023) e Impronte di cuore (2019) e libri come Aspettami dove nessuno guarda – Racconti della mia vita (2025) e Abbracciami dove il tempo si ferma – Racconti della mia vita (2025). Oltre a dedicarsi alla scrittura, Don Cosimo è spesso ospite in televisione dove cerca di portare il messaggio di Cristo.
Da Instagram a TikTok, tutti i social di Don Cosimo
I social permettono a Don Cosimo di parlare a chi crede e a chi no con parole semplici e chiare. Su Instagram, è seguito da circa 533mila follower, mentre sul profilo di Tempesta e Baloo da circa 19mila follower.
Prete 3.0. Psicologo clinico. Filosofo. TEDx speaker ×2. Opinionista TV.
Su Facebook, Don Cosimo è seguito da circa 194mila follower e su TikTok da circa 261,1mila follower mentre, su YouTube, vanta circa 21mila iscritti.
Sono un prete felice. Con la poesia e i social, annuncio che Dio è Amore.
Per Don Cosimo, dietro a quelli che potrebbero sembrare soltanto dei numeri ci sono persone e storie vere. I social sono uno spazio di ascolto e un altro modo per poter parlare di Dio, promuovendo amore e compassione per tutte le forme di vita. Come detto, ogni giorno riceve centinaia di messaggi, spesso richieste di aiuto e offrire la propria presenza – seppur online – può aprire alla speranza e far sentire meno solo chi sta male. Infine, Don Cosimo ha progetti per il futuro? Continuare a diffondere l’amore di Dio!
Immagine del profilo foto credit account Instagram @doncosimoschena
