Cinema e serie TV possono essere affrontati da molteplici punti di vista, narrativi e sociali, attraverso l’analisi di temi, linguaggi e messaggi. Creator ed esperta di serie TV e cinema, Giulia Calvani analizza, con uno sguardo personale, le opere audiovisive interrogandosi su ciò che suscitano in noi e su come sono costruite. Analisi del genere sono essenziali per comprendere il linguaggio audiovisivo.
Abbiamo fatto due chiacchiere con Giulia Calvani per scoprire più da vicino il suo percorso e il lavoro che la rende una delle voci più seguite su Instagram e non solo. Scopriamo chi è Giulia Calvani, intervista alla creator che parla di cinema e serie TV.
Chi è Giulia Calvani, analista pop e creator di serie TV e cinema
Nata a Roma il 26 ottobre 1996, Scorpione ascendente Leone, Giulia Calvani è, oggi, una delle content creator e voci riconoscibili più amate sui social. Giulia ha vissuto un’infanzia felice, segnata da presenza e supporto da parte dei suoi genitori, Claudia ed Enrico, lavoratori instancabili.
I miei genitori si sono conosciuti nel 1991. Dopo undici mesi, si sono sposati. Mio padre è un odontotecnico, uno di quei mestieri per cui ci si sveglia ancora alle due del mattino. Mia madre è consulente fiscale, ama i numeri, i tasti del computer ed è stata una delle prime iscritte a un corso di informatica.
Atmosfere, tradizioni e legami familiari sono per Giulia una sorta di bussola emotiva, ancora oggi alla base di ogni progetto creativo. È cresciuta in una famiglia molto unita.
Nonostante i lavori impegnativi – e, a volte, totalizzanti – i miei genitori sono sempre stati presenti, nella quotidianità dei giorni quanto nelle occasioni speciali. Mi hanno accompagnata ovunque, supportato in ogni scelta o direzione presa senza invaderla con il giudizio. Ho sentito e vissuto tanto amore, nella mia casa, nella mia famiglia. Sono molto legata al nucleo e a quello che è stato costruito intorno.
Giulia è consapevole che gli affetti, nella vita, sono l’unica cosa che conta davvero. Dopo il Liceo Classico, ha scelto di studiare Lingue, russo e francese, laureandosi in Mediazione Linguistica e Interculturale all’Università La Sapienza di Roma. Ha, poi, proseguito con una laurea magistrale in Giornalismo all’Università Roma Tre.
Ho sempre amato imparare. Il ritmo dei miei pensieri viaggiava veloce, gli input e l’interesse per qualche attività si spegnevano in fretta se non coltivati, la noia prendeva il sopravvento se di fronte a me c’era un’unica cosa da fare. Così ho iniziato a fare tutto, a riempire le giornate di qualsiasi cosa mi facesse sentire stimolata.
Ha fatto di tutto e ogni percorso scelto è stato portato avanti con dedizione e con gratitudine: danza, canto, recitazione, rugby, nuoto.
Il buio e la scrittura come ancora di salvezza
Per Giulia, la perdita ravvicinata delle due nonne ha, però, segnato uno dei periodi più difficili della sua vita.
È arrivato il buio. Ho perso le mie nonne a distanza di quaranta giorni. È stato l’anno più faticoso che io ricordi. Riuscivo a malapena ad alzarmi dal letto e le giornate trascorrevano tutte uguali: il percorso dal letto al bagno e poi verso la cucina era sempre lo stesso. Mangiavo poco, dormivo molto. Mangiavo molto, dormivo poco. Un loop.
È la scrittura a salvarla e a riaccendere qualcosa: nel novembre 2022, invia la candidatura per un master in Sceneggiatura e Drammaturgia all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico e viene ammessa.
Ho inviato una pagina di racconto sul delirio psichico di una persona che affronta il lutto. Qualche giorno dopo è arrivata la risposta: ero stata ammessa e potevo tornare a vivere scrivendo.
Dalla redazione ai social: nascita di una creator
Prima dei social, Giulia ha lavorato per anni come redattrice e head of service per testate cinematografiche online. L’obiettivo era quello di ottenere il tesserino da giornalista pubblicista, ma si è dovuta scontrare con le difficoltà strutturali dell’editoria italiana, i parametri richiesti e le “confessioni di chi riusciva a metterselo in tasca per vie traverse e non canoniche”.
Scrivevo moltissime ore al giorno. talvolta, il compenso per un articolo ammontava a 19 centesimi e il saldo degli importi spettanti era fissato a una cifra irraggiungibile considerando le briciole.
Fortunatamente, ha cominciato ad apparire sul Web insieme a Davide Marra, un caro amico e un fratello. La svolta è arrivata su YouTube nel 2024, quando ha deciso di “tradurre” in video ciò che prima scriveva: analisi dei film, consigli e molto altro.
Condividevamo e condividiamo la passione per il cinema, così organizzavamo serate in sala e subito dopo registravamo contenuti da pubblicare su YouTube. Nel 2023, nel giro di qualche mese, mi è cambiata la vita e ho conosciuto una persona, il mio attuale fidanzato, che mi ha tirato fuori dal buio e che mi ha guardato come volevo essere vista, facendomi tornare la voglia di esplodere, di essere incontenibile, di fare ancora di più.
La costanza di Giulia è stata premiata. Ha iniziato creando contenuti dedicati al cinema, analizzando l’uso psicologico del colore nei film, consigliando titoli su richiesta e riproducendo piatti iconici tratti da film e serie TV. Dopo tre mesi di pubblicazioni costanti e con l’obiettivo di raggiungere i 10mila follower, un video di consigli cinematografici è diventato virale. Da quel momento, la crescita è stata inarrestabile e il progetto è diventato un’attività professionale.
I follower hanno cominciato a salire vertiginosamente. Sono andata a dormire e mi sono svegliata in un’altra vita in cui era possibile considerarlo un lavoro. Dopo anni di: ‘Ma che lavoro fai? Ma ti pagano? Sì, ma il tuo vero lavoro qual è?’. Incredibile, terrificante. Le distribuzioni cinematografiche hanno iniziato a seguirmi e ad attivarmi sulla promozione di contenuti audiovisivi ed è stato fondamentale, almeno per me, avere come supporto una prima agenzia.
Nel corso dell’ultimo anno, ha firmato un contratto con la sua seconda e attuale agenzia: Doom Entertainment. Questo l’ha portata ad adeguare il piano iniziale a una prospettiva di lungo termine, basata su una continua reinvenzione.
Dietro le quinte di un contenuto
Ma quanto tempo ci vuole per la creazione di un contenuto? Giulia ci racconta un lavoro tutt’altro che semplice: ricerca accurata, scrittura dello script, settaggio tecnico, riprese, editing, sottotitoli, copertine, indicizzazione e interazione con la community.
Ci sono idee che nascono sul momento: un trend, un video muto, un edit. È semplice concretizzarle, richiedono uno sforzo più esplosivo che permanente. Per i format più strutturati o per specifiche attivazioni su prodotti audiovisivi su richiesta delle distribuzioni, invece, il lavoro è minuzioso e richiede fasi di lavoro attente. Personalmente, alla base di ogni contenuto, c’è la ricerca.
“Un contenuto di approfondimento o di analisi e la relativa credibilità dipendono da fonti attendibili e dal taglio più o meno originale che si sceglie“, ci dice Giulia. Ogni contenuto è un processo completo, che richiede tempo, studio e una forte responsabilità verso chi guarda. Dopo aver raccolto le informazioni, inizia a lavorare allo script, scrivendo su un foglio il contenuto del video e cercando di essere sintetica.
Per alcuni format, novanta secondi sono la soglia massima che un utente riesce a dedicarti. Per altri, invece, non mi lascio condizionare e, se c’è necessità di approfondire, non mi interessa il minutaggio.
In seguito, dopo aver pensato alla strumentazione (postazione, luci, microfoni, cavalletto), si gira! I blooper sono la sua parte preferita: “Pur avendo come supporto il foglio con la scaletta delle informazioni, non leggo quello che ho scritto, ma vado a braccio cercando più naturalezza possibile”.
Una volta girato, carico il materiale su CapCut e lo ‘confeziono’, ossia lo edito: tagli, transizioni, suoni, sottotitoli (necessari per l’inclusività e per permettere a tutti di poter seguire il contenuto anche a volume basso). Una volta esportato, preparo la copertina. L’organicità e l’ordine del feed sono una vetrina e un portfolio importante e aiutano gli utenti che incrociano per la prima volta il profilo a farsi un’idea dei contenuti che porto.
L’ultima fase è quella di pubblicazione e indicizzazione del contenuto. La didascalia, infatti, deve essere efficiente. Giulia ci spiega come le parole usate devono essere la chiave per posizionare il contenuto e indirizzarlo agli utenti più interessati in base all’algoritmo.
A quel punto, il lavoro è finito. Rimane la parte più importante: interagire con chi commenta, ringraziare chi supporta, mantenere la calma con gli incivili del Web.
Passione, lavoro e comfort series, mondi in cui perdersi
Giulia ha capito che la sua passione per le serie TV, il cinema e il mondo pop poteva trasformarsi in un lavoro vero e proprio nel momento in cui ha realizzato che, dall’altra parte dello schermo, c’era davvero qualcuno interessato ad ascoltarla, a confrontarsi, a commentare una notizia insieme a lei.
La consapevolezza è arrivata con la prima attivazione su un film-concerto, che sarebbe tornato al cinema restaurato in una proiezione aperta al pubblico. La distribuzione mi ha contattata, ci siamo conosciuti durante una chiamata online con la mia prima agenzia e, quando la mia manager ha menzionato la parola ‘fee’, ho avuto un mancamento.
Dopo anni passati a giustificare quella passione, si è chiesta se non fosse finalmente arrivato il momento di sentirsi davvero indipendente. Non solo lavoro e ambizione, ma anche serie comfort. Se potesse vivere in una serie TV per un giorno, quale sceglierebbe? Ha molte comfort series, da Friends a Modern Family passando per Pretty Little Liars. Se dovesse sceglierne una, però, direbbe How I Met Your Mother.
Nel periodo più difficile della mia vita penso che, in qualche modo, me l’abbia salvata. Se si trattasse realmente di un giorno, probabilmente direi From: improvvisamente, cittadini di ogni epoca e luogo si ritrovano intrappolati in una cittadina fantasma circondati da creature mostruose e non c’è via d’uscita. Solo ingegno, intuizione e un mistero da risolvere. Pane per i miei denti!
Motivazione, dialogo, community, luci e ombre del lavoro creativo
La vera spinta quotidiana, per Giulia Calvani, è la sua community. Uno spazio che Giulia descrive come una cena tra amici, fatto di confronto, consigli, messaggi sinceri e condivisione emotiva. Il cinema diventa un linguaggio comune, che unisce.
La mia community è sana. Le persone che interagiscono sono – nella maggior parte dei casi – fidelizzate e nella sezione commenti sembra quasi di essere a cena con amici che hai scelto. Penso dipenda dal fatto che ho sempre mostrato anche il lato più umano della mia vita, la semplicità delle giornate quanto l’evento glamour, l’adozione dei nostri animali, il nostro trasloco.
La sua motivazione nasce dalla rete umana che si è creata e che continua a rafforzarsi nel tempo: nelle richieste di consiglio su un testo, nell’esigenza di orientamento verso un’accademia o nei messaggi di chi racconta un film capace di colpire nel profondo. È come essere costantemente seduta in una sala condivisa con persone che amano qualcosa tanto quanto lei.
La libertà e il lato oscuro del creare contenuti
Essere indipendente, per lei, è di fondamentale importanza. Per il tipo di stimoli continui di cui ha bisogno, sarebbe stato difficile adattarsi a orari prestabiliti, consegne rigide e processi poco autonomi.
Tutto quello che è rigido o macchinoso o automatico mi sfianca e annichilisce la creatività. La bellezza di questo lavoro è poter vivere e riconsiderare la propria storia nelle storie di altri: il cinema ci rende così simili e così umani che condividere queste esperienze ogni giorno è il regalo più grande, oltre che una forte motivazione a continuare con dedizione e amore.
Com’è facile immaginare, non manca il lato oscuro di questo lavoro come la difficoltà di delimitare un tempo di lavoro in una professione che non ha orari né confini chiari.
Mi aiutano molto le attività manuali, quelle all’aria aperta: costruire qualcosa, allenarmi o passeggiare. Avere un calendario anche per la cura di sé è fondamentale. Come mi ha detto un’amica: ‘Metti il cervello a pelare le patate’.
Il secondo aspetto critico è l’assenza di certezze. Spesso il compromesso tra ciò che il pubblico si aspetta e ciò che Giulia è realmente pronta a offrire può diventare soffocante.
C’è bisogno di un piano editoriale ma, prima ancora di quello, è necessario conoscersi e capire realmente dove si vuole andare, cosa si vuole dire e perché. Trovare il tono giusto, il taglio più opportuno delle informazioni, capire il target a cui stiamo parlando.
In un contesto in cui i parametri cambiano continuamente, Giulia cerca di lavorare su format sostenibili, organici e coerenti con la propria identità.
Social media e pop culture oggi
Secondo Giulia, i social hanno un enorme potenziale formativo se usati con consapevolezza. Possono stimolare pensiero critico e dialogo, ma la chiave resta l’attendibilità delle fonti e la responsabilità di chi comunica.
Se hai la fortuna di informarti e riconoscerti nella parte più sana e attendibile dei social media, c’è speranza di migliorarsi come esseri umani nella conoscenza approfondita di tematiche più o meno sensibili, di orientare le proprie scelte, i propri gusti, i propri giudizi o posizioni sulla scia positiva di un dibattito intelligente e guidato da chi offre un’informazione credibile.
È vero anche che, nell’era digitale, contenuti virali, trend e meme modellano identità e opinioni con tale rapidità da creare un sovraccarico continuo di stimoli, difficile da gestire.
I progetti futuri di Giulia Calvani e cosa avrebbe fatto se non fosse stata una creator
Tra i progetti in cantiere, c’è un podcast multipiattaforma, sviluppato insieme alla sua agenzia e al suo compagno Tommaso Bocconi, attore e scrittore.
Stiamo lavorando per portare su YouTube, Instagram e TikTok un podcast a cui, ormai, penso da anni. Una chiacchierata con figure, più o meno note, del settore cinematografico e affini in cui esplorare e ripercorrere la propria vita come se fosse un film in tre atti. Alla base dell’idea, c’è quella di riportarci tutti su un piano più umano e meno preconfezionato.
Come ci dice Giulia, “l’informazione passa anche e soprattutto per la quotidianità della vita delle persone, per le loro storie, per l’ispirazione che possiamo dare anche quando non siamo produttivi”. La cosa più gratificante? Sapere che oggi esiste uno spazio che accoglie chi è molte cose insieme. Il lavoro del content creator non chiede di scegliere una sola strada, ma permette di attraversarne molte. Ma cosa avrebbe fatto Giulia, se non fosse diventata una content creator?
Quello che, probabilmente, continuerò a fare per tutta la vita: la scrittrice.
La vita oltre i contenuti: equilibrio tra lavoro e vita personale
Oggi Giulia vive in Toscana, tra passeggiate, musica su vinile, una casa in costruzione e una famiglia allargata fatta di gatti, un cane appena adottato e amici con cui condividere serate senza telefoni.
Da quando ci siamo trasferiti in Toscana facciamo lunghe passeggiate, respiriamo a un ritmo più lento. Ascolto musica dal giradischi, ci prendiamo cura di una casa che stiamo costruendo a nostra immagine e somiglianza. Passiamo il tempo con i nostri animali: i due gatti Weasley e Allie e il piccolo Kai, un incrocio tra un setter inglese e un pastore abruzzese appena adottato.
Giulia Calvani e Tommaso Bocconi amano trascorrere il tempo con i propri amici, più o meno storici, giocando a Cluedo, Taboo, Lupus in Fabula o The Whitechapel, tra dolci fatti in casa e tisane rigeneranti.
Quello che realmente faccio solo per me e in cui cerco di essere costante è l’attività fisica: è un momento privato a cui non rinuncio, con tanto di sauna (la nuova palestra la comprende nell’abbonamento: incredibile!), maschera viso e crema idratante.
Questo la aiuta a distogliere i pensieri e a concentrarsi sul tempo che è solo suo.
I social di Giulia Calvani
Giulia Calvani è presente su Instagram, dove è seguita da circa 75mila follower. Nella sua biografia, si legge quanto segue:
Una laurea in Giornalismo e un master in Sceneggiatura, ma ho visto Hitchcock troppo presto.
Ha anche un profilo TikTok, dove vanta circa 35mila follower. Ma qual è la piattaforma social che ama di più?
La mia attività si concentra, prevalentemente, su Instagram: c’è più occasione rispetto ad altri social di creare community e mantenere il piacere dell’interazione.
Come piattaforma, però, crede che il futuro sia YouTube, più adatta al tipo di informazione e contenuti che le piacerebbe proporre in futuro.
Più stabile, più riflessivo, improntato alla consumazione meno frenetica e istantanea del contenuto informativo e senza dubbio più permanente.
Giulia Calvani ci ricorda che parlare di cinema e serie TV non significa solo recensire o consigliare, ma creare uno spazio di ascolto, di pensiero e di riconoscimento emotivo per capirci un po’ di più.
Immagine del profilo foto credit account Instagram @giuliacalvani
