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Mini drama e storytelling emozionale: il caso Kiko e Italian Drama

Se fino a qualche anno fa i video online presentavano una bassa qualità, oggi su YouTube e su altri social media si possono trovare contenuti audiovisivi non solo di lunga durata ma anche di ottima qualità. E non si tratta di registrazioni o spezzoni di film, ma veri e propri prodotti editoriali che si possono guardare su tutti i dispositivi: dallo smartphone al computer fino alla televisione.  

Il racconto delle storie si presta bene a video di media e lunga durata proprio perché con le vicende dei personaggi vengono enfatizzati i sentimenti e le emozioni. Anche dai noi sono arrivate le serie di Amo Pictures, un canale Youtube che realizza cortometraggi che raccontano valori come il rispetto, l’inclusione e la perseveranza. I video sono stati girati da attori professionisti e presentano inquadrature di eccellente fattura e un doppiaggio che con i dialoghi mette in risalto ciò che i protagonisti provano in una situazione. Tutte caratteristiche che fanno dei video di Amo dei contenuti di qualità.

Dunque, il tempo della compressione e dell’estrema sintesi sembra essere finito e grazie al progresso delle tecnologie (dispositivi e software) anche i video motivazionali sono entrati nelle preferenze di tanti utenti.

I successi dei video di Kiko.co e si Story Impact Italia

Se l’industria dei contenuti americana è stata fra le prime a offrire video emozionali per i canali social, in Italia esistono case di produzione che godono di grande successo grazie ai loro contenuti che ricevono like e commenti positivi quasi tutti i giorni. Come Kiko, che tra i suoi attori annovera Stefano Chiodaroli, Simone Sironi, Emanuela Palmucci. Le trame si ispirano sia a fatti che possono accadere nella vita di tutti i giorni sia a eventi straordinari. Gli ultimi video pubblicati si intitolano: Figli viziati si approfittano dei genitori, La scuola crea una regola anti bullismo ma qualcosa va storto, e Giudica la madre perché vende le proprietà ma non sa la verità. I video terminano con il protagonista che spiega che gli episodi sono tratti da eventi realmente accaduti e invita chi ha una storia da raccontare a dirla. C’è spazio anche per i sorrisi, tanto che vengono mostrati anche gli errori (le papere) sul set.

Anche Story Impact Italia pubblica video emozionali che inducono alla riflessione e che, come dice il nome, vengono girati da attori italiani. Rispetto a Kiko, Story impact Italia dà la possibilità agli utenti di sottoscrivere gli abbonamenti e i suoi video si concludono con delle frasi dal forte senso morale. Uno degli episodi più visti si intitola Viene sfruttata dalla sorella per soldi e finisce con la frase “Non è amore quando uno si sacrifica e l’altro pretende, è amore quando si cammina insieme”.

L’ultimo contenuto caricato racconta il disagio di un ragazzino che si sente ignorato dai genitori e si conclude con il messaggio “Spegniamo il telefono, il mondo reale è intorno a noi”. Tutti i video hanno come elementi comuni non solo un problema, ma anche la soluzione per risolverlo e lo spirito per affrontare il futuro.

Sia Kiko che Story impact Italia godono di grande seguito anche sui social media, dato che i video in versione accorciata si trovano anche su Facebook, Instagram e TikTok.

Gli esempi dell’università dell’Insubria e di Non ci ferma nessuno

Non solo le case di produzione, ma anche università e associazioni di promozione sociale utilizzano i video motivazionali come strumenti di comunicazione e sensibilizzazione. Un esempio significativo è Believe, il cortometraggio realizzato dall’Università dell’Insubria in occasione dell’open day del 1° aprile 2023. Il video nasce all’interno del dibattito sulle difficoltà psicologiche vissute dagli studenti universitari, spesso schiacciati da ansia, aspettative e pressioni sociali, temi tornati al centro dell’attenzione pubblica dopo alcuni tragici fatti di cronaca. Attraverso una breve narrazione emotiva, l’ateneo di Varese, Como e Busto Arsizio propone una visione dell’università come luogo di crescita personale, partecipazione e condivisione, e non soltanto come spazio di competizione e performance. Il messaggio centrale invita gli studenti a non avere paura di provarci e di credere nelle proprie capacità, valorizzando il supporto reciproco tra docenti e compagni. Nel cortometraggio emergono valori positivi come solidarietà, integrazione, sport, costanza e serenità quotidiana.

Anche la campagna sociale #NonCiFermaNessuno, ideata da Luca Abete nel 2014, utilizza i video emozionali per dialogare con i giovani e affrontare temi legati al disagio, alla fragilità e alla resilienza. Il progetto, diffuso attraverso incontri universitari, social network e contenuti digitali, incoraggia gli studenti a trasformare difficoltà e insuccessi in occasioni di crescita personale. Sui canali social vengono condivisi video motivazionali, testimonianze e veri e propri esperimenti sociali pensati per stimolare riflessioni sull’empatia e sull’ascolto degli altri. Tra questi, il video pubblicato nel marzo 2024 in cui una ragazza finge di sentirsi male per osservare le reazioni dei passanti è stato utilizzato come spunto per promuovere il podcast e il tour “Va tutto bene, anzi no”, dedicato proprio al tema del benessere emotivo e della salute mentale giovanile.

Gli effetti postivi sugli adolescenti

Da diversi anni psicologi e sociologi studiano gli effetti delle comunicazione online sugli adolescenti. Ovviamente anche i video rientrano tra i contenuti della rete e oggi che la stragrande maggioranza dei ragazzini dispone di un telefono può averne accesso sempre. Ebbene, se dei generi di contenuti possono influenzare negativamente i comportamenti, i video motivazionali possono migliorare il proprio stato psicologico.

Uno studio dell’Università dell’East Anglia e pubblicato sul Journal of Child Psychology and Psychiatry (JCPP)  ha dimostrato come la visione di un singolo video di dieci minuti possa modificare positivamente le convinzioni dei giovani riguardo ai propri tratti di personalità. Più di 100 adolescenti sono stati reclutati tramite scuole, organizzazioni benefiche e social media. Il team di ricerca ha testato un intervento basato sui principi della mentalità di crescita, ovvero la convinzione che le caratteristiche e le capacità personali possano cambiare nel tempo.

I problemi di salute mentale“, afferma Chiu, “colpiscono un giovane su sette a livello globale. Nel Regno Unito, il 75% di questi pazienti non riceve alcun supporto. Si tratta di una difficoltà davvero significativa, soprattutto perché la maggior parte dei problemi di salute mentale negli adulti si manifesta per la prima volta durante l’infanzia o l’adolescenza. Ecco perché è fondamentale promuovere il benessere emotivo positivo.”

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