Ci sono persone che arrivano sui social quasi per caso e, senza averlo programmato, riescono a trasformare una semplice idea in un percorso capace di portarle molto più lontano di quanto avessero immaginato. È il caso di Noemi Silipo, comica e creator romana che ha fatto della spontaneità, dell’ironia e dell’osservazione della vita quotidiana gli ingredienti principali dei suoi contenuti.
La sua storia, però, comincia molto prima dei social. Oggi Noemi porta nei suoi sketch situazioni, persone e piccoli paradossi della quotidianità. Lo fa con un linguaggio immediato e una produzione volutamente poco costruita: spesso basta un’idea, il telefono e la voglia di condividerla. In questa intervista, Noemi Silipo ci parla degli esordi quasi casuali, di come è cambiato il suo modo di fare comicità e del suo lavoro da creator.
Chi è Noemi Silipo, creator e comica
Nata a Roma il 3 agosto 1995, Noemi Silipo è una comica e content creator cresciuta in una famiglia di lavoratori. La comicità – oggi diventata una parte importante della sua vita professionale – non è arrivata subito. Prima ci sono stati tanti lavori, iniziati prestissimo, dettati soprattutto dalla voglia di non gravare sulla famiglia e di costruirsi una propria indipendenza.
Vengo da una famiglia di lavoratori e anche io, come loro, ho sempre fatto tanti lavori sin dall’età di 14 anni perché, purtroppo, lo stipendio dei miei andava tutto per affitto e bollette e io non volevo pesare su di loro.
Così, quando era ancora a scuola, ha iniziato a lavorare facendo porta a porta. Con il passare degli anni sono arrivati altri impieghi: il lavoro al banco di una pizzeria, le pulizie in bed and breakfast e ristoranti e, successivamente, cinque anni consecutivi come dog sitter.
Proprio durante quel lavoro ho scoperto i social, nel 2020 e ho iniziato con un semplice video per poi, dopo un paio d’anni, arrivare a farne il mio lavoro vero e proprio.
Nessun progetto costruito a tavolino, ma un’occasione nata quasi per caso e trasformata, passo dopo passo, in una professione.
Da una barzelletta a 30mila follower
La storia di Noemi sui social è iniziata nel 2020, quando ha pubblicato il video di una semplice barzelletta presa da Internet, La storia di Ugo. Il risultato ha superato, immediatamente, le aspettative. Il video ha raggiunto circa due milioni di visualizzazioni e ha portato il suo profilo a 30mila follower. Numeri che, soprattutto per chi non aveva ancora trasformato i social in un lavoro, possono rappresentare un vero spartiacque.
A quel punto, ho pensato: ‘Che faccio? Lascio tutto così o colgo la palla al balzo?’. E così ho continuato a portare contenuti comedy e, dopo un paio d’anni, addirittura a scrivere miei pezzi e riportarli in video. Finché da lì sono arrivate chiamate per spettacoli e stand up comedy.
Quella che era nata davanti a uno smartphone è diventata un’esperienza da vivere davanti a un pubblico reale.
Così dal virtuale sono passata al pubblico dal vivo ed è una delle cose che amo di più fare!
Una trasformazione che, per una comica, significa anche confrontarsi con una forma di comunicazione completamente diversa: non ci sono filtri, non c’è la possibilità di nascondersi dietro uno schermo e la risata arriva, o non arriva, direttamente davanti a te.
Il teatro, il cinema e la scoperta di poter fare sul serio
Se i social le hanno dato la prima grande occasione, sono state alcune esperienze nel mondo dello spettacolo a farle capire che quella passione poteva davvero trasformarsi in qualcosa di più. Noemi racconta di averlo capito dopo aver partecipato a un piccolo spettacolo teatrale e dopo aver trascorso due settimane sul set di un film, Tutte Insieme all’Abbazia, tuttora su RaiPlay.
La prima produzione che ha creduto in me è stata la Starlex, a cui non smetterò mai di dire grazie per avermi regalato una delle esperienze più belle della mia vita.
Sono esperienze che, soprattutto per chi arriva da un percorso completamente diverso, possono cambiare la percezione che si ha di se stessi. Il mondo dello spettacolo, fino a quel momento, poteva sembrare qualcosa di distante. Improvvisamente, Noemi si è ritrovata a viverlo in prima persona. Eppure, anche davanti a queste opportunità, non è mai mancata una certa insicurezza.
Da lì ho capito che, forse, questa passione poteva diventare qualcosa di più, anche se non mi sono mai sentita all’altezza per tutto ciò.
La comicità di Noemi Silipo senza copione
Guardando i suoi video si ha spesso l’impressione di assistere a qualcosa di completamente spontaneo. Ed è esattamente così che Noemi descrive il suo modo di lavorare. Nel panorama dei contenuti social – dove dietro pochi secondi di video possono esserci ore di scrittura, registrazione, montaggio e perfezionamento – lei sceglie una strada decisamente più istintiva.
Per la creazione di un contenuto, io impiego davvero poco. Per alcuni ci sono il montaggio e tante altre cose che, comunque, impegnano tempo sicuramente. La verità è che io giro i video così, anche mentre sono nel bagno di casa… haha!
Il procedimento è semplice: qualche taglio quando serve e poi il contenuto viene pubblicato.
Con qualche taglio qui e lì, dopo due minuti è online. Quello che mi viene in mente giro e pubblico, senza preparazione o modifiche varie.
Non servono necessariamente scenografie elaborate o produzioni complesse: spesso è sufficiente riconoscere una situazione familiare e portarla all’estremo attraverso l’ironia. È un modo di lavorare che lascia spazio all’istinto.
La vita quotidiana come fonte inesauribile di sketch
Ma da dove arrivano le idee? La risposta di Noemi Silipo è semplice: dalla vita di tutti i giorni.
I miei sketch nascono dalla vita quotidiana. L’ispirazione arriva proprio osservando le persone e ciò che fanno ogni giorno.
Guardare le persone, riconoscere comportamenti, abitudini, contraddizioni e trasformare tutto in una situazione comica. Il materiale, in fondo, è praticamente infinito. La forza sta proprio nel riuscire a vedere qualcosa di comico in ciò che normalmente passa inosservato. Noemi prende la normalità e la osserva da un’altra prospettiva.
La parte più bella? Sapere di aver regalato una risata
Dietro le visualizzazioni e i numeri, però, c’è una dimensione del lavoro sui social che per Noemi conta molto di più: sono le persone. La parte più bella – ci racconta – è ricevere i messaggi di chi le dice di essere riuscito a stare meglio grazie ai suoi contenuti.
La parte più bella sono le persone che mi ringraziano perché, magari, le ho aiutate in momenti difficili della vita. Le persone che mi dicono che, per qualche brutto motivo, non ridevano da tempo e sono tornate a farlo con i miei video.
È una conseguenza della comicità che va oltre la semplice battuta. Far ridere non significa soltanto intrattenere per qualche secondo: a volte significa offrire una pausa, permettere a qualcuno di staccare la mente da un problema o semplicemente ricordargli che può ancora concedersi un momento di leggerezza. Naturalmente, il rapporto con il pubblico social ha anche un lato meno piacevole. Noemi conosce bene la parte più aggressiva del Web, quella in cui alcune persone trasformano un’opinione negativa in un attacco personale.
La parte brutta sono le persone che trovano il marcio in tutto e, pur di sfogare i loro problemi irrisolti, insultano pesantemente e addirittura arrivano anche a minacciare una persona solo perché sta antipatica sui social.
La critica fa parte del mestiere, ma l’insulto e soprattutto la minaccia appartengono a un’altra dimensione. E imparare a non farsi travolgere da quella negatività è stato, per Noemi, un percorso.
Dai commenti negativi alla capacità di riderci sopra
I commenti del pubblico, naturalmente, hanno un peso. Possono dare energia oppure togliere entusiasmo, soprattutto quando arrivano in grande quantità e sembrano mettere in discussione ciò che si fa. Noemi ammette di essere stata influenzata negativamente dai commenti più cattivi, almeno all’inizio.
I commenti positivi influenzano in maniera positiva e danno la carica a mille per continuare a fare ciò che faccio. I negativi inizialmente mi influenzavano male, ma ora mi faccio una risata e spero solo che quelle persone trovino pace nella vita.
Far ridere è più difficile che essere fraintesi
La comicità, per sua natura, vive di interpretazioni. Una battuta può funzionare per qualcuno e non funzionare per qualcun altro. Un personaggio può essere percepito come ironico da una parte del pubblico o meno da un’altra. Quando le chiediamo cosa sia più difficile tra far ridere ed evitare di essere fraintesi, Noemi non ha dubbi:
È più difficile far ridere perché sembra banale, ma non tutti ci riescono. Essere fraintesi, invece, diciamo che è un po’ per tutti! Haha
Per quanto un contenuto possa apparire leggero e spontaneo, riuscire a creare una reazione comica richiede una sensibilità particolare. E, dall’altra parte, essere fraintesi fa parte del gioco. Se la comicità nasce dall’osservazione della realtà, non può piacere sempre a tutti.
Da Brignano a Michela Giraud: i riferimenti di Noemi
Ogni comico ha i propri riferimenti, quegli artisti che hanno contribuito a formare il modo in cui guarda alla comicità e al palcoscenico. Nel caso di Noemi, i nomi sono diversi e appartengono anche a generazioni e stili differenti. Il primo riferimento è Enrico Brignano, seguito da Michela Giraud, Max Angioni e Christian De Sica.
Sono nomi che mostrano anche quanto possa essere variegato il suo immaginario comico: dalla comicità teatrale alla stand up, fino alla capacità di costruire personaggi e situazioni capaci di arrivare a un pubblico molto ampio. E se potesse scegliere un solo comico con cui realizzare uno sketch, la scelta sarebbe immediata:
Se potessi fare uno sketch con qualsiasi comico, sceglierei Michela Giraud!
Oltre la comicità, gli animali
C’è poi un’altra parte della vita di Noemi, che racconta molto della persona che si trova dietro la creator. Nel tempo libero ama occuparsi dei suoi animali, ma anche di quelli che vivono per strada e hanno bisogno di aiuto.
Ne ho parecchi e ne salvo parecchi spesso. Ho anche una colonia felina di cui mi occupo ogni giorno.
È un’attività quotidiana che richiede tempo, costanza e responsabilità e che affianca il suo lavoro nel mondo della comicità. Se davanti alla telecamera Noemi cerca di regalare alle persone qualche minuto di leggerezza, fuori dai social dedica parte delle sue giornate a prendersi cura di animali che hanno bisogno di qualcuno.
I social e i progetti di Noemi Silipo
Seguita su Instagram da circa 153mila follower, da circa 433mila su TikTok e da 66mila su Facebook, nella sua biografia Noemi Silipo si presenta così:
Attrice, comica, autrice. Dicono che sono la voce della verità. Faccio ride e viaggio tanto.
È presente anche su YouTube, ma qual è il social preferisce?
Il mio social preferito è Instagram, perché lì la community è più affiatata. Sembra quasi una famiglia allargata!
Secondo Noemi, in occasioni come Natale o il suo compleanno, la community riesce a dimostrarle un affetto sorprendente.
Scrivono cose bellissime e specialmente in eventi come Natale o compleanno sanno esserci più della famiglia reale e spendono per me parole talmente belle che faccio fatica a crederci io stessa che siano riferite a me!
Il sogno nel cassetto? Uno spettacolo tutto suo! Dopo i social, gli sketch, la stand up comedy, il teatro e le esperienze sul set, il percorso di Noemi sembra avere davanti a sé ancora molte strade da esplorare!
Immagine del profilo foto credit account Instagram @noemi_silipo.
