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Telegram vs WhatsApp: quale scegliere per fare influencer marketing?

Se sei un creator o vuoi diventarlo, sai bene quanto sia importante saper sfruttare al meglio più strumenti contemporaneamente, incluse le app di messaggistica istantanea. Tra le tante piattaforme disponibili, due tra le più popolari sono senza dubbio Telegram e WhatsApp, due app che offrono diverse opportunità di promozione legate all’influencer marketing. Quale delle due è più adatta alle tue esigenze? Quali sono i vantaggi e gli svantaggi di ciascuna? In questo articolo analizzeremo le principali differenze tra Telegram e WhatsApp, proprio dal punto di vista dell’influencer marketing.

ragazza che beve il caffè e guarda il cellulare

Telegram e WhatsApp: cosa sono e come funzionano?

Telegram e WhatsApp consentono di scambiare messaggi di testo, messaggi vocali, immagini, video e altri documenti con i propri contatti, sia in modo individuale che in modalità gruppo. Quali sono le principali differenze tra le due piattaforme? WhatsApp è stata lanciata nel 2009 ed è stata acquisita da Facebook nel 2014. Ha più di 2 miliardi di utenti attivi al mese, nel mondo, e offre la possibilità di effettuare gratuitamente chiamate e videochiamate.

Telegram, invece, è stata lanciata nel 2013 ed è una piattaforma indipendente. Ha più di 700 milioni di utenti attivi al mese, a livello globale, e offre la possibilità di creare canali e bot per diffondere contenuti o automatizzare azioni. In sintesi, Telegram e WhatsApp offrono funzionalità simili, ma con alcune differenze sostanziali. La scelta dipende dalle proprie esigenze e preferenze in termini di funzionalità, sicurezza e privacy.

Le normative sulla privacy

Per quanto riguarda la privacy, WhatsApp utilizza la crittografia end-to-end per proteggere la privacy di messaggi, chiamate e videochiamate. Ciò significa che solo il mittente e il destinatario possono leggerli/ascoltarle. Questa tecnologia è basata sul protocollo Signal, che è considerato uno standard di sicurezza molto elevato.

Tuttavia, WhatsApp richiede l’accesso alla rubrica del telefono e condivide alcuni dati con Facebook, tranne che nei Paesi europei. Telegram, invece, utilizza la crittografia end-to-end solo per le chat segrete, mentre le chat normali e i gruppi sono memorizzati sui server dell’azienda. Telegram non richiede l’accesso alla rubrica del telefono e non condivide i dati con terze parti per scopi pubblicitari.

app telegram

Perché usare Telegram o WhatsApp per l’influencer marketing?

Come già detto, Telegram e WhatsApp consentono di creare e gestire canali o gruppi di comunicazione con il proprio pubblico. Attività di comunicazione che possono avere diverse finalità: informare, promuovere, fidelizzare, ecc. Questi strumenti, dunque, offrono diversi vantaggi per l’influencer marketing. Il primo è la possibilità di creare una relazione più personale e diretta con i follower, inviando loro messaggi, foto, video, audio, link, sondaggi, sticker e altro ancora. Se poi le statistiche e le funzionalità delle piattaforme social non fossero sufficienti, con Whatsapp e Telegram avrai la possibilità di segmentare il pubblico in base agli interessi, alle preferenze, alla posizione geografica o ad altri criteri, creando gruppi o liste specifiche.

Ciò si tradurrà anche in un monitoraggio più accurato delle performance delle tue campagne. Senza dimenticare, infine, la possibilità di sfruttare il potenziale virale dei messaggi, che potranno essere facilmente inoltrati ad altri contatti o condivisi su altre piattaforme social. Per quanto riguarda, nel concreto, i contenuti da condividere su entrambe le app, c’è solo l’imbarazzo della scelta. Dai codici sconto legati alle tue collaborazioni con i brand, ai Save the Date e ai promemoria relativi ad eventi a cui sarai presente. Da link e screenshot di articoli che parlano di te a brevi video teaser per annunciare una collaborazione esclusiva in arrivo.

WhatsApp per l’influencer marketing: pro e contro

Telegram e WhatsApp hanno alcune caratteristiche comuni, ma anche alcune differenze significative che possono influire sulla scelta dell’app per l’influencer marketing. Analizziamo nel dettaglio queste differenze. La prima riguarda la diffusione. Come già detto, WhatsApp è l’app di messaggistica più usata al mondo, con oltre 2 miliardi di utenti attivi al mese. Telegram invece supera i 700 milioni. Ciò significa che WhatsApp ha un bacino di utenza potenziale più ampio e variegato di Telegram, ma presenta anche una maggiore concorrenza tra gli influencer.

Il secondo fattore è relativo alla privacy. WhatsApp richiede il numero di telefono per registrarsi e per contattare o essere contattati da altri utenti. Questo può limitare la privacy degli influencer e dei follower, che devono fornire un dato personale per comunicare. Telegram invece non richiede il numero di telefono per accedere ai canali pubblici, che possono essere seguiti da chiunque senza scambio di informazioni. Inoltre, Telegram offre una maggiore sicurezza dei dati, grazie alla possibilità di impostare chat segrete e messaggi che si autodistruggono (una funzionalità simile è stata introdotta di recente anche su WhatsApp).

Un ragazzo usa il telefono mentre sta seduto sulla poltrona in casa

Telegram per l’influencer marketing: pro e contro

Proseguiamo nell’analisi sui pro e i contro legati all’utilizzo di WhatsApp e Telegram per l’influencer marketing. Le funzionalità: WhatsApp consente di creare gruppi che includono fino a 1024 membri o liste broadcast fino a 256 contatti. I gruppi possono essere monodirezionali o bidirezionali, a seconda che si voglia consentire o meno ai partecipanti di interagire tra loro. Le liste broadcast invece sono monodirezionali e richiedono che i destinatari abbiano salvato il numero di chi invia i messaggi.

WhatsApp offre anche la possibilità di creare cataloghi di prodotti e di usare chatbot per automatizzare le risposte. Telegram, invece, permette di creare canali in grado di includere anche diversi milioni di membri o gruppi fino a 200.000 membri (i cosiddetti supergruppi). I canali sono monodirezionali e possono essere pubblici o privati, mentre i gruppi sono bidirezionali e possono essere pubblici o privati. Telegram offre anche la possibilità di usare hashtag e sondaggi come strumenti di marketing, mentre WhatsApp al momento supporta solo i sondaggi.

Monetizzazione e account business

Per quanto riguarda la monetizzazione, WhatsApp – al momento – non prevede forme di pubblicità interna o di pagamento all’interno dell’app, ma si basa sulle collaborazioni dirette tra gli influencer e i brand. Le inserzioni pubblicitarie su Telegram, invece, sono previste solo in alcuni casi. Si tratta dei messaggi sponsorizzati che appaiono nei gruppi pubblici con più di mille membri.

Inoltre, Telegram offre la possibilità di creare bot per accettare donazioni o pagamenti dai follower. Quanto detto finora vale per gli account standard sia di WhatsApp che di Telegram. Se desideri avere accesso a funzionalità più avanzate in ottica business, per la tua attività di creator, potrai scaricare (gratuitamente) WhatsApp Business o abbonarti (5,99 euro al mese) a Telegram Premium.

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