Settembre è da sempre sinonimo di nuovi inizi. Ma che sia l’autunno o l’inizio dell’anno nuovo, c’è un’abitudine professionale che vale la pena adottare almeno una o due volte l’anno: dare una rinfrescata al proprio profilo LinkedIn. Esattamente come si fa con il curriculum vitae, anche la propria presenza su LinkedIn andrebbe rivista periodicamente, soprattutto perché la piattaforma non smette mai di evolvere.
Con oltre 1,3 miliardi di iscritti nel 2026, LinkedIn non è più soltanto un database digitale di CV. È diventata una piattaforma di content creation, community building e di influencer marketing in senso stretto. Ignorare le novità significa lasciare sul tavolo opportunità concrete di visibilità, networking e, ovviamente, di business.
Perché ricordarsi di aggiornare il profilo LinkedIn
Il paragone con il CV non è casuale. Immagina di presentarti ad un colloquio con un curriculum fermo a due anni fa: nessun progetto recente, nessuna competenza nuova, nessuna esperienza aggiornata. Eppure è esattamente quello che molti professionisti fanno su LinkedIn, lasciando il profilo in standby per mesi. La piattaforma, però, non è rimasta ferma. Basta guardare quante funzionalità sono state rilasciate o ridisegnate solo nell’ultimo anno. L’algoritmo, inoltre, tende a premiare i profili completi, che ottengono una reach organica più elevata rispetto a quelli incompleti. E l’offerta di strumenti a disposizione dei creator si è notevolmente ampliata.

Video verticali nel feed LinkedIn
Uno dei segnali più evidenti di come LinkedIn stia cercando di trasformarsi in qualcosa di più vicino a un ibrido tra piattaforma professionale e social network “moderno” è la spinta sui video. Negli anni più recenti, il video verticale ha guadagnato una distribuzione privilegiata nell’algoritmo. È lo stesso team di LinkedIn che raccomanda di includere almeno uno o due video tra i 2-5 post settimanali consigliati.
Non si tratta di trasformarsi nei nuovi tiktoker del B2B, ma di riconoscere che un video professionale, anche girato in modo semplice con il proprio telefono, può generare un engagement superiore rispetto al testo puro. Se stai aggiornando il tuo profilo, valuta di inserire nella sezione In evidenza una o due clip che raccontino chi sei professionalmente, cosa fai e perché vale la pena seguirti.
Analytics più smart: impara a leggere i segnali che contano
Un’altra novità rilevante riguarda le metriche dei post. LinkedIn ha arricchito il pannello di analytics con due nuovi KPI significativi: gli in-network reach e out-of-network reach, che misurano rispettivamente quanto i tuoi contenuti raggiungono chi già ti segue e chi invece è fuori dalla tua rete diretta. A questi si affiancano indicatori già presenti come i saves (salvataggi) e i sends (condivisioni private), segnali molto più profondi delle semplici reazioni.
Un save indica che il contenuto era abbastanza prezioso da volerlo rivedere; un send significa che qualcuno lo ha trovato valido a sufficienza da essere inoltrato a qualcun altro. Se il tuo obiettivo è costruire authority nel tuo settore, questi sono i numeri a cui guardare, a volte più dei like. Costruire la propria content strategy attorno a ciò che genera salvataggi e invii privati è dunque una delle direzioni più efficaci su LinkedIn nel 2026.

Il Creator Marketplace di LinkedIn
Il lancio più significativo di questi ultimi mesi è senza dubbio quello del Creator Marketplace, annunciato ufficialmente da LinkedIn lo scorso giugno e riportato da Social Media Today. Si tratta di una piattaforma di discovery integrata in Campaign Manager che consente ai brand di individuare creator verificati per topic, expertise e performance, e ai creator di entrare nel radar dei potenziali partner commerciali. Una svolta non di poco conto: significa che avere un profilo LinkedIn curato, con una nicchia tematica chiara e contenuti coerenti, non serve solo per cercare lavoro o fare networking.
Può aprire la porta, ad esempio, a collaborazioni con brand B2B. Attualmente disponibile in test per utenti selezionati in Nord America, il Creator Marketplace verrà esteso progressivamente anche in Europa e nel resto del mondo. Se sei un creator, questo è probabilmente il momento giusto per costruire (o consolidare) la tua presenza: argomenti ben definiti, contenuti originali, sezione About ottimizzata con le keyword del tuo settore e una sezione In evidenza che mostri il meglio del tuo lavoro. I brand cercheranno creator anche lì.
AI integrata nel profilo LinkedIn
LinkedIn ha integrato l’intelligenza artificiale in diversi punti della piattaforma. Per gli utenti Premium sono disponibili strumenti come l’AI Career Coach – un assistente integrato in LinkedIn Learning che analizza il profilo, suggerisce percorsi di sviluppo e identifica skill gap – e lo strumento di job search potenziato dall’AI, che permette di descrivere a parole il ruolo desiderato e ricevere suggerimenti personalizzati.
C’è però una novità rilevante anche per chi non ha il profilo Premium: il programma Verified AI Skills, lanciato a inizio 2026, in collaborazione con strumenti come Descript, Lovable e Replit. Diversamente dalle classiche certificazioni statiche, questi badge verificati si aggiornano dinamicamente in base all’utilizzo reale degli strumenti, comparendo nella sezione “Licenze e certificazioni” del profilo. Per chi lavora in ambito tech, marketing automation o content creation, è un modo concreto per dimostrare competenze con prove verificabili di utilizzo.
Non diventare autoreferenziale
Aggiornare il profilo è solo il punto di partenza. La vera sfida è mantenere una presenza attiva e rilevante nel tempo, senza cadere nel loop dei contenuti ripetitivi o dei post autocelebrativi del tipo “Sono felice di annunciare che…” a ogni piccola occasione. Ecco alcune indicazioni pratiche:
- Definisci 2-3 pillar tematici: scegli gli argomenti su cui hai davvero qualcosa di autentico da dire e attieniti a quelli con cadenza periodica. L’algoritmo premia la coerenza tra l’expertise dichiarata nel profilo e i temi trattati nei post: chi pubblica contenuti allineati alla propria esperienza professionale tende a ottenere una distribuzione organica più ampia.
- Diversifica i formati: alterna testi lunghi a caroselli, video brevi, newsletter e commenti su post altrui. I commenti di qualità, in particolare, vengono ora tracciati con impression proprie e possono portare la tua voce a nuovi pubblici senza pubblicare niente di nuovo.
- Usa la newsletter con criterio: lo strumento newsletter di LinkedIn si è evoluto con analytics più ricche e migliori opzioni di formattazione. Se hai qualcosa di rilevante da condividere con una certa regolarità – una rubrica, un punto di vista di settore, aggiornamenti su trend specifici – può diventare un canale privilegiato con un proprio pubblico di abbonati fidelizzati.
