Skibidi, delulu, tradwife, broligarchy… Da almeno quindici anni il nuovo slang informale, giovanile ma non solo, prende sempre più spesso forma sui social media, per poi essere utilizzato anche in contesti più formali. Ne è un esempio il prestigioso Cambridge Dictionary, che anche quest’anno ha incluso nel vocabolario ufficiale termini ed espressioni “esplosi” soprattutto su TikTok. Di questo trend della cultura pop contemporanea hanno parlato, nelle scorse settimane, anche testate autorevoli come The Guardian, BBC e la CNN. Ecco cosa c’è da sapere se desideri usare alcune tra le parole più cool del 2025 nei tuoi contenuti social.
Qual è il significato di skibidi, delulu e tradwife
Partiamo da skibidi. Il termine esisteva già in ambito musicale, sotto forma di grammelot nonsense usato per riempire le pause ritmiche in brani dance o pop (come in “Skibidi” dei Little Big del 2018). Tuttavia, la vera esplosione virale è avvenuta nel 2023 grazie alla serie “Skibidi Toilet” su YouTube, ideata dal content creator DaFuq!?Boom!. La serie mostra teste umane che sbucano da alcune toilette, impegnate in battaglie assurde contro entità tecnologiche (come telecamere antropomorfe), il tutto accompagnato da un loop musicale con la parola “skibidi”.
Il format ha poi conquistato TikTok, YouTube Shorts e Instagram Reels, diventando un tormentone tra i giovanissimi, soprattutto Gen Alpha. Il termine ha iniziato ad essere usato fuori contesto, come intercalare, esclamazione o semplicemente per evocare caos e ironia. Il Cambridge Dictionary inquadra il fenomeno in una più ampia tendenza linguistica contemporanea: l’uso performativo e fluido del linguaggio, dove le parole non servono solo a comunicare, ma a creare atmosfera, identità e partecipazione. Il dizionario lo definisce come una parola che può avere significati diversi, come “fantastico” o “orribile”, o ancora essere usata senza un vero significato, come battuta, ad esempio: “What the skibidi are you doing?”.
Delulu: da TikTok al primo ministro australiano
Passiamo a delulu, buzzword inizialmente amata dalla Gen Z per poi conquistare una platea sempre più trasversale. Delulu è una abbreviazione giocosa di “delusional”, nata molto tempo fa nei forum e tra i fan del K-pop, in particolare su X/Twitter e TikTok. Inizialmente è stata usata per prendere in giro sé stessi o altri fan che fantasticavano su relazioni impossibili con i loro idoli. Ecco un esempio: “I know he doesn’t know I exist, but I’m still his future wife. I’m just delulu”.
Tra il 2023 e il 2024, delulu ha poi superato i confini dei singoli fandom e invaso TikTok, diventando un mantra ironico e motivazionale. La frase “Delulu is the solulu” è diventata virale, usata per giustificare sogni audaci, ambizioni esagerate o semplici fantasie. Il tono è autoironico ma anche empowering: celebra il diritto di sognare in grande, anche se la realtà è molto diversa. Delulu incarna lo spirito post-ironia della Gen Z ma nei mesi scorsi il termine è stato utilizzato anche in un contesto molto diverso, in Parlamento. A pronunciare la frase “delulu with no solulu” è stato infatti il primo ministro australiano Anthony Albanese, riferendosi alle proposte in tema di energia ed economia dei suoi avversari politici.

Tradwife, nostalgia e polemiche non solo su TikTok
La parola “tradwife” è uno dei neologismi più discussi degli ultimi anni, perché racchiude in sé un mix di nostalgia, provocazione e dibattito sociale. Tradwife è la fusione di “traditional” e “wife”: indica una donna che sceglie consapevolmente di abbracciare ruoli domestici tradizionali, come cura della casa, sottomissione al marito, maternità come vocazione. Il termine ha cominciato a circolare tra il 2018 e il 2020, soprattutto su YouTube e Instagram, dove alcune influencer con estetica vintage (anni ’50) promuovevano uno stile di vita “femminile, elegante e devoto”. Inizialmente #tradwife era associato a contenuti lifestyle: ricette, decorazioni, abiti retrò, routine casalinghe.
Il concetto è poi diventato virale su TikTok tra il 2022 e il 2024, dove i video con hashtag #tradwife hanno raccolto milioni di visualizzazioni. Non senza polemiche e spaccature: alcune creator – da un lato – hanno presentato il trend come una forma di empowerment alternativo, rivendicando il diritto di scegliere la famiglia e la casa come priorità. Altri, invece, lo hanno criticato definendolo retrogrado e antifemminista, accusando di romanticizzare ruoli di genere oppressivi e di “sconfinare” nella politica e nell’ideologia. Il tema è ancora di grande attualità.
Broligarchy, dal mondo tech alla politica
Dallo slang social ai più autorevoli quotidiani internazionali: anche il neologismo “broligarchy” ci farà compagnia per molto tempo. Broligarchy è una fusione tra:
- “bro” – slang americano per indicare un uomo spesso giovane e arrogante, in questo contesto specifico appartenente alla cultura tech (tech bro).
- “oligarchy” – forma di governo in cui il potere è concentrato nelle mani di pochi.
Il termine è stato usato sporadicamente sui social fin dal “lontano” 2009, ma ha guadagnato trazione nel 2024 grazie alla giornalista investigativa Carole Cadwalladr. Il concetto è infine esploso durante la campagna presidenziale USA del 2024 e l’inizio del secondo mandato di Donald Trump. Figure come Elon Musk, Peter Thiel, Jeff Bezos e altri sono stati infatti identificati come broligarchs: uomini ultra-ricchi e influenti del settore tech con ambizioni politiche. Il termine è oggi usato, con evidente intento critico, sia in ambito politico che in campo giornalistico, come simbolo contemporaneo della fusione tra: potere economico (Big Tech); influenza politica (finanziamenti, propaganda digitale); ideologia maschile dominante (mascolinità tossica, elitismo).
Lewk, inspo e altre buzzword da usare su Instagram e TikTok
L’elenco dei neologismi esplosi sui social – sia con riferimenti specifici che con significato più generico – prosegue con lewk, inspo e altri. Se ami le piattaforme visual come Instagram e Pinterest, saprai probabilmente che inspo è un’abbreviazione di inspiration molto usata sia dai content creator che dagli utenti comuni.
Inspo fa riferimento a qualcosa – un contenuto, un trend, ecc. – che ispira, soprattutto in ambito creativo, estetico, lifestyle. Lewk è invece una variante stilizzata di look, resa popolare da RuPaul’s Drag Race e dalle conversazioni online sulla moda. Lewk allude a un outfit, a uno stile particolarmente distintivo e impressionante, ad un elemento che aggiunge unicità e personalità.
