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Body Positivity: i creator che si battono per l’accettazione di sé

Sempre di più sono i creator che cercano di diffondere il messaggio di inclusività legato alla Body Positivity, quel movimento incentrato sulla lotta al Body Shaming in tutte le sue sfumature. Si occupa dell’accettazione dell’aspetto fisico e di “promuovere” il benessere del corpo e non come appare, senza seguire gli standard di bellezza canonici. L’importante è, comunque, tenere bene a mente il proprio stato di salute, seguendo uno stile di vita sano per l’organismo.

Principalmente, quindi, la Body Positivity ha come scopo quello di eliminare le discriminazioni, accettando e valorizzando ogni tipo di corpo (che sia per taglia o peso, ma anche disabilità o imperfezioni cutanee come acne, vitiligine, cellulite). Negli ultimi anni, la Body Positivity ha trovato ampio spazio sui social. Scopriamo insieme alcuni dei content creator che si occupano di Body Positivity e che si battono per l’accettazione di sé.

Giorgy Colella, Body Positivity e self love

I social media sono molto importanti per raccontare la Body Positivity. Lo sa bene Giorgy ColellaGiorgia Colella – ovvero una delle influencer più note che trattano questo argomento. Seguita da 424,6mila follower su TikTok e presente anche su YouTube, su Instagram vanta 64.500 follower.

Self love. Normalize. Lifestyle.

Tutto è iniziato postando dei video su TikTok, in cui ballava e sotto cui riceveva insulti per via del suo fisico curvy. Da quel momento in poi, la missione di Giorgy è stata quella di far comprendere a chi le segue come ognuno possa fare ciò che ama a prescindere dall’aspetto del proprio corpo. Di Genova, apprezza il fatto di poter ispirare le persone, combattendo il Body Shaming con intelligenza.

Giulia Paganelli, alias EvaStaiZitta

Antropologa del corpo, modenese e classe 1983, Giulia Paganelli è conosciuta sui social come EvaStaiZitta. Grazie a Instagram, si è fatta conoscere, diventando una divulgatrice seguita da +63mila follower (che non fanno che aumentare).

Eva, la prima zittita per aver mangiato. Corpi, margini e mostri.

Due argomenti che le stanno particolarmente a cuore sono il femminismo e la grassofobia. A Mar dei Sargassi, ha raccontato:

Il corpo grasso è un corpo marginalizzato, perché non corrisponde a uno stereotipo estetico a cui dovrebbero corrispondere tutti i corpi per soddisfare lo sguardo maschile, il ‘male gaze’. Ed è profondamente collegato al mito della bellezza. Il corpo grasso solo esistendo è un atto rivoluzionario perché, in qualche modo, solo restando in piedi ti fa vedere che la struttura patriarcale può essere disintegrata.

Giulia ama leggere, scrivere, disegnare e porsi domande, ma odia le etichette da sempre. Parlare di “corpi grassi” dal punto di vista antropologico non è sempre facile – così come non lo è venire al mondo in una società che vede nell’essere grassi un difetto – ma è, secondo la sua opinione, di fondamentale importanza per poter cambiare le cose. Certamente, a renderla ciò che è sono le sue conoscenze accademiche, ma anche e soprattutto le sue esperienze personali che ama condividere con chi segue il suo lavoro.

Talking to My Body, Sara Busi e la Body Positivity

Seguita da 323,7mila follower su TikTok e da 57200 follower su Instagram, Sara Busi utilizza quest’ultimo come una sorta di diario sulla sua crescita, che vede un cambiamento sia mentale che fisico.

175cm di ansia e sarcasmo.

Nata a Bari, vive in provincia di Milano, ma ha vissuto per un paio di anni a Londra. Appassionata di fotografia, ne ha fatto un lavoro che, poi, è sfociato in quello di content creator. Da ragazzina ha iniziato a soffrire di disturbi del comportamento alimentare: in sovrappeso, si sentiva a disagio sia con gli altri che con se stessa. Sara ha sofferto di bulimia e fame nervosa. Quando ha iniziato a riflettere sulla sua vita, ha intrapreso un percorso psicoterapeutico, operandosi anche di bypass gastrico.

La sua rinascita è avvenuta attraverso i social, grazie ai quali ha creato un buon legame con i suoi follower con cui ha iniziato a condividere le proprie esperienze. Le tematiche affrontate da Sara sono Body Positivity, per l’appunto, ma anche Body Shaming, omofobia, diritti della comunità LGBTQ+ e l’ignoranza. Lo scopo di Sara Busi è quello di riuscire a essere di conforto per chi si trova in difficoltà, a causa del proprio corpo.

Ethan Caspani, creator trans

Ragazzo trans in terapia ormonale, Ethan Caspani è uno dei portavoce della Body Positivity sui social. Su Instagram, è seguito da circa 28.300 follower e qui condivide la sua vita e la sua esperienza con foto, video, reel e storie che raccontano la sua storia.

Parlo della mia vita in continua transizione. Promuovo inclusione ed empatia.

Tra i suoi post, ci sono argomenti interessanti come “i tuoi insulti fanno male” e “come ho scoperto e accettato la mia bisessualità”, oltre a scorci della sua vita privata come il racconto del suo coming out avvenuto nell’ottobre 2017.

Non potevo più vivere nascosto. Ero giunto al limite della sopportazione. Volevo essere me stesso e iniziare il percorso che mi avrebbe alleggerito la vita. Dentro di me sentivo che ero pronto ad affrontare qualsiasi ostacolo o difficoltà: qualsiasi cosa sarebbe accaduta, nessuno avrebbe potuto fermare la mia decisione di iniziare questo percorso.

Ethan è presente anche su TikTok, dove vanta +16mila follower e 603,4mila like. Nato di sesso femminile, per lui non è stato facile incamminarsi nel percorso della transizione. A IoDonna, ha raccontato:

Mi sento di dire che non è stata una scelta: non sarei riuscito a vivere bene senza compierla.

Ha, quindi, deciso di intraprendere la strada che lo ha condotto a diventare un uomo. Punto di riferimento per molti, cerca di lottare contro le discriminazioni:

Le maggiori problematiche che ho trovato con la società riguardano, principalmente, il fatto che il mondo trans è sconosciuto. All’inizio del percorso di transizione, è stato difficile per me farmi valere come uomo: non venivo preso sul serio.

Marina Perri, critica televisiva e scrittrice impegnata nella Body Positivity

Seguita su Instagram da 26mila circa follower, Marina Perri è una critica televisiva e scrittrice conosciuta e particolarmente apprezzata. Amante delle serie TV, ha pubblicato un libro dal titolo Eroine – Come i personaggi delle serie TV possono aiutarci a fiorire. Chi guarda serie TV sa benissimo quanto queste entrino a far parte della nostra vita quotidiana, complice lo streaming che ci permette di dedicarci al binge watching più di prima.

Non più, quindi, soltanto messe in onda televisive, DVD o Blu-ray, ma anche episodi da gustare – uno dopo l’altro – sulle varie piattaforme streaming. Proprio perché trascorriamo molte ore con loro, i personaggi delle serie TV entrano a far parte della nostra vita e ci sono alcune eroine – quelle di cui parla Marina – legate alla Body Positivity, come Kim Laghari (Punam Patel) di Special o Blanca Evangelista (MJ Rodriguez) di Pose, donna transgender.

Veronica Plebani, atleta paralimpica

Ci sono persone come Veronica Plebani, atleta paralimpica, che rappresentano un esempio per tutti. Seguita da circa 85mila follower su Instagram, all’età di quindici anni è stata colpita da una meningite fulminante batterica che le ha causato l’amputazione di una parte di arti. Appassionata di sport da sempre – praticava danza, ginnastica artistica e atletica – non ha fatto della disabilità motivo per arrendersi.

Nata l’1 marzo 1996 a Gavardo – in provincia di Brescia – ha sempre cercato di non soccombere alla negatività, nonostante il terribile accaduto e le sue conseguenze. Ancora oggi, porta le cicatrici sul corpo, ma si batte per l’inclusione, come raccontato a Fanpage:

Purtroppo, le iniziative di inclusione, di rappresentazione della diversità sono ancora poche rispetto alla quantità di persone che chiede di essere rappresentata. Vedere cose uguali, corpi uguali, persone con le stesse fisionomie è un’occasione sprecata. Io ci provo a fare la mia piccola parte.

Veronica è un esempio di determinazione, forza, positività e coraggio. Non si è mai arresa ed è riuscita – nonostante tutto – a vincere il bronzo alle Paralimpiadi di Tokyo, nel 2021.

Cinzia Tommasi, alias Cinzia in Wonderland

Curvy e bellissima, Cinzia Tommasi è diventata un punto di riferimento sui social per chi segue la Body Positivity. Ormai un’influencer a tutti gli effetti, è presente su TikTok, ma è soprattutto seguita su Instagram dove vanta 18mila follower.

Plus-size influencer. Fashionista. Body positive activist.

In realtà, è molto presente anche su Facebook, dove racconta sia la sua vita lavorativa che quella privata, spiegando un po’ chi è e cosa fa.

Sono una promotrice della filosofia Body Positive, ovvero combatto contro i pregiudizi legati alla nostra taglia, disabilità, etnia, ecc. Lo standard sei tu.

Architetto di Milano, è anche – come detto – una Body Positive influencer, che ha come obiettivo quello di ispirare e cercare di “aiutare” chi si trova in difficoltà. Il suo desiderio è quello di dimostrare che vestire taglie più grandi non significa non doversi vestire bene o avere uno stile, anzi. A Tgcom24, ha raccontato:

L’obesità è una malattia. Non ne faccio uno stile di vita, ma ho imparato ad accettarmi. Conosco il mio valore e so che va oltre la mia fisicità. Per questo promuovo su Instagram un messaggio di rispetto e inclusione rivolto a tutti, a prescindere da peso, taglia, sesso ed età.

In sovrappeso sin da piccola, sa quanto male possano fare certe parole e i danni che potrebbero fare sulle persone fragili; motivo per cui lotta contro il Body Shaming.

Anna Trignani, Body Positivity e amore per se stesse

Solare e determinata, Anna Trignani è un’altra esponente della Body Positivity che va attenzionata sui social. Con post, video, foto, storie e reel, è presente su Instagram. Qui è seguita da 17mila follower che apprezzano il suo modo di essere e i contenuti da lei proposti.

Ogni corpo è valido e meritevole di amore, cura e rispetto. Il nostro corpo, la nostra età, il nostro peso, il nostro colore di pelle, la nostra taglia non dicono nulla di chi siamo! Destrutturare le credenze che ci hanno sempre insegnato è difficile, richiede tempo, ma è possibile.

Racconta in uno dei suoi post. Ce ne sono anche molti altri, come quello che affronta la paura di mettersi in costume o in cui ricorda che il peso non determina il nostro valore.

Giuli Pozzi, impegnata sui social

L’obiettivo di Giuli Pozzi sui social è quello di diffondere un messaggio di positività, lottando – ovviamente – contro la negatività per far comprendere quanto sia necessaria l’accettazione di sé. Con 14500 follower, su Instagram si presenta come attivista LGBT e Body Positive.

Se guardare questa foto ti crea disagio, ricordati che il problema è tuo. Io sto benissimo.

Scrive Giuli in un suo post, in cui si mostra in reggiseno. Ma ci sono anche altri scatti sinceri che la vedono felice e sorridente, così come post che raccolgono i suoi pensieri.

Il camerino non è mai stato un mio amico. Non ho mai amato fare shopping, perché per me era sempre il momento della doccia fredda, della verità. Ogni volta che mi servivano dei vestiti andavo in un negozio, li prendevo, li provavo e mi rendevo conto che quella taglia, ancora una volta, non bastava più. Morivo dentro. Mi sgridavo, mi insultavo. Poi respiravo, profondamente e chiedevo a chi mi stava accompagnando se poteva controllare la disponibilità di una taglia in più. Oggi la situazione è un po’ migliorata, ma ogni volta che entro in un camerino con dei vestiti da provare quella sensazione riemerge. Probabilmente, non se ne andrà mai.

Amare i propri difetti vuol dire avere amor proprio.

Silvia Amorosino, stilista e Body Positive influencer

Infine, c’è lei: la bellissima Silvia Amorosino. Designer di Firenze, condivide la sua storia di alopecia su Instagram, quotidianamente. Sono circa 8mila i follower che la seguono.

Essere pelate è solo un’altra sfumatura del concetto di bellezza.

Vivere con positività il proprio corpo è importante ed è questo che Silvia cerca di trasmettere con i suoi post, diventando una delle portavoci del movimento Body Positivity. Per molto tempo, si è trovata a combattere contro la sua insicurezza, vergognandosi della sua malattia genetica. Perdere tutti i capelli, le ciglia e le sopracciglia non è stato facile ma, dopo tanto dolore e imbarazzo, è riuscita ad amarsi nuovamente. Come riportato da GreenMe, ha spiegato:

Io non voglio indietro i capelli, perché io sono così. Sono pelata e sono bella. Non ho i capelli, ma non significa che mi manca qualcosa. Sono diventata una donna pelata e l’amore per me stessa mi ha portata ad amarmi così come sono. Non più magra, non più alta e manco con una bella chioma nera.

Oggi, Silvia si è accettata del tutto per com’è: bella e solare, oltre che desiderosa di aiutare gli altri condividendo la propria esperienza e insegnando come occorra fregarsene del giudizio degli altri. Bisogna imparare a comprendere che la nostra bellezza risiede proprio nell’unicità.

Immagine di copertina Foto di Antoni Shkraba/Pexels

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