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A tu per tu con Diletta Begali, la creator dell’entertainment che sogna il grande schermo

Classe 1997, Diletta Begali è una creator dalle mille sfaccettature: non solo YouTube, Instagram e Tik Tok, ma anche una laurea in lingue. E poi un diploma in recitazione, una grandissima passione per la danza, il canto e l’arte in generale. Energica e solare, Didi diverte e intrattiene il pubblico con i suoi video, raccogliendo centinaia di migliaia di visualizzazioni.

Diletta nasce a Verona, ma è una vera cittadina del mondo. Inizia a viaggiare da giovanissima ed è proprio la sua passione per le lingue che la spingerà ad aprire il suo canale YouTube CALLMEDIDI, da cui è iniziato il suo meraviglioso viaggio nel mondo dei social. Tra i suoi sogni nel cassetto c’è quello di diventare attrice, ma ce n’è un altro più curioso che sveleremo in questa intervista, insieme a tante altre chicche sulla vita e il percorso artistico della talentuosa e poliedrica Didi.

Hai iniziato il tuo percorso su YouTube: cosa rappresenta per te questa piattaforma e perché hai scelto di iniziare proprio da qui? 

La mia avventura su YouTube è iniziata quando avevo 14 anni, dopo un viaggio negli Stati Uniti in cui mi hanno fatto vedere il film “The Blind Side”, con Sandra Bullock, in inglese e con i sottotitoli in lingua. Guardandolo ho realizzato che, pur non capendo tutti i dialoghi, riuscivo a comprendere il senso della storia, quindi si è acceso qualcosa in me. Tornata in Italia, ho iniziato a guardare tutti i film e le serie TV in inglese. In particolare, ogni volta che mi affezionavo a un personaggio, andavo su YouTube a cercare le interviste o i behind the scenes, per approfondire. Il tutto sempre in inglese.

YouTube per me è sempre stata la piattaforma che fornisce letteralmente risposte sulla vita e mi ha aiutato a imparare l’inglese, anche grazie agli YouTuber che facevano vlog e challenge. Ho iniziato a seguire creator americani e, successivamente, anche inglesi e australiani, trovando ispirazione nel modo in cui si divertivano creando contenuti. YouTube per me è stata sempre la piattaforma della libertà creativa e ricordo con affetto i “tempi d’oro” in cui i creator si incontravano in giro per il mondo. Da vera nerd, in quel periodo ho partecipato io stessa a ITATube per incontrare i miei creator preferiti, tra cui Troye Sivan e Zoe Sugg.

Ad ogni modo, il mio percorso è ufficialmente iniziato su YouTube. Ma non tutti sanno che ho un precedente su Facebook, dove avevo pubblicato una cover della “Cup Song” che è diventata virale per l’epoca, nonostante non si vedesse nemmeno il mio volto, ma solo la mia bocca e le mie mani. Questo mi ha spinto ancor di più a voler creare e condividere contenuti su Internet.

Hai quindi deciso di impostare il tuo canale CALLMEDIDI come il diario di una studentessa universitaria che raccontava il suo percorso e mostrava i suoi talenti (canto, danza, recitazione…). Perché questa scelta? Come hai approcciato per la prima volta a questo mondo?

Quando ho iniziato su YouTube, all’età di 18 anni, volevo aprire un canale in inglese ma, senza rendermene conto, avevo impostato la geolocalizzazione in Italia. Per questo motivo ho avuto difficoltà a ottenere visualizzazioni all’inizio. Tuttavia, durante un viaggio in Portogallo, ho comprato delle caramelle portoghesi e ho realizzato una challenge intitolata: Italian trying Portuguese Candies: il video è diventato praticamente virale, raggiungendo circa 100.000 visualizzazioni, che per l’epoca erano moltissime. Questo ha contribuito a costruire la mia prima fanbase in Portogallo, e il mio primo fan, Bruno, di Lisbona, mi segue ancora oggi.

Dopodiché ho deciso di mettere in standby YouTube per un po’, perché ero ancora  incerta su come approcciare la piattaforma. Mi piace fare molte cose diverse, il che è sia un pregio che un difetto, perché non rientro nella categoria degli YouTuber con una nicchia specifica. Mi sono sempre considerata come “la ragazza della porta accanto”, come l’amica che racconta storie divertenti sul suo canale. Quando mi sono trasferita a Milano per l’università, ho ripreso nuovamente in mano YouTube perché le mie amiche mi hanno incoraggiato a farlo, consigliandomi di puntare proprio sulla mia capacità di raccontare storie in maniera coinvolgente. Ho quindi cominciato a pubblicare i miei video Storytime, che mi hanno reso nota, in cui raccontavo episodi della mia vita da studentessa universitaria, tra gioie, dolori e disagi.

Parli inglese molto bene, con un accento americano marcato: come mai? Come hai sfruttato questa tua capacità nel mondo social? Ne hai tratto dei benefici?

Mi sono sempre approcciata in modo positivo all’inglese, è una delle mie più grandi passioni. Ho scelto io di studiare un accento americano, perché era quello che mi piaceva e mi divertiva di più – anche grazie all’influenza della serie Gossip Girl

Poi, durante il mio secondo anno di università a Milano, ho avuto la fortuna di avere come coinquilina una ragazza americana, originaria di Santa Barbara. Lei mi ha trasformata in una Valley Girl completa, californiana al 100%. Tra di noi è nata una profonda amicizia e il suo aiuto è stato fondamentale nel perfezionare la mia pronuncia.

Il fatto di sapere molto bene l’inglese mi ha portato tantissimi benefici, ma durante l’università il mio accento americano non era molto apprezzato: la maggior parte dei professori prediligeva un accento british. Durante alcuni esami infatti, ho finto di parlare con un accento british proprio per ottenere un voto più alto, altrimenti sarei stata penalizzata. Ricordo benissimo di un professore che a un esame orale di inglese mi ha dato 27 perché, a suo avviso, dicevo troppe volte of course. Un episodio che mi ha “segnato” ma che, a distanza di anni, ho raccontato con dei video ironici: è stata la mia rivincita.

Dopo l’università hai deciso di intraprendere un’Accademia di recitazione a Roma. Cosa ti ha portato a questa scelta? Vorresti fare l’attrice in futuro?

La scelta di intraprendere un’Accademia di recitazione a Roma è stata guidata dalla mia natura estremamente creativa sin da quando ero bambina. Ho sempre sentito di avere una sorta di “doppia personalità”: da un lato c’era la parte razionale di me, che mi spingeva a studiare e a ottenere buoni risultati a scuola; dall’altro c’era la parte creativa. Ho iniziato a ballare da bambina e ho fatto parte di un gruppo di hip hop alle elementari, partecipando a diverse gare. Poi ho studiato canto e partecipato a tantissimi corsi di teatro e di musical. Inoltre, ho presentato il “SanreMaffei,” che era una sorta di Sanremo della mia scuola (l’Istituto Maffei, ndr).

Inizialmente, volevo frequentare un’Accademia subito dopo il liceo, ma i miei genitori mi hanno spinto a frequentare l’università, perché anche il percorso accademico mi apparteneva ed ero sempre stata brava. Devo dire che la fase della vita subito dopo il liceo non è semplice: da un lato pensi di spaccare il mondo, dall’altro non sai ancora cosa vuoi fare da grande. Io alla fine ho scelto di studiare Lingue, Comunicazione e Media all’Università Cattolica di Milano, portando così avanti sia la mia passione per le lingue che quella per il cinema e i social media, che avevo sempre coltivato. Fin da piccola sapevo che avrei lavorato davanti o dietro una telecamera.

Dopo aver completato l’università, ho ricevuto una proposta per lavorare in Svizzera nel campo dei social media. Dal punto di vista razionale, sembrava essere un’opportunità bellissima, ma dentro di me c’era qualcosa che mi diceva che non era la strada giusta. È stato difficile prendere una decisione e non nego di aver vissuto un periodo molto buio della mia vita, che ho anche raccontato in un video – “Mi trasferisco a Roma per inseguire il mio sogno” – per condividere le mie ansie riguardo alla fine di un percorso e all’incertezza del futuro. Ho quindi deciso di trasferirmi a Roma per frequentare l’Accademia perché il mio sogno è diventare attrice e, avendo tante passioni, ho sempre visto la recitazione come quel contenitore in cui riuscivo a mettere tutte quelle cose che mi piacevano: danza, canto, intrattenimento e passione per la lingua inglese.

Oggi ho un diploma, quindi sulla carta sono attrice, ma purtroppo finchè non riesci a ottenere un ruolo è come se tu non lo fossi. Nonostante questo, mi ritengo contenta perché sono riuscita a trovare il mio equilibrio: lavoro sui social, ciò che faccio mi piace e questo mondo mi sta permettendo di vivere bellissime esperienze. 

Com’è nata l’amicizia con Giulia Bellu e come nasce la vostra serie di video insieme?

L’amicizia con Giulia è nata in modo piuttosto spontaneo e naturale. Entrambe facciamo parte della stessa agenzia, e il nostro primo incontro è avvenuto durante una cena. Avevo già visto alcuni dei suoi video su Tik Tok, e essendo la persona meno timida del mondo, mi sono fiondata da lei per presentarmi e iniziare a chiacchierare. In quel periodo, Giulia viveva in Sardegna, ma dopo un paio di mesi si è trasferita a Roma, e da lì abbiamo instaurato una solida amicizia.

Abbiamo scoperto di avere molte affinità, specialmente per quanto riguarda il mondo dell’intrattenimento, e condividiamo pensieri simili e un senso dell’umorismo comune. La nostra amicizia è cresciuta naturalmente, l’abbiamo coltivata e poi, con il tempo, abbiamo iniziato anche a creare video insieme. Tra i nostri video più famosi c’è quello della ginecologa, che ha ottenuto un grandissimo successo.

Oggi, possiamo dire che siamo come una famiglia qui a Roma. Ci sosteniamo reciprocamente e la nostra amicizia va ben oltre il mondo dei social. Quando creiamo video insieme, lo facciamo prima di tutto perché ci diverte. Non ci poniamo l’obiettivo principale di pubblicarli, ma lo facciamo per il puro piacere di creare contenuti. Infatti nulla è mai forzato: scegliamo un tema e una linea generale per il video, ma riusciamo a improvvisare molto, creando contenuti freschi e autentici. La parte più divertente quando realizziamo i nostri video è sicuramente quella dei bloopers e degli errori, tiriamo fuori delle “chicche” che possono nascere solo dall’improvvisazione e da una forte sintonia, proprio come quella tra me e Giulia.

Hai collaborato sui social con diverse aziende in questi anni. Qual è stata la tua collaborazione preferita e cosa deve avere secondo te un contenuto branded per riscontrare successo?

Non è semplice scegliere una collaborazione preferita tra tutte quelle a cui ho lavorato fino ad oggi, ma posso dire che l’esperienza vissuta la scorsa estate grazie ad Hamilton, il noto brand di orologi, è stata davvero speciale. Collaborare con aziende di questo calibro mi offre l’opportunità di scoprire cose nuove e approfondire quel lato culturale che tanto mi piace.

Quando si tratta di contenuti brandizzati, credo che la sfida principale per noi creator sia quella di non snaturarci. Per quanto mi riguarda, cerco sempre di mantenere la mia autenticità e il mio stile comunicativo, anche quando lavoro con le aziende, e ritengo che l’aspetto più challenging sia quello di riuscire a creare un contenuto che non sembri brandizzato, nonostante lo sia. Inoltre, seleziono con cura i brand con cui collaboro: non sponsorizzerei mai un prodotto che non utilizzo o che non mi rispecchia e cerco sempre di lavorare con aziende che mi ispirano e che potrebbero portare nuove idee e stimoli creativi. Spesso, una collaborazione brandizzata può darmi delle idee per creare nuovi contenuti – non brandizzati – a cui altrimenti non avrei mai pensato e permettendomi di mostrare un’altra parte di me.

Tornando alla mia collaborazione con Hamilton, credo sia stata eccezionale perché si trattava di un’esperienza a 360 gradi legata al cinema, la mia grande passione. Ho avuto la possibilità di partecipare alla prima di Indiana Jones indossando lo stesso orologio che il personaggio principale indossava nel film. Tutto ciò che riguarda il cinema – compresa la partecipazione alla prima di un film – rappresenta per me un sogno che si avvera. Inoltre, questa collaborazione mi ha permesso di creare contenuti in modo autentico e personale, con totale libertà creativa, oltre ad incontrare altri creator che lavorano in questo mondo. Uno scambio che, a mio avviso, arricchisce sempre.

YouTube, Instagram, Tik Tok: ad oggi quale piattaforma preferisci e perché?

La mia risposta sarà sempre YouTube. Anche se negli anni la piattaforma è cambiata e si è evoluta, sarà sempre il mio “primo amore”. Guardare oggi video di YouTuber che seguivo 10 anni fa mi riempie il cuore, ma devo dire che non uso più YouTube come prima, non posso negarlo. YouTube però, è YouTube.

In qualità di creator, non escludo assolutamente le altre piattaforme. Anzi, ho sempre cercato di creare un ponte tra di esse, attribuendo a ognuna un ruolo ben preciso. Instagram per esempio è più incentrato sull’aspetto visivo ed estetico. Tik Tok invece, è un mondo a sé: non ho ancora capito bene quale siano le sue dinamiche, ma mi diverto tantissimo a creare contenuti che pubblico su Tik Tok, ma anche su Instagram. È interessante notare come lo stesso contenuto possa funzionare in modo diverso a seconda della piattaforma.

A livello di creazione di contenuti sono sicuramente più attiva su Instagram, ma come spettatrice uso di più Tik Tok. Rimango spesso a guardare video fino notte fonda, soprattutto di persone che cadono o che fanno scherzi divertenti. È un social che ti permette di staccare il cervello e di divertirti con un semplice scroll, fruendo dei contenuti in maniera semplice e rapida: mi piace proprio per questo.

A questo punto ti chiedo: quali sono i tre creator che consiglieresti di seguire su Tik Tok e Instagram? Perché?

Il mio creator preferito del momento è Hector Riumbau, un ragazzo spagnolo che realizza video con i suoi genitori: gliene combina di ogni ed è divertentissimo.

Un’altra creator che consiglierei è Emma Chamberlain. Lei nasce su YouTube e mi rivedo tantissimo nei suoi primi video, perché condivideva le sue giornate, un po’ come facevo anche io sul mio canale. Ora è più incentrata sul mondo fashion e ha abbandonato YouTube – e mi dispiace moltissimo – ma la consiglio comunque come creator, credo sia fantastica.

Infine, Sarah’s Day. Una mamma australiana che condivide la sua vita quotidiana in Australia e le sue ricette, trasmettendomi tantissime good vibes. Lei mi fa proprio conoscere uno stile e un tipo di vita nuovo, che è molto bello e inspiring.

Come avete visto, i miei creator preferiti sono tutti internazionali, perché questa è la mia vocazione. Trascorro la maggior parte del mio tempo a guardare video di YouTuber americani. Se devo scegliere cosa guardare in dieci minuti, apro YouTube e cerco Jimmy Fallon o Jimmy Kimmel per vedere le loro interviste o challenge, come le Box of Lies di Jimmy Fallon. Se non li seguite ancora, fatelo!

Hai un sacco di talenti: canti, balli, reciti, crei contenuti sui social, parli le lingue straniere… Qual è il tuo sogno nel cassetto? Hai qualche progetto in cantiere che vuoi raccontarci?

Sogni nel cassetto? Il primo è quello di diventare la “stagista” di Maria De Filippi. Mi piacerebbe molto diventare presentatrice, ho una parlantina notevole ed è una cosa che mi diverte tantissimo. Che dite, Maria me la darà una possibilità?

Scherzi a parte, dall’altro lato il mio sogno nel cassetto è diventare attrice, come dicevo all’inizio dell’intervista. Mi piacerebbe molto avere un ruolo in inglese, magari interpretando il ruolo dell’italiana che parla inglese, anche se probabilmente dovrei smorzare il mio accento americano.

Credo comunque di essere in una fase della mia vita in cui non sono ancora certa di quello che voglio davvero fare da grande. La vita è talmente tanto piena di mistero e io ho talmente tante passioni, che potrei ritrovarmi tra qualche anno dall’altra parte del mondo per diventare biologa marina. Ne sarei capace (ride). L’attrice è il punto d’arrivo, ma se questo piano A non dovesse funzionare, da grande vorrei avere il mio show e intervistare personaggi internazionali, anche del mondo del cinema. Una versione internazionale di “Domenica In”, mi piacerebbe tantissimo. Se poi anche questo non dovesse andare a buon fine, posso sempre aprire una scuola di inglese.

Tra i nuovi progetti c’è la conduzione, insieme a Ludovica Pagani, di Nokep Generation: un talent canoro in onda su Sky, Canale 229, fino alla fine di novembre. Una nuova avventura che mi permetterà di tornare in televisione in una nuova veste. Oltre a questo, non vedo l’ora di scoprire cosa mi riserverà il futuro!

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In collaborazione con Assoinfluencer

Photo Credits: Ufficio stampa Diletta Begali

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