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Consigli legali non richiesti by Giurinsta – i diritti d’autore delle immagini online

Oggi vi sottoponiamo un dubbio diffuso:

Posso utilizzare immagini prese da Google o Pinterest senza rischi?

La risposta breve è: di solito no.

La risposta un po’ più lunga è: puoi farlo solo se hai una base legittima per usare quell’immagine. E “l’ho trovata online” non è una base legittima. È una confessione con più entusiasmo.

Google non è una banca immagini gratuita, è un motore di ricerca: ti aiuta quindi a trovare immagini, non ti regala i diritti per usarle. Google stesso chiarisce che le immagini possono essere protette da copyright e che, anche quando si usano i filtri sui “diritti di utilizzo”, bisogna comunque verificare la licenza sulla fonte originale. Tradotto: non basta vedere una foto su Google Immagini per poterla mettere nel carosello del lunedì mattina.

Pinterest non è molto diverso. Anzi, sotto certi aspetti è ancora più insidioso, perché dà l’illusione del “se è pinnato, allora gira”. Ma un contenuto che gira online non diventa automaticamente libero. Nei suoi termini, Pinterest chiarisce che chi pubblica contenuti resta responsabile di ciò che carica, mentre la sua pagina copyright ricorda che il titolare dei diritti può controllare attività come copia, distribuzione, esposizione pubblica e creazione di opere derivate.

Il punto, quindi, è semplice: il fatto che un’immagine sia accessibile non significa che sia utilizzabile. In Italia, poi, il problema non è teorico. La legge sul diritto d’autore tutela sia le opere fotografiche creative, sia — con una disciplina specifica — le fotografie cosiddette semplici. E oggi l’art. 92 della legge sul diritto d’autore prevede che il diritto esclusivo sulle fotografie semplici duri settant’anni dalla produzione, quindi no, non basta che la foto sia online. Non basta che l’abbiano già usata in mille. Non basta che sia su Pinterest da anni. Non basta nemmeno scrivere “credits to owner”, che è un po’ come entrare in casa di qualcuno, prendere il divano e lasciare un biglietto con scritto: “grazie al proprietario”.

C’è poi un secondo livello di rischio: se nella foto compare una persona riconoscibile, entra in gioco anche il diritto all’immagine. L’art. 96 della legge sul diritto d’autore stabilisce che il ritratto di una persona non può essere esposto, riprodotto o messo in commercio senza il suo consenso, salvo specifiche eccezioni. E quelle eccezioni non sono un jolly da pescare ogni volta che serve una visual carina per un post.

La regola pratica, quindi, è questa: puoi usare un’immagine solo se hai una licenza valida, un’autorizzazione, oppure se stai usando materiale davvero libero, rispettando i limiti previsti dalla licenza.

Cosa fare, quindi?

DO: cosa puoi fare

  • Usa immagini acquistate da banche immagini affidabili, controllando bene che la licenza copra l’uso che vuoi farne: social, ADV, sito, newsletter, materiali commerciali, campagne sponsorizzate.
  • Usa immagini Creative Commons solo dopo aver verificato la licenza specifica. Alcune consentono l’uso commerciale, altre no. Alcune permettono modifiche, altre no. Alcune richiedono attribuzione. Non basta leggere “Creative Commons” e partire felici verso la denuncia.
  • Usa fotografie prodotte da te, dal tuo team o da un fotografo, ma con accordi scritti chiari su titolarità, diritti di utilizzo, durata, canali e possibilità di modifica.
  • Se nella foto compare una persona riconoscibile, procurati anche una liberatoria per l’utilizzo dell’immagine, soprattutto se il contenuto ha finalità promozionale, commerciale o pubblicitaria.
  • Salva sempre prova della licenza, della fonte e delle condizioni d’uso applicabili nel momento in cui scarichi o acquisti l’immagine. Perché quando arriva la contestazione, “giuro che c’era scritto free” è una strategia difensiva con la stessa solidità di un ombrello di carta.

DON’T: cosa evitare

  • Non scaricare immagini da Google e usarle come se fossero materiale gratuito.
  • Non prendere immagini da Pinterest solo perché “sono già ovunque”.
  • Non usare foto trovate su profili social, blog, siti o magazine senza autorizzazione.
  • Non rimuovere watermark, firme, loghi o crediti. Se devi cancellare il nome dell’autore per usare meglio l’immagine, non hai trovato una soluzione: hai trovato un problema più grosso.
  • Non pensare che “credits to owner” ti metta al sicuro. Il credito può essere richiesto dalla licenza o utile come attribuzione, ma non sostituisce l’autorizzazione.
  • Non usare immagini con volti riconoscibili senza valutare anche il diritto all’immagine, soprattutto in contesti commerciali.

Non fidarti del “tanto lo fanno tutti”. Nel diritto, “lo fanno tutti” non è una discriminante, è solo il modo più democratico per ricevere una diffida. In sintesi: online non significa libero, significa solo che è facile da trovare.

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