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Influencer femministe: i profili più attivi per rompere tabù

Sempre più spesso si parla di influencer femministe e questo perché il femminismo è ancora al centro di molti dibattiti, nella speranza che la società inizi a trattare in egual modo uomini e donne. Il movimento rivendica pari diritti e opportunità tra uomini e donne, affinché vi siano parità politica, economica e sociale.

Negli anni, il femminismo si è, ovviamente, evoluto fino ad arrivare nel mondo dei social, dove le influencer femministe fanno sentire la loro voce in tutto il mondo. Ci sono influencer che portano avanti le proprie battaglie e idee, sdoganando tabù inerenti l’universo femminile. Scopriamo chi sono le influencer femministe pronte a ispirarvi e a motivarvi.

1 – Cathy La Torre

Attivista LGBTQIA+ e avvocato civilista, Cathy La Torre vive a Bologna ed è di origini sia siciliane da parte di padre che statunitensi da parte di madre. Nata a Erice il 31 agosto 1980, è una delle attiviste italiane più apprezzate e, di conseguenza, seguite. Su Instagram vanta, infatti, 702mila seguaci che apprezzano i contenuti pubblicati.

Cathy è specializzata in diritto antidiscriminatorio e si occupa di orientamento sessuale, identità di genere e diritti della comunità LGBTQIA+. Dopo aver frequentato il liceo classico, si è trasferita a Bologna per studiare all’università e laurearsi in Giurisprudenza nel 2004. Dal 2011, fa parte dell’albo degli avvocati e, nel 2008, ha fondato il Centro Europeo di Studi sulla Discriminazione.

È stata anche vicepresidente del Movimento Identità Trans dal 2010 al 2019. Ha co-fondato Gay Lex nel 2016, associazione di avvocati e attivisti che riguarda la tutela dei diritti di gay, lesbiche, bisessuali e trans. Tra le altre cose, nel 2018 ha fondato lo studio Legali Associate Wildside Human First, lanciando anche una campagna per garantire assistenza legale a chi è vittima di diffamazione e violenza su Internet.

Milano,”Il Tempo delle Donne” festival. Nella foto: Cathy La Torre (MILANO – 2022-09-10, Simona Chioccia / ipa-agency.net)

2 – Carlotta Vagnoli

Nata a Firenze nel 1987, Carlotta Vagnoli si batte contro la violenza sulle donne e lo fa anche grazie ai social, cercando di aiutare le donne che si trovano in difficoltà. Su Instagram, è seguita da 310mila follower. Dopo aver studiato al liceo classico e all’università, Carlotta scrive per diversi magazine, diventando autrice e content creator oltre che attivista.

Dal 2017 cerca di avvicinare gli studenti al tema femminista, parlando di diritti delle donne e pubblicando dei libri: Maledetta sfortuna, Poverine e Memoria delle mie allegre puttane.

3 – Maura Gancitano

Filosofa, scrittrice e adesso anche influencer, Maura Gancitano è nata a Mazara del Vallo – in provincia di Trapani – il 20 dicembre 1985 ed è laureata in Filosofia, oltre a essere co-fondatrice di Tlon insieme ad Andrea Colamedici e con il quale si occupa di temi legati al femminismo.

Su Instagram, è apprezzata da ben 265mila follower.

Maura Gancitano. (Roma – 2020-07-30, Claudio Sisto)

4 – Violeta Benini

Dal passato difficile e nata in Argentina – ma è residente in Italia – Violeta Benini è un’ostetrica impegnata molto attiva sui social e seguitissima, proprio per gli argomenti da lei trattati. Medico e influencer, si occupa di rieducazione del pavimento pelvico, oltre a seguire le donne in gravidanza fino alla nascita del bimbo.

Ha scritto su alcune riviste, pubblicato dei libri sulla sessualità e insegnato educazione sessuale a ragazzi di seconda superiore e terza media. Dopo aver studiato Biologia Molecolare, Benini ha deciso di intraprendere questa strada, ma è diventata famosa soprattutto per la divulgazione fatta attraverso i social.

Si definisce “divulvatrice”, sdoganando tabù come l’autoerotismo. Su Instagram, è seguita da 209mila follower. In prima persona, sa cosa significhi soffrire di vulvodinia e sindrome dell’ovaio policistico. Il suo obiettivo è quello di sensibilizzare i propri lettori e follower sulla sessualità.

5 – Irene Facheris

Tra le influencer femministe fa la sua comparsa anche Irene Facheris, nata nel 1989 a Milano e laureata in Psicologia dei Processi Sociali, Decisionali e dei Comportamenti Economici all’Università degli Studi di Milano Bicocca nel 2013. Scrittrice e attivista femminista, ma anche formatrice e content creator, Facheris parla di temi come il femminismo, per l’appunto, oltre al sessismo e ai diritti LGBTQ+.

Su Instagram, vanta circa 82mila follower, ma è nata su YouTube dove è seguita da 74500 iscritti e ha dato vita alla videorubrica Parità in Pillole nel 2016. Ma Irene è anche presidente dell’associazione no profit Bossy che si occupa di divulgazione, oltre ad aver scritto i libri Creiamo Cultura Insieme: 10 cose da sapere prima di iniziare una discussione e Parità in pillole. Impara a combattere le piccole e grandi discriminazioni quotidiane e aver creato i podcast Coming out: storie che vogliono uscire, Equalitalk, Palinsesto Femminista e Lenti femministe: uno sguardo di genere sul mondo.

Durante un’intervista a Musa, ha raccontato di aver sempre desiderato aiutare le persone – sognando di fare la psicologa o il chirurgo da bambina – e di sentire una forte responsabilità per quello che fa, purtroppo ricevendo anche diverse e dure critiche.

Milano, Photocall serata “Diversity media awards 2021” – Irene facheris (Milano – 2021-07-19, Alberto Terenghi / ipa-agency.net)

6 – Giulia Zollino

Presente su Instagram con quasi 74mila follower, Giulia Zollino ha studiato Antropologia all’Università di Bologna e, oggi, è una divulgatrice ed educatrice sessuale, oltre che antropologa, content creator e sex worker. Giulia ha iniziato a formarsi per aiutare altre persone nel percorso che porta all’accettazione della propria sessualità, senza sentirsi umiliati o giudicati. A Open, Zollino ha raccontato:

Molte persone pensano che chi fa sex work sia una persona sfruttata o vittima di tratta quando, in realtà, molte persone lo fanno per necessità economica perché viviamo in un mondo che impone a tutti di lavorare. Chi, invece, subisce minacce, sevizie è addentrato in un contesto fatto di forti disuguaglianze. Insomma, c’è un pregiudizio molto forte sulla “strada”.

Giulia Zollino ha anche scritto un libro, Sex work is work e si batte affinché il sex work venga considerato un vero e proprio lavoro con diritti e leggi per garantire sicurezza ed evitare che si verifichino abusi e sfruttamento. A Vanity Fair, ha raccontato:

Sono nata in un paesino veneto molto bigotto ma, quando mi sono trasferita a Bologna, ho scoperto un altro mondo e ho iniziato a interessarmi al tema del sex work e, in parallelo, al femminismo. Qui ho conosciuto una persona insieme a cui ho intrapreso un percorso di esplorazione della sessualità che ha portato poi a fare sex work.

7 – Jennifer Guerra

Jennifer Guerra è nata in provincia di Brescia nel 1995, ma oggi vive in provincia di Treviso. Laureata in Lettere e laureata anche in Editoria, Comunicazione e Moda, è una giornalista professionista che ha al suo attivo libri come Il corpo elettrico. Il desiderio nel femminismo che verrà (2020) e Il capitale amoroso. Manifesto per un Eros politico e rivoluzionario (2021), trattando tematiche di genere e diritti LGBTQ+. A Vanity Fair, del femminismo ha detto:

Credo che il significato sia lo stesso dal 1800 e riguarda l’affermazione della presenza delle donne nella società. Sicuramente è centrale la questione della parità ma, se consideriamo il femminismo solo questo, ne perdiamo una parte importante. Femminismo è anche fare emergere le donne nella società che non le ha mai prese abbastanza in considerazione, rivendicare valore dell’alterità rispetto all’uomo.

Su Instagram, la seguono 46600 follower.

8 – Djarah Kan

Tra le influencer femministe, c’è anche Djarah Kan. Italiana d’adozione e di origini ghanesi, è un’attivista e scrittrice che si racconta sui social, arrivando a conquistare circa 40mila follower sul suo profilo Instagram. Nata nel 1993 a Santa Maria Capua Vetere in provincia di Caserta e cresciuta a Castel Volturno, sin da bambina ha iniziato a manifestare un forte interesse per la scrittura che l’ha portata ad aprire un blog che parlava delle difficoltà della sua terra, del razzismo e a scrivere per diverse riviste.

Nel 2020, Djarah Kan ha pubblicato un libro, Ladri di denti, che parla di come il razzismo possa cambiare i rapporti tra le persone. A Vanity Fair, Djarah ha raccontato:

A scuola, attraverso la scrittura, smettevo di essere l’unica ragazzina nera, derisa dalla mattina alla sera e diventavo la più brava della classe. Era l’unico momento in cui il modo in cui gli altri mi immaginavano e raffiguravano nella loro testa poteva prendere una forma diversa.

L’ispirazione per diventare femminista e intraprendere la professione di scrittrice è arrivata da sua mamma, diventata punto di riferimento per la comunità ghanese in provincia di Caserta.

Lei credeva nell’integrazione, aveva un approccio antirazzista molto anni Novanta. E io sono cresciuta così, con questa donna che non si fermava mai. Sempre in mezzo a persone bianche che la invitavano a partecipare a un sacco di iniziative.“”

Djarah Kan, author during “Piu libri piu liberi” Rome, Italy, December 05 2021 (Rome – 2021-12-05, LiveMedia)

9 – Aya Mohamed

Nata in Egitto nel 1996, Aya Mohamed è cresciuta a Milano. Musulmana, influencer, fortemente femminista e appassionata di moda, è seguita su Instagram da circa 30mila follower. Aya si batte perché si capisca che la sua religione può andare di pari passo con il femminismo.

Studentessa di Scienze Politiche, utilizza i social per sensibilizzare le persone e sdoganare vari pregiudizi. A Vanity Fair, ha raccontato:

La mia famiglia mi ha cresciuta con le varie tradizioni sia del mio Paese d’origine sia con quelle dell’Islam: è bene precisare, infatti, che non sono la stessa cosa! Quando si parla di Medio Oriente, infatti, si parla di tanti Paesi e di tante regioni con culture e tradizioni anche molto diverse tra di loro, accomunate da una sola lingua, l’arabo e dalla religione islamica. Islam e cultura araba, dunque, hanno sempre fatto parte della mia vita, ma non li ho mai considerati importanti, nel senso che seguivo le varie regole, pregando e digiunando, ma era più una consuetudine che un qualcosa che mi veniva da dentro. Finché non è cambiato qualcosa.

Purtroppo, Aya è stata bullizzata a scuola. Oggi, lavora affinché i suoi social siano un posto in cui è possibile fare discussioni in modo sicuro, in modo che i non musulmani possano rendersi conto degli stereotipi e pregiudizi sull’Islam e i musulmani si possano sentire rappresentati. La ragazza si reputa fortunata a essere cresciuta conoscendo due culture, perché entrambe sono parte della sua identità.

10 – Giulia Blasi

Infine, nata a Pordenone il 14 novembre 1972, Giulia Blasi è una scrittrice, giornalista e attivista, oltre che una delle influencer femministe più seguite, che vive a Roma.

Scrivo cose, vedo gente.

Così, si legge nella biografia su Instagram dove vanta circa 44mila follower. Ha iniziato a collaborare con riviste come Marie Claire, Donna Moderna e Vogue e ha scritto libri come Manuale per ragazze rivoluzionarie, Il mondo prima che arrivassi tu, Siamo ancora tutti vivi, Se basta un fiore e Nudo d’uomo con calzino. A Luz, ha raccontato:

Per essere donne è un pessimo momento, mentre per essere femministe è un ottimo momento. Le due cose sono come le convergenze parallele. Il femminismo diventa più vivace, più feroce, più attivo nel momento in cui le cose vanno male e, in questo momento, le cose vanno oggettivamente male.

Nel 2017, Giulia Blasi ha creato la campagna #QuellaVoltaChe con lo scopo di raccogliere testimonianze di abusi sessuali e molestie sessuali; una campagna che ebbe inizio prima del famoso #MeToo. Amante dei cani, è insegnante allo IED Milano nel master in Fashion Communication e a Roma all’Accademia delle Arti e Nuove Tecnologie nel corso di Graphic Design.

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