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Ironia e spontaneità: l’intervista esplosiva al tatuatore Gabriele Anakin

È uscita l’ 8 novembre, la prima puntata della “seconda stagione” di Talk-Ink, il format di YouTube ideato e realizzato dal noto artista/tatuatore Gabriele Anakin. Mentre tatua i suoi ospiti Anakin conversa con loro in modo irriverente, ironico e spesso dissacrante. Con il suo sorriso e la sua semplicità Gabriele Anakin conquista tutti.

Talk-Ink, è un format in cui i talenti di Gabriele, quello di tatuatore e quello di intrattenitore, si fondono alla perfezione dando vita a una “serie” divertente che ha riscosso un grande successo con 3,6 milioni di visualizzazioni e ha visto tra i suoi protagonisti nomi iconici del mondo della musica come Tananai, Emis Killa, Carl Brave, Jake La Furia, Fred De Palma e Beba.

L’abbiamo intervistato per scoprire di più sul suo lavoro di creator e questo è tutto quello che ci ha raccontato.

Gabriele, non avevi mai caricato nulla su YouTube e poi con Talk Ink “hai fatto il botto”, insomma un esordio pazzesco. Com’è ora il tuo rapporto da creator con questo social? Quali sono gli aspetti che apprezzi di più?

Esatto, siamo nuovi sulla piattaforma, abbiamo cominciato a caricare le puntate circa un anno fa, fino a quel momento non avevo neanche idea di come si caricasse un video. (Dovete sapere che sono un piccolo boomer tecnologico). Ad oggi fortunatamente ho un team di ragazzi che mi aiuta a caricare e monitorare i contenuti. Ogni piattaforma ti offre la possibilità di raggiungere il pubblico in maniera diversa, nel caso di YouTube con video più corposi e strutturati rispetto a TikTok o Instagram dove è tutto più “veloce”.

Siamo già alla seconda edizione di Talk Ink ma facciamo un passo indietro e dicci: come hai ideato e poi sviluppato questo format creativo di successo?

Il format è nato per caso, come spesso accade per le idee migliori! Un giorno è venuto da me in studio Il Tre per fare un tatuaggio, chiacchierando mi ha detto che da lì a poco sarebbe uscito il suo ultimo disco e abbiamo pensato di fare qualche contenuto da condividere su Instagram per raccontare il suo progetto. Un video assolutamente amatoriale che ha riscosso tantissimi like e commenti. Ho capito subito che eravamo di fronte a un format che poteva funzionare e così ci siamo messi subito al lavoro.

Vista la line up della prima edizione e la partenza con Guè, come sarà questa seconda edizione? 

Sarà soprattutto divertente! Il mio desiderio è proprio quello di trasmettere spensieratezza a chi guarda Talk Ink, donare dei momenti di relax e regalare un sorriso a tutti.

Sei più un tipo da Instagram o da TikTok? (Che poi è un modo un po’ furbetto per chiederti “under 30 o over 30”? Sì, ti stiamo citando)

Sono un maledetto “over 30” (ride) rimango legato ad Instagram, forse perché lo coltivo da più tempo, ci sono più affezionato. In ogni caso riconosco le potenzialità di TikTok proprio per questo cerco di essere il più costante possibile su entrambe le piattaforme.

Com’è il rapporto con la tua community? (Che poi è un modo un po’ furbetto per chiederti se sono più simpatici i follower su Instagram o su TikTok)

Instagram è “casa” ho una community affezionata che mi segue da anni, prima per i tatuaggi e poi nel tempo per i contenuti che ho proposto. Ho seguaci che, nonostante non abbia mai incontrato è un pò come se li conoscessi. TikTok è diverso, i video arrivano a più persone, di conseguenza, percepisco meno la fanbase, ma è comunque una bella piattaforma che mi permette di entrare in contatto con molti ragazzi e ragazze.

I brand che si rivolgono a te per contenuti branded, quali tipi di collaborazioni ti richiedono maggiormente? 

Per fortuna sono una persona poliedrica, di conseguenza, ricevo proposte molto diverse tra loro! Dalla più stravagante alla più istituzionale.

Ci sono altri ambiti artistici che vorresti sperimentare sui tuoi canali?

Al momento mi sto focalizzando sui tatuaggi e TALK-INK e non ho molto tempo libero a disposizione. Negli anni ho imparato che è meglio fare poche cose, ma fatte bene. Ovviamente non nego che in futuro ci sarà la possibilità di sperimentare altro, in campo artistico e non solo.

Siamo curiosi: quali sono i tattoo che ti sei rifiutato di fare e quali sono i tattoo che non vuoi fare mai più?

Mi sono sempre rifiutato di fare tatuaggi politici. I lavori che faccio “girano” e non vorrei essere associato a “questo o quello”. Quali tatuaggi non voglio mai più fare? TUTTI, nessun tatuaggio eseguito verrà più replicato. Non esistono doppioni, rimangono tutti esclusivi e personalizzati per chi li ha sulla propria pelle. Ma la sono giocata bene? (Ride)

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