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Sempre meno persone seguono le stories degli influencer

A chi non è capitato di vedere, principalmente su Instagram, un noto influencer chiedere, nelle stories, il like al contenuto pubblicato nel proprio feed?

Quel che sembra un vezzo, un tentativo di performare sempre meglio, nasconde, in realtà, un problema di cui non si parla apertamente.

Sempre più persone decidono di avvalersi dell’opzione di Instagram che permette di mettere in silenzio stories e post di un utente e di – di fatto – non seguire i propri influencer di riferimento.

Perché questo trend?

Secondo il reportage realizzato dall’Huffington Post il trend è generato dalle situazioni più disparate. C’è chi silenzia il proprio influencer di riferimento perché non si riconosce più nel suo storytelling che dopo il picco pandemico è diverso dal proprio presente e chi è infastidito da una produzione industriale di stories.

Questa scelta si ripercuote, inevitabilmente, sul potere commerciale del creator che può vendere con più facilità la sua community ma non l’engagement che ha con essa.

Tempo speso dagli utenti sui social

Il distaccamento ha del paradossale se si pensa al tempo speso dagli utenti sui social e i canali che producono intrattenimento.

Solo in Italia un utente medio frequenta i social per 30 ore al mese. In crescita, a conferma del problema registrato dall’Huffington Post, YouTube e TikTok dove è più semplice trovare contenuti di intrattenimento puro. 

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