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Il futuro dell’influencer marketing? Ce lo rivela Filippo Tognola, CEO di Feel Studio

Il consolidamento di TikTok e la conseguente valorizzazione di contenuti virali che sul social risultano essere più performanti rispetto alla costruzione (più lenta) di una community pone gli operatori di settore davanti questioni non secondarie.

Ha ancora senso per gli influencer (e di conseguenza per le aziende che li scelgono per la loro promozione) investire su canali che permettono di costruire una community?

Abbiamo fatto questa domanda a Filippo Tognola, CEO di Feel Studio, secondo il cui il futuro dell’influencer marketing sta nella multicanalità.

Filippo Tognola - CEO - Feel Studio - LinkedIn
Filippo Tognola, CEO di Feel Studio

Quali sono i principali ambiti e social in cui operate?

La nostra Società ha una duplice anima. Feel Studio si occupa di strategie digitali abbracciando tutte le fasi di una campagna social, dalla selezione dei profili in target fino alla reportistica.

Feel Management invece gestisce in esclusiva un network di oltre 80 talent e cura i rapporti con brand e agenzie di comunicazione. Le piattaforme social che presidiamo maggiormente sono Instagram e TikTok, seguiti da Twitch e YouTube.

Da qua al prossimo anno quale settore è – secondo voi – quello che avrà i maggiori benefici dell’influencer marketing?

Non c’è un settore in particolare. Nel 2022 ci sono brand che non hanno ancora sfruttato le potenzialità offerte dall’influencer marketing o che si sono affacciati timidamente.

Il vantaggio competitivo sarà di chi riuscirà ad unire tutte le leve del marketing compresa quella dell’influencer marketing. In particolar modo ne trarrà maggior beneficio chi saprà sfruttare al meglio la multicanalità delle vendite integrando questa leva strategica con l’e-commerce e, in un prossimo futuro, con il metaverso.

Quali sono le 3 caratteristiche comuni del vostro roster di creator? Come li selezionate? Si fanno avanti loro o li cercate voi?

In primo luogo i nostri creator si caratterizzano per avere delle peculiarità che permettono loro di emergere in un mercato particolarmente competitivo e saturo. Potrebbero avere un talento, un approccio comunicativo o trattare tematiche attuali sui social.

Inoltre ci accertiamo che i contenuti creati risultino spontanei e direttamente rivolti alla loro fanbase. In questo modo il rapporto con chi li segue risulterà sincero ed autentico.

Infine selezioniamo profili che riteniamo abbiano idee chiare sul percorso che vogliono seguire e allo stesso tempo che siano disponibili ad ascoltare i nostri suggerimenti.

I talent si uniscono alla nostra squadra nel momento in cui condividono la nostra stessa visione e sposano a pieno la nostra filosofia di lavoro, che è professionale e creativa.

Riceviamo numerose richieste di creator che vogliono unirsi al nostro network, ma non perdiamo occasione di condurre ricerche mirate in base alle necessità del mercato.

Seguite diversi talent diventati famosi sulle piattaforme forme di streaming (ES:Netflix). Per un creator oggi è un limite essere solo social-first?

Ad oggi molti professionisti, tra cui anche gli artisti, sfruttano i social per raccontarsi e mantenere un rapporto diretto e quotidiano con i propri follower.

Ogni talent ha il proprio spazio in un mercato enorme, la forza sta nel distinguersi dagli altri. Essere social first risulta vantaggioso, non limitante, perché in generale rende i profili più appetibili ai vari marchi presenti e attivi nel mondo dell’influencer marketing.

Gruppo feel Studio

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