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Influencer marketing: tre domande a Gianluca Perrelli

In occasione dell’evento INFLUENCER MARKETING 22 organizzato da UPA, abbiamo intervistato i principali protagonisti della giornata su temi dedicati all’Influencer Marketing.

L’intervista a Gianluca Perrelli, CEO Buzzoole

Guarda l’intervista a Gianluca Perrelli, CEO Buzzoole sul nostro canale YouTube.

Scarica il digital book per leggere tutte le interviste dei protagonisti dell’evento di UPA e informarti su numeri e scenari dell’influencer marketing.

Influencer marketing. Definizioni, numeri e scenari

Di seguito un estratto dal digital book “Influencer Marketing. Definizioni, numeri e scenari” e dell’intervista di Gianluca Perrelli.

  1. Quali sono le opportunità e i rischi maggiori legati alle attività di influencer marketing nel 2022/23?

Il mercato dell’Influencer Marketing è in continuo fermento e in continua evoluzione. Specialmente negli ultimi tre anni il suo ruolo nel marketing mix è diventato ancora più centrale ed integrato, coinvolgendo budget sempre più importanti anche a scapito di altri media. Molte aziende iniziano ad organizzarsi per portare in casa, parzialmente o integralmente, le attività di Influencer Marketing.
Una transizione che ricorda la logica del Social Media Management a cui abbiamo assistito nei primi anni del 2000, quando l’approccio era essenzialmente gestito in outsourcing, per poi spostarsi verso l’internalizzazione dei processi ed infine atterrare su modelli ibridi fatti di competenze interne, strumenti e partner esterni. 
L’opportunità è quella di internalizzare uno strumento strategico, l’Influencer Marketing, aiutandosi con processi tecnologicamente assistiti in modo da rendere quanto più efficienti e puntuali le attività. Questo apre le porte a nuovi mercati sia per i pure player che per nuove categorie di creator e per le cosiddette rising star. 
Dall’altro lato il rischio è quello di governare dall’interno un contesto estremamente in evoluzione, territorio elettivo della sperimentazione per il marketing, che richiede un continuo aggiornamento delle competenze e lo sviluppo di nuove skill. I brand rischierebbero dunque di trovarsi di fronte ad un cambiamento operativo complesso a cui potrebbero non essere sufficientemente preparati.

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