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Inventore di filtri e esperto di realtà aumentata: l’intervista a Piotar Boa

Chi è Fabio B. Forgione? Su Instagram lo trovi sul profilo @piotar_boa, lui è la persona giusta a cui chiedere quando si tratta di creare e valutare il successo di un filtro. Fabio è un creator esperto di realtà aumentata: disegna e progetta filtri facciali e ambientali, che in genere vengono commissionati da aziende e messi a disposizione degli utenti. Non tutti i filtri hanno lo stesso successo, ovviamente, ma il bello della rete, come sappiano, è nella sperimentazione, continua a inarrestabile.

Fabio B. Forgione, alias Potar Boa, da agosto 2017 ad oggi ha creato oltre 200 filtri per Brands e Celebrities in tutto il mondo ed è considerato fra i 10 AR Creators di filtri al mondo, l’unico italiano ad aver partecipato alla fase Beta di Facebook (2017) e Instagram (2018).

Abbiamo fatto qualche domanda a Fabio perché siamo curiosi di avere qualche previsione per il 2024 (e qualche suggerimento utile da seguire!).

Raccontaci qualcosa su di te: come hai iniziato?

Ho iniziato ad Agosto 2017 quando venni scelto da Meta (allora si chiamava Facebook) per far parte di un gruppo “segreto” 500-600 persone di sviluppatori, creativi, 3D generalist provenienti da tutto il mondo, per testare il software AR Studio (oggi Meta Spark AR Studio) per creare i filtri in realtà aumentata sulla fotocamera di Facebook. Con mio grande stupore notai che ero l’unico italiano a far parte di quel gruppo, dove c’erano, oltre a noi, i Product Managers, Product Designers e gli ingegneri di Facebook. Io provenivo da tutt’altri settori: assicurativo, finanziario e marketing e mi chiedevo: “Cosa ci faccio qui? perchè hanno scelto proprio me?” Non sapevo praticamente nulla di AR/VR, software 3D, grafica ed ho imparato tutto da autodidatta. Il giorno fino alle 18.30 lavoravo nella mia agenzia e fino alle 2 di notte studiavo ed imparavo a muovere i primi passi in quel nuovo meraviglioso mondo.

Insieme ai miei colleghi abbiamo lavorato in gran segreto testando il software e la piattaforma, creando dai più semplici ai più complessi filtri per poi arrivare a dicembre 2017 quando la piattaforma venne aperta a tutti su Facebook e poi ad agosto 2018 su Instagram. In quell’occasione venni citato tra i Top Contributors che avevano maggiormente contribuito a rendere un progetto “Beta” quella nuova piattaforma che oggi tutti voi conoscete. Da lì iniziò la mia nuova avventura ed il nome “Piotar Boa” divenne conosciuto in tutto il mondo ed iniziai a creare “esperienze immersive” per aziende famosissime come Amazon, Meta, RayBan, Zespri, Snapchat, Iliad etc e sono diventato il primo ed unico italiano Official Partner di Meta e Snapchat per la realtà aumentata e non solo.

Quali sono le tendenze in fatto di filtri per il 2024?

A questa domanda è abbastanza difficile rispondere in base all’applicazione: Instagram, Snapchat o TikTok. Premetto che, per mia scelta, nonostante sia stato ripetutamente e lungamente corteggiato, non creo filtri per TikTok. Non ho neanche l’applicazione sul mio cellulare… il perché magari te lo racconterò un’altra volta. Su Instagram sono in forte discesa i filtri “bellezza”…che diciamocelo: hanno proprio stufato e fanno solo danni. Le persone hanno capito che è meglio mostrarsi per come si è nella realtà…. anche sui social. Un filtro make-up che ti trucca è un conto…. avere una pelle liscia o piallata o due labbroni è un altro.

Il pubblico su Instagram sta scoprendo i filtri che usano un target per attivare l’esperienza immersiva. Si inquadra una foto, un murales o una copertina di un libro e “magicamente” tutto si anima con suoni, immagini e modelli 3D. Ne trovate un paio di esempi sul mio profilo Instagram. Tuttavia molti utenti stanno usando i filtri che ti trasformano in un personaggio cartone animato/anime grazie all’A.I. In particolare su Snapchat, perchè il software per creazione di “lenti” chiamato “Lens Studio”, ha più funzioni avanzate e permette di creare delle esperienze immersive sempre più divertenti e che aumentano l’engagement.

Qual è il filtro più interessante che hai prodotto?

Non ne ho uno in particolare perchè ne ho creati oltre 300. Ti potrei dire quello che da un punto di vista professionale mi ha gratificato di più. Il filtro “Be The Gift” fatto per l’account principale di Amazon su Instagram, dove l’utente ha una scatola di Amazon che ride e reagisce in base ai movimenti della tua bocca e si apre lanciando coriandoli. Il fatto che un creator “italiano” sia stato scelto, dall’azienda più grande al mondo, per creare il primo filtro AR sul loro profilo mondiale principale, è stata una grande soddisfazione.

Come è cambiato il tuo lavoro e come sta cambiando il lavoro di creator con l’avvento della AI?

Ho avuto la fortuna di essere tra i primi al mondo a testare ChatGPT, Midjourney ed altri. Oggi la uso quotidianamente nel mio lavoro, soprattutto quando ho bisogno di avere conferme su quello che creo o quando devo scrivere un codice con funzioni complicate in un linguaggio di programmazione specifico. L’AI è uno strumento e bisogna saperla usare altrimenti…. è lei che usa te! Se ne abusi, ti rende schiavo facendoti perdere la tua identità e creatività.

Che differenza c’è nel mondo AI collegata a Instagram piuttosto che a Tiktok?

Dipende a cosa ti riferisci. Per i filtri: TikTok ha delle funzioni che usano l’AI per la voce, ti trasformano in un personaggio o ti ringiovaniscono o invecchiano grazie a dei modelli di Machine Learning chiamati GAN (generative adversarial network). Instagram non li ha ancora introdotti. A dire la verità è stato Snapchat ad introdure i primi filtri con AI ed a farli diventare virali. Ne ha migliaia ed è fantastico vedere cosa sono capaci di inventarsi i Lens Creators. Riescono sempre a sorprendermi. È un peccato che Snapchat, in Italia, non sia diffuso come Instagram e TikTok. Meriterebbe più attenzione…

Quali risorse sono utili per chi fosse interessato a saperne di più su realtà aumentata e professioni connesse?

I software principali sono: “Meta Spark AR Studio” per filtri su Instagram e Facebook, “Lens Studio” per Snapchat, “Effect House” per TikTok, “Unity” per AR su app di proprietà. Per iniziare a smanettare consiglierei di partire dai siti ufficiali dove c’è tutta la documentazione aggiornata e tanti tutorials. In alternativa, c’è sempre YouTube o far parte delle communities nei vari gruppi Facebook o Discord. Ci sono tante persone che condividono gratis trucchi e piccoli templates da cui iniziare.

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