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Dati di pazienti condivisi con le aziende

La sanità è il settore (al di là della stretta attualità) che metterà alla prova, nei prossimi mesi, i singoli e le aziende operanti sui social network.

Da una parte c’è la richiesta, crescente, del mercato di avere sempre più interlocutori su questi canali che anno dopo anno sono frequentati da nuovi utenti.
Dall’altra parte c’è una questione etica e le necessità di muoversi secondo regole precise, utili per evitare truffe.

Nel mezzo, al momento, c’è una zona grigia fatta di casi che costringono tutti noi a prestare più attenzione su quanto accade sui social che si occupano di salute.

Denunciati Meta, un ospedale e un’organizzazione non-profit

Meta, un ospedale e un’organizzazione non-profit sono state denunciate da alcuni utenti statunitensi per aver raccolto illegalmente dati sanitari, successivamente utilizzati per visualizzare inserzioni personalizzate su Facebook.

Si tratta di un’enorme violazione della privacy attuata sfruttando il codice che l’azienda di Menlo Park offre agli sviluppatori per monitorare le attività dei visitatori sui siti web. La class action è stata presentata presso un tribunale della California

Raccolta illegale di dati sanitari

Nella denuncia si legge che la raccolta illegale di dati sanitari è stata effettuata sui portali delle organizzazioni, senza il consenso dei pazienti. Tra le informazioni sensibili ci sono:

  • le patologie,
  • i nomi dei dottori e
  • le prescrizioni mediche.

Come gli utenti hanno scoperto la violazione della privacy

Gli utenti hanno scoperto la violazione della privacy quando Facebook ha iniziato a mostrare inserzioni pubblicitarie specifiche per la loro condizione di salute.

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