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Il fenomeno delle influencer bambine (e delle mamme che le gestiscono)

Si sta osservando l’emergere di un nuovo fenomeno, che riguarda i profili Instagram di bambine: le instamamme e le preoccupanti foto delle minori stanno creando un caso nuovo su cui riflettere, in arrivo dagli Stati Uniti. Troppo giovani per avere un profilo tutto loro, sono le madri a gestire le pagine delle figlie, ma con quali conseguenze?

Le mommy blogger sono molto attive su Instagram. Si tratta di un fenomeno che riguarda profili con migliaia di followers, che spesso non risparmia neanche il mondo delle celeb. Secondo un’indagine effettuata da Pew Research, Instagram rappresenta il social media preferito con la crescita più rapida fra i millenial negli Stati Uniti: il 40% sono genitori.

È giusto pubblicare le foto di qualcuno senza il suo consenso?

In genere a questa domanda risponderemmo un ovvio no, eppure con i minori eludiamo troppo facilmente questa domanda. È giusto esporre un minore alla rete? Secondo due fra i quotidiani più autorevoli al mondo, quale il New York Times e il Wall Street Journal, si sta creando un fenomeno preoccupante che riguarda i profili Instagram di influencer minorenni, con implicazioni che riguardano non solo il benessere psicologico delle ragazzine, ma anche la pericolosità di followers con tendenze pedofile.

bambina con gli smalti in meno e registra un video

Stati Uniti: inchieste sui profili Instagram di influencer minorenni

Lo scorso febbraio sono state pubblicate due inchieste da parte del New York Times e del Wall Street Journal. Questa hanno portato all’evidenza il fenomeno dell’alto numero di profili, in crescita, di influencer che si rivelano minorenni.
Troppo giovani per avere l’autorizzazione a un profilo, la vita online è gestita dalle madri, le quali – questo il tremendo risvolto – vengono contattate dai followers per avere fotografie a pagamento

Una questione legale difficile da trattare

Secondo quanto emerge dalle inchieste il fenomeno delle influencer minorenni con profili gestiti dalle mamme è noto a Meta, tuttavia la questione a livello legale non è semplice da trattare. Il materiale in oggetto, infatti, non sarebbe di natura pedopornografica, tuttavia i followers pagherebbero per avere immagini di minore vestite con abiti particolari, per avviare chat con loro. A conoscenza del fenomeno, sembra che Meta abbia provato ad arginare questa tendenza ma senza successo.

Nel 2023 responsabili della sicurezza su Meta avevano segnalato un uso improprio degli abbonamenti a pagamento su Instagram e Facebook da parte di adulti rispetto allo sfruttamento di immagini dei loro figli

Il New York Times ha condotto interviste coinvolgendo circa cento persone e analizzando qualcosa come due milioni di profili su Instagram. Alcuni commenti vengono lasciati da followers di cui si riscontranno passate condanne per reati a sfondo sessuale: si tratta di apprezzamenti al limite fatti a ragazzine che, al contrario, dovrebbero essere protette.

L’età minima per utilizzare le piattaforme Facebook e Instagram è 13 anni, che comunque riguarda un’età, e un momento della vita, estremamente delicato e influenzabile. Tuttavia, molte delle influencer minorenni mostrano di essere più piccole. Inizialmente, l’intento delle mamme è quello di dare visibilità alle figlie, tuttavia le conseguenze di questa decisione possono diventare altro.

Essere un’influencer a livello monetario può essere redditizio, ecco uno dei motivi per cui mamme e figlie, incautamente, procedono per questa strada senza rendersi conto delle implicazioni della visibilità social, soprattutto se riguardante un minore. Talvolta i genitori rispondono con l’invio di foto in modo ingenuo, altre volte il fattore denaro gioca un ruolo importante.

Che cosa è emerso con queste inchieste? I 5mila profili di influencer analizzati mostrano collegamenti con un totale di 32 milioni di follower uomini. Il pubblico maschile nel complesso rappresenta la minoranza, il 35 per cento circa, rispetto al pubblico degli account di minori analizzati, tuttavia sale oltre il 75 per cento, e in certi casi fino al 90, quando si tratta di profili di influencer minorenni con oltre 100mila follower

Essere una donna e essere bella crea engagement, è triste dirlo; mostrare parti del proprio corpo fa riscuotere consenso, da sempre, online e le piattaforme social confermano. Ma siamo davvero sicuri di volere questo? Investire, ancora una volta, sulle proprie figlie a fare del proprio corpo un commercio, anche se virtuale, significa che la strada della consapevolezza è ancora lunga. Inoltre, un ulteriore tema su cui riflettere lo fornisce Patricia Greenfield, professoressa di psicologia all’Università della California a Los Angeles. Riguarda la fama: i ragazzi di oggi desiderano la fama. Essere popolari aumenta la sicurezza in se stessi, permette di mostrarsi vincenti, aiuta a ottenere lavori migliori e uno stile di vita appariscente. Tuttavia, il talento è altro. Lavorare per esprimere il proprio lato creativo e per far uscire ciò che di unico ognuno di noi ha è un duro lavoro. La fama e la popolarità rischiano di franare facilmente, troppo velocemente.

 

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