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La replica di Chiara Ferragni a Leggo che aveva definito Fedez babysitter dei figli Leone e Vittoria

“Una mamma che lavora perché deve essere giudicata negligente?

Una mamma che si sente bene con il proprio corpo perché si deve sentire in colpa?

Una mamma che non dimentica di essere anche donna, moglie, lavoratrice, figlia, amica, perché deve essere discriminata?

Come madre, imprenditrice e donna ho la fortuna di poter dedicare molto più tempo alla mia famiglia e ai miei bambini di quanto sia concesso alle donne che lavorano sotto un capo, ma non è comunque abbastanza per un certo tipo di giornalismo maschilista e tossico.

Noi donne dobbiamo ancora una volta fare il doppio per essere apprezzate la metà!

A me stessa e a tutte voi dico: non rinunciamo a lottare e a pretendere di essere considerate al pari degli uomini”

Queste sono le parole usate da Chiara Ferragni (26M di followers su IG), attraverso una story di Instagram, per rispondere al quotidiano che – nei giorni scorsi – aveva sostenuto che il marito Fedez (13M di followers su IG) era impegnato a fare da – citiamo testualmente – babysitter ai figli di entrambi Leone e Vittoria mentre la madre era  – citiamo testualmente – a New York in versione Catwoman.

Essere donna nel 2020

“Essere donna nel 2020” è il titolo di uno dei video di Chiara Ferragni più visti sull’account Instagram dell’imprenditrice digitale realizzato per la Giornata per l’eliminazione della violenza contro le donne del 2020.

“Ho sentito – sottolinea la nota influencer italiana – i pareri di diverse persone su alcuni fatti di cronaca successi nel nostro parere e da donna mi sentivo di dire la mia per provare a cambiare un minimo la nostra prospettiva”.

“Quando si parla di omicidi – prosegue Chiara Ferragni – i media mettono spesso l’accento su dei dettagli irrilevanti, che sembrano dare delle false scuse ai comportamenti maschili. Per esempio si dice che lui era geloso o che lei gli aveva fatto le corna. Questo fa pensare che anche la donna abbia un ruolo e che la violenza passi in secondo piano o che sia in parte giustificata. Si sposta la colpa dall’aggressore alla vittima con delle frasi del tipo ‘come eri vestita’, ‘era ubriaca’”.

Photo Credit Agenzia Fotogramma

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