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Dentro i viaggi con Sara Salvestrini: la voce dietro Agonija Viaggi Crudi

Dimenticate i resort a cinque stelle, i pacchetti turistici preconfezionati e gli itinerari da cartolina patinata. Se cercate la verità di un territorio, dovete sporcarvi le scarpe. Lo sa bene Sara Salvestrini, la mente (e l’anima) dietro il seguitissimo profilo Instagram Agonija Viaggi Crudi.

Creator che attraverso i social accompagna le persone nei luoghi più selvaggi del pianeta, in questa intervista Sara ci ha raccontato come viaggiare possa letteralmente ribaltare la vita. Scopriamo di più su Sara Salvestrini, la voce dietro Agonija Viaggi Crudi.

Chi è Sara Salvestrini, alias Agonija Viaggi Crudi

Nata a Pescia – in provincia di Pistoia – il 19 agosto 2000, Sara Salvestrini è diventata un punto di riferimento per chi cerca un’idea di viaggio meno patinata, spesso lontana dalle logiche del turismo di massa e più vicina all’esperienza individuale. La sua è stata un’infanzia difficile. È cresciuta principalmente con la mamma e la sorella, ma anche con l’assenza di entrambe.

La situazione della mia famiglia è un po’ particolare. Mia sorella se n’è andata ed è sparita dalla mia vita quando ero piccola. Mio padre, invece, è arrivato successivamente ed è stato più presente nella mia vita per una parte dell’adolescenza.

La mamma è stata con lei fino ai dodici-tredici anni, quando una malattia l’ha portata a lunghi ricoveri e a una progressiva assenza.

Mamma è stata con me fino a che la sua malattia non è diventata ingestibile e, quindi, poi è stata ricoverata.

Diplomata al Liceo Artistico e Guida Ambientale Escursionistica, ha studiato Psicologia (sebbene non abbia terminato il percorso di studi).

L’infanzia, la solitudine e il rapporto con la famiglia

La solitudine precoce non è un dettaglio marginale, ma una condizione che ha influenzato il suo modo di stare nel mondo.

Ho passato molto tempo da sola. Sin dai miei dodici anni ho passato tantissimo tempo da sola e, chiaramente, sono arrivate le assistenti sociali… una ragazzina di dodici anni non può vivere da sola.

Questo ha segnato un passaggio obbligato verso una maggiore autonomia forzata. La morte della mamma poi, quando Sara aveva vent’anni, ha aperto una nuova fase esistenziale. Per Sara è stato un momento molto doloroso, ma anche una sorta di “spartiacque” in cui ha deciso di riprendersi la propria identità. È in questa fase che ha iniziato a costruire una vita indipendente.

Alla morte di mia madre, non ho reagito per niente bene. Sono andata a vivere da sola. Mi sono distaccata da mio padre, che ha avuto un bambino con la sua compagna. Mi sono allontanata da tutto ciò che riguardava la mia vecchia vita.

Sara ha, quindi, cambiato radicalmente la propria vita e iniziato un percorso di autonomia totale. Non lo racconta come una semplice reazione al dolore, ma come una trasformazione identitaria: un punto di rottura che è diventato anche possibilità di ricostruzione.

Ho iniziato a costruire la mia vita, mettiamola così. Può sembrare brutto, però sono riuscita a trasformare quel momento così brutto in uno spartiacque per riprendermi la Sara che volevo essere.

Dalla rottura alla ripartenza: il momento della svolta e le passioni di Sara Salvestrini

La trasformazione più radicale è avvenuta, quindi, dopo una serie di cambiamenti simultanei: la fine di una relazione importante, le dimissioni dal lavoro e la scelta di lasciare tutto ciò che rappresentava la sua vita precedente. È in questo contesto che è nata la decisione di ricominciare da zero e viaggiare.

Non avevo mai viaggiato in precedenza. Avevo fatto un po’ di viaggi in Italia, ma il mio passaporto l’ho fatto a ventidue anni e non avevo mai preso un aereo fino ai miei ventitré anni. È una cosa davvero recente.

Sara ha anche molte altre passioni tra cui il canto, l’arte, la natura e i viaggi, per l’appunto.

La nascita di Agonija Viaggi Crudi

Sara ci ha raccontato di aver sempre sentito il bisogno di condividere la propria storia, anche prima di diventare content creator. I primi contenuti sono nati attraverso reel e racconti brevi, ma è solo più avanti che il progetto ha preso una forma più strutturata grazie all’incontro con altre persone del settore che l’hanno aiutata a capire dinamiche e possibilità del mondo social.

Il percorso è iniziato un pochino per caso, in realtà. Sono partita per cambiare vita, letteralmente dopo essermi licenziata, dopo aver rotto una relazione molto, molto importante, dopo aver lasciato tutto, letteralmente tutto, per ricominciare.

Il progetto Agonija Viaggi Crudi è nato dall’incontro tra la necessità personale e l’opportunità professionale. Ha visto la luce l’idea di consulenze e servizi di travel planning: non vendere sogni, ma competenze concrete. L’approccio di Sara è chiaro: chi viaggia da sola, chi ha iniziato da poco o chi ha bisogno di supporto organizzativo può affidarsi a lei per costruire esperienze più consapevoli.

Ho conosciuto le persone giuste che mi hanno introdotta nel settore, facendomi vedere come funzionava, spiegandomi un po’ di cose. Mi hanno dato una grandissima mano.

Le consulenze sono arrivate, quindi, di conseguenza. A differenza di quanto si possa credere, fare la content creator non significa essere ricca.

La gente pensa che, se hai 150mila follower, allora hai i soldi. No, 150mila follower sono semplicemente tante persone che ti guardano. Poi, se queste 150mila persone sono conversioni monetarie, è diverso. È chiaro che, a quel punto, è importante il numero di follower che hai.

Solitamente, però, non è così: si parla di percentuali bassissime e una conversione monetaria molto bassa.

Quindi, come si fa a sopravvivere dall’altra parte del mondo, disoccupata e da sola? Viaggio da un bel po’ da sola e le persone mi chiedono come faccio. Perfetto, perché non insegnarglielo facendomi pagare? Alla fine, vendo le mie competenze.

Il suo sogno da piccolina era fare l’esploratrice. Pensava fosse impossibile come cosa e, invece, crescendo si è resa conto che, più o meno, è quello che fa adesso!

Aiutare gli altri e l’ispirazione che nasce dalla vita quotidiana

Uno degli elementi più distintivi del racconto di Sara è il rapporto con i contenuti di viaggio. Il suo approccio si distanzia dalla logica delle “destinazioni top”. Non si concentra sul promuovere luoghi specifici, ma sull’idea di viaggio come esperienza trasformativa. I suoi contenuti spesso non includono nemmeno la geolocalizzazione precisa: una scelta consapevole che riflette anche una posizione critica nei confronti del turismo di massa e della sovraesposizione delle destinazioni sui social.

Non è che parli proprio tanto delle destinazioni. È più un discorso emotivo e motivazionale. E l’ispirazione per i miei contenuti credo che venga, principalmente, da cose che osservo e che vedo e che voglio trasmettere.

Sara ha un background di studi di Psicologia – come detto prima – per cui aiutare gli altri è sempre stato qualcosa che le sta molto a cuore.

Le destinazioni che le hanno cambiato la vita

Nel suo percorso, alcune destinazioni hanno avuto un impatto particolarmente forte. La Thailandia è stato il primo grande viaggio backpacking, quello che ha segnato un prima e un dopo nella sua percezione del mondo. Subito dopo è arrivata l’Indonesia, che l’ha colpita soprattutto a livello paesaggistico ed è diventata fonte di ispirazione per futuri viaggi di gruppo.

Sono stata un mese in Thailandia e lì ho capito che la mia vita non sarebbe mai più stata la stessa.

Tra i luoghi in cui tornerebbe immediatamente c’è Dahab, in Egitto, che ha rappresentato per lei un momento di rottura e consapevolezza personale. Dal punto di vista lavorativo è stato il punto di svolta ma, soprattutto, è stato un cambiamento personale: si trovava in un luogo meraviglioso e si è innamorata completamente della sensazione di libertà che provava dopo essersi licenziata.

Mi ricordo che stavo in questo posto meraviglioso, meraviglioso, veramente meraviglioso e ci ho perso la testa. Mi sono completamente innamorata di quella sensazione di libertà. Mi ricordo ancora che mandai un messaggio a mio padre dicendogli: ‘Guarda, io non tornerò più per un anno’ e lasciai anche il mio compagno, dopo una lunga meditazione sulle spiagge del Sinai.

Tra le destinazioni più sottovalutate, ha citato Cambogia e Laos, mentre considera la Cina una sorpresa positiva rispetto agli stereotipi diffusi, soprattutto per la sua apertura sociale e la modernità delle nuove generazioni.

La Cina… oddio, la Cina. La Cina è meravigliosa. La Cina, forse, è una delle mie preferite in assoluto.

Il suo prossimo grande sogno? Sono Sud America e Centro America. È una parte del mondo che sogna da tempo e che visiterà presto.

Un modo diverso di raccontare il viaggio

Sara Salvestrini ci ha raccontato che fa molta lotta ai pregiudizi. Per lei, i social devono soprattutto insegnare qualcosa. Non le interessa raccontare quanto sia bello un posto o fare i classici contenuti del tipo “i cinque posti più belli d’Italia“.

Come detto prima, quando pubblica delle foto, spesso Sara non inserisce nemmeno la posizione. La rincorsa alle destinazioni virali ha contribuito al turismo di massa e lei non si riconosce in questo modo di raccontare i viaggi.

Faccio tanta lotta ai pregiudizi. Tutto ciò che serve sui social è, principalmente, qualcosa che ti insegni qualcosa. Io non voglio parlare di quanto sia bello un posto perché, comunque, sono anche contro il turismo di massa.

Quello che le interessa davvero mostrare è che si può viaggiare senza paura, che il mondo è molto più accogliente di quanto spesso immaginiamo e che viaggiare da soli è possibile. Le piace anche raccontare quanto il mondo sia diverso da come siamo abituati a viverlo.

I consigli che dà a chi vuole partire

Sara riceve spesso messaggi da persone, soprattutto donne, che non hanno mai viaggiato da sole e che vogliono partire per destinazioni “impegnative” come primo viaggio.

Mi sono capitate donne che non avevano mai viaggiato e che magari come primo viaggio, primo aereo, prima esperienza da sola, volevano andare in Colombia. Io non ci sono mai stata, ma la Colombia mi sembra un po’ eccessiva come prima esperienza da sole.

Per questo, Sara suggerisce quasi sempre il Sud-Est asiatico: la considera una delle aree più semplici e accessibili per iniziare a viaggiare da soli.

Il lavoro da content creator tra psicologia, arte e strategia

La creazione di contenuti – racconta Sara – non è mai un processo lineare. Alcuni video nascono in pochi minuti, altri richiedono ore o giorni di lavoro. Non esiste una regola fissa e spesso il risultato dipende da una combinazione di intuizione ed editing. Secondo lei, questo lavoro è come una forma di psicologia applicata, perché richiede la capacità di capire cosa può attivare interesse ed emozioni nelle persone.

A volte fai un video scemo che sai che funzionerà perché è simpatico o, anzi, nemmeno lo sai! Semplicemente, impieghi dieci minuti di editing, la canzone giusta e per qualche motivo funziona. Magari nemmeno l’hai editato, magari sei semplicemente tu che racconti e dici qualcosa di simpatico.

Allo stesso tempo, c’è una componente artistica legata al videomaking e allo storytelling visivo.

Altre volte occorrono ore, ma ore davvero, ore, ore, ore. Ho passato pomeriggi interi. Ci sono Reel – come, ad esempio, alcuni degli ultimi – che hanno funzionato molto bene. Creare contenuti non è assolutamente semplice. Chi pensa che lo sia, è bene che si informi!

Se si parla di lavoro, infatti, c’è un motivo. Secondo Sara, alla fine, è psicologia pura e questa cosa le piace perché va a unire tutto ciò che ha studiato.

Si tratta di psicologia, perché è tutto progettato per funzionare bene con gli interessi delle persone. Arte perché, comunque sia, c’è una componente artistica, soprattutto di videomaking o di editing.

Una delle difficoltà maggiori come content creator è, però, la richiesta continua di presenza. Molte persone pensano che chi crea contenuti abbia sempre tempo per rispondere a qualsiasi messaggio, a qualsiasi ora del giorno.

Le persone pensano che tu non abbia niente da fare e si aspettano sempre che tu abbia tutto il tempo del mondo per stare lì e rispondere a qualsiasi ora, tutto il giorno, tutto il tempo, quando chiaramente non è così.

In realtà, dietro ai social c’è un lavoro vero e proprio e non è possibile essere sempre disponibili.

I social e i progetti di Sara Salvestrini, alias Agonija Viaggi Crudi

Travel coach, content creator e Guida Ambientale Escursionistica, Sara Salvestrini è presente su Instagram dove è, attualmente, seguita da circa 65mila follower.

Ti porto nel crudo, ma te lo faccio apprezzare. Viaggi di gruppo. Ti creo itinerari TOP.

Instagram è il suo principale canale di comunicazione. Ma quali sono i suoi progetti futuri? Non solo la crescita sui social, ma la costruzione di una vera e propria community fisica e simbolica: uno spazio che unisca viaggio, natura e dimensione artistica. Tra i progetti più importanti c’è lo sviluppo di viaggi di gruppo e la crescita del suo brand come realtà strutturata, con una componente sociale e potenzialmente anche umanitaria.

Sta diventando un brand, certo! Però, c’è bisogno di un po’ di tempo ancora. C’è bisogno di tempo, c’è bisogno di persone, c’è bisogno di capire, di studiare. Mi piacerebbe che diventasse qualcosa di più grande, più sociale, più artistico. Vorrei tanto avere progetti umanitari, ad esempio. Insomma, come dico sempre: ‘Piano piano!’

Più che raccontare il mondo, Sara Salvestrini racconta ciò che il mondo può fare alle persone quando decidono di attraversarlo con curiosità e senza pregiudizi. È proprio questa prospettiva a distinguere Agonija Viaggi Crudi: un progetto che usa i social non per inseguire le destinazioni di tendenza, ma per invitare chi lo segue a partire, conoscersi e costruire il proprio percorso, un viaggio alla volta.

Immagine del profilo foto credit account Instagram @agonija_viaggi.crudi

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