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Seoul Mafia, dal Kpop a Youtube

Da Carnate fino in Corea, la storia di Marco Ferrara non è quella di un classico ragazzo di provincia. La sua adolescenza è stata caratterizzata dalla passione verso la cultura coreana e giapponese, si avvicina al genere musicale K-pop e ne fa proprie le movenze. Questo è l’esordio di Seoul Mafia, che da un piccolo paesino italiano è riuscito a emigrare alla conquista del mondo.

Il K-pop

Il K-pop è un genere musicale che Marco ha sempre sentito suo, fin dalla prima volta in cui l’ha ascoltato, quei colori e quell’allegria l’hanno subito stupito, forse proprio perché erano lontani dalla tradizione musicale nostrana.

Così nasce il desiderio di Marco di partire verso un posto in cui può approfondire le sue passioni. La storia di Marco Ferrara resta un esempio importante per tutti i giovani che vogliono sfondare nel mondo dello spettacolo: la tenacia è fondamentale per realizzare i propri obiettivi! Il ragazzo infatti ha passato anni e anni a studiare sui libri di scuola, ma non le classiche materie, il suo desiderio era scoprire sempre più informazioni sulla Corea e la sua cultura. Ha coltivato la passione e la conoscenza per le lingue finché è riuscito a raggiungere il Paese che lo incuriosiva tantissimo. Il web e i social su questo punto svolgono un ruolo fondamentale perché permettono a chiunque di dimostrare le proprie capacità attraverso un pc. Adesso Marco vive lì con l’amore della sua vita e una carriera in continua ascesa.

Conosciamo meglio l’idolo dei teenager coreani e la sua storia!

Chi è Seoul Mafia

Foto Credit: Account Instagram @seoulmafia

Nato nel 1989 a Vimercate, Marco Ferrara ha compiuto 31 anni quest’anno. L’Italia è il suo paese d’origine ma lui in realtà non si è mai sentito italiano per quanto riguarda le passioni e la cultura. Fin da piccolissimo il ragazzo studia la cultura giapponese e coreana, non perde mai un’esibizione dei cantanti pop americani e si appassiona ad un movimento musicale denominato K-pop. A differenza dei compagni di scuola, Marco non gioca a calcio ma si iscrive al corso di pallavolo, già questa scelta, lo mette al centro di tantissime critiche da parte degli amichetti che iniziano a bullizzarlo.

L’infanzia di Marco

Marco, in definitiva vive l’isolamento di chi si sente diverso e preferisce seguire le sue passioni piuttosto che conformarsi agli altri. Il risultato lo si vedrà di lì a breve, perché il successo, sarà immediato. Tornando alla sua infanzia, il giovane inizia a sfruttare ogni momento libero per coltivare la sua passione, in tutto questo però non trascura mai la scuola e lo studio rendendo i suoi genitori fieri dei risultati che anno per anno riesce a raggiungere. Marco però è indifferente alla vita brianzola, il suo sogno è andare via da un Paese che non lo apprezza per quello che è, vorrebbe sfondare nel mondo della musica ma in Italia il panorama non è ancora pronto ad accettare una melodia diversa come quella che lui propone.

A casa, Marco non confessa mai di ascoltare il K-pop e non rivela i suoi progetti a nessuno, nonostante parta spesso per provini al di fuori dai confini del Paese. Nel suo libro, dove confessa tutti i sentimenti provati nel corso degli anni, rivela di non essersi mai esibito di fronte ad amici e parenti, perché il problema della sua balbuzie peggiorava davanti alle persone che conosceva.

L’infanzia di Marco è stata all’insegna della scoperta di sè stesso, fin da piccolo ha sempre capito che per sfondare bisogna mostrare la vera personalità, ecco perché ha deciso di partire e rifarsi una carriera lontano da casa. In una recente intervista il trentunenne, ha confessato che il suo più grande sogno è ritornare in Italia, questo viaggio sarebbe per lui un’importante rivincita poiché riuscirebbe a rientrare nel suo paese come idolo dei teenager che fino a pochi anni prima lo criticavano per le sue passioni non convenzionali.

Marco Ferrara

Chi è Marco Ferrara davvero? Dopo aver visto le vicissitudini che portano il giovane Seoul Mafia a studiare per imparare il più possibile sulla Corea, scopriamo la storia successiva. Il tutto inizia all’età di tredici anni quando, grazie al web, Marco riesce a comprendere che se vuole fare successo deve ricercare un talent fuori dall’Italia. La cultura del K-pop è sconosciuta in Italia, si tratta infatti di musiche e ballate leggere e malinconiche che hanno conquistato solo un pubblico di nicchia, ma non consentono ad un’artista di poter costruire un futuro con il suo lavoro, specie in un Paese che ha una cultura musicale lontana anni luce da quella coreana.

I provini e il canale Youtube

Poco dopo l’inizio dei provini fatti sul web, le esibizioni di Marco vengono notate, lui è ancora giovane e i genitori sono un po’ restii nel farlo partire alla volta di Londra solamente per un provino. Anche in questo caso, la tenacia del ragazzo ha permesso al suo destino di cambiare, parte così per Londra ad esibirsi.

Dire che il suo spettacolo è stato un successo è troppo riduttivo, viene infatti spedito immediatamente in Corea, dove verrà edotto in relazione alla DEF dance e a tutti quei particolari che ancora non conosceva bene. La passione ha permesso a Marco di emergere, di imparare tutto ciò che non sapeva e di diventare l’idolo che ancora oggi è. Questo è il momento in cui il ragazzo decide di aprire il canale Youtube, sarà la scelta che darà la svolta alla sua carriera!

I social sono una grande opportunità per gli artisti, consentono infatti a chi riesce a farsi notare di raggiungere il successo in poco tempo. Così capita a Marco, che viene notato da un’agenzia che gli propone di partecipare ad uno show molto speciale: Survival Show Dancing 9.

Le esibizioni di Marco sono uniche, anche perché riesce a coniugare insieme sia le sue origini italiane, sia tutto quello che riesce a imparare a Seoul. La sua carriera decolla facendolo diventare un idolo non solo in Italia ma anche e soprattutto a Seoul il Paese che lui considera ormai la sua nuova patria.

Quella di aprire un canale Youtube è una scelta davvero speciale, il desiderio di farsi conoscere nasce dal fatto che esibendosi sul palco si sente limitato, Marco aveva bisogno di far scoprire al pubblico qualcosa in più, di sentirsi lui stesso regista della sua vita. Su Youtube mette in scena il suo teatro personale, riesce a farsi conoscere ed è soprattutto libero di dire e fare ciò che vuole.

La scelta del nome sui social

Ma partiamo dagli inizi: dopo le apparizioni in tv, sondando attentamente il terreno, Marco capisce che c’è un bel po’ di pubblico che lo ama. Ma come farsi seguire ancora di più? Ovviamente la risposta è condividendo informazioni sulla sua vita, piccoli aneddoti della sua quotidianità ma anche i momenti più importanti della sua carriera, e dove farlo se non sui social?

Nasce così il canale Youtube Seoul Mafia. Marco in realtà non spiega mai il motivo che porta alla scelta di questo nome per il suo canale, è possibile dare qualche ipotesi ma forse lasciare un alone di mistero è il suo obiettivo. Sicuramente c’è riuscito visto che sono sempre di più coloro che sotto i video ma anche su Instagram chiedono l’origine del nome. Insomma, Seoul è il Paese che gli ha dato ospitalità e gli ha permesso di diventare l’artista che è oggi. Mafia invece è un nome tipicamente italiano, molto conosciuto all’estero per ovvie ragioni, soprattutto nelle zone orientali del mondo. Non siamo certi sia questa la ricostruzione da dare, confidiamo nel fatto che Marco un giorno deciderà di rompere il silenzio e dare una motivazione ben chiara di tale scelta.

I social sono sempre grande fonte di ispirazione per chi è alla ricerca di nuovi talenti, si tratta di un posto in cui si possono vedere e rivedere i provini di giovani dotati e non, che riescono a emergere, ecco perché Marco Ferrara riuscirà a farsi conoscere proprio grazie a Youtube.

Foto Crediti: Account Instagram @seoulmafia

Il canale social Seoul mafia, cresce a rilento, solo mille iscritti in oltre un mese di vita, come mai le cose vanno così male? La risposta è data dal fatto che Marco gira i suoi video in italiano, quindi un pubblico internazionale si ritrova impossibilitato a seguirlo. Nel corso del tempo crede sempre di più al suo progetto e modifica leggermente ciò che fa vedere sui social.

I suoi video di li a breve saranno incentrati sulla conoscenza del paese che lo ospita. Marco inizia così a girare per Seoul filmandosi, realizza quelli che noi italiani chiamiamo vlog. Assaggia i cibi tipici del posto in diretta e fa conoscere al suo pubblico italiano la K-pop, la musica che lo appassiona.

La svolta si avrà solamente nel 2018, quando insieme al gruppo cui è stato assegnato si esibisce e pubblica i video su Youtube. Marco infatti ha una carriera parallela, cantante in Corea e Youtuber in Italia, queste sue due passioni riescono a coniugarsi e sinergicamente gli danno la spinta per raggiungere il successo. Vedere un ragazzo italiano in una band di coreani è molto strano e questo desta subito grande interesse tra il pubblico. Anche perché Marco riesce comunque a mantenere la sua individualità mostrandosi perfettamente in grado di gestire il successo e le movenze della K-pop.

Diventa un idolo, i giovani lo adorano, quella che era solo una musica seguita da appassionati del genere, viene conosciuta da tutti. Marco diventa un personaggio, non c’è molto altro da aggiungere. Ma come riesce a raggiungere un pubblico di oltre 300 mila iscritti? Anche qui è necessario fare una piccola premessa.

Marco non rinnega le sue origini italiane e desidera farle conoscere anche al pubblico in Corea, inizia così a farsi vedere con i suoi colleghi di band, li sfida a pronunciare parole e detti in Italiano e prova a fargli persino assaggiare il nostro cibo. Il risultato non può che essere un successo. Specularmente fa la stessa cosa con i seguaci italiani sfidandoli ad adeguarsi alla cultura coreana, sono tantissime le dirette con Youtuber del nostro paese che testano la conoscenza della lingua.

Il gruppo K-Pop di Seoul Mafia

L’entrata nel gruppo di K-pop è tutta una storia che Marco adesso racconta con ironia ma al tempo l’aveva lasciato esterrefatto. Il motivo nasce ovviamente dalle differenze culturali ma non solo. Partiamo dall’inizio, da quando nasce la passione di Marco per il K-pop. Lui stesso racconta che sentendo queste parole voleva capire meglio di cosa di trattasse, inizia così la sua passione per la Corea. Digita su Youtube il nome e scopre un’infinità di video, foto, balli, esibizioni: si innamora della cultura della megalopoli.

I colori, il divertimento, il senso di tranquillità che la Corea sembra emanare conquista Marco. Inizia ad allenarsi, studia bene le sue esibizioni e desidera partecipare ai provini. I suoi amici glielo sconsigliano, lo invitano a desistere ma per lui la strada è ormai segnata. La svolta si ha quando viene preso per l’equivalente coreano di X-factor, parte da Londra a Seoul: entra a far parte di una band!

Il gruppetto musicale è composto da quattro partecipanti tra cui un italiano, sarà in questo periodo che inizierà a comprendere e delineare meglio la differenza culturale. In primis Marco conferma che la lingua è una delle barriere che più di ogni altro hanno reso difficile l’amicizia con i compagni: vivevano sotto lo stesso tetto ma comunicare era impossibile. Ci sono poi gli orari, a Seoul nulla è come in Italia. I ragazzi seguono una dieta particolare che li porta a mangiare una sola volta al giorno, cosa impensabile per un italiano.

Inoltre, si allenano di notte: in serata si susseguono lezioni di canto, danza classica e moderna, il tutto fino alle sei del mattino. Ore di sonno previste dal programma? Solamente quattro! Marco è sul punto di mollare come lui stesso scrive nel suo libro uscito a Novembre, poi ci ripensa, inizia ad abituarsi a quei ritmi, prende confidenza con i colleghi ma soprattutto impara la lingua. Nasce un’amicizia inossidabile, perché seppur lontani dalla nostra cultura, i coreani sono comunque amichevoli e ospitali. Trovato il punto d’incontro, non resta che raccontare il prosieguo della storia.

La love story di Seoul Mafia con Jiho

Il racconto di Marco non finisce con l’amicizia nata con la sua band, il ragazzo infatti ci racconta un po’ di più su quello che è successo una volta arrivato in Corea. Dapprima dice di essere riuscito a diventare così popolare perché lui incarna i tipici canoni estetici del Paese, rimarcando ancora di più quella che è la differenza culturale con l’Italia. A Seoul infatti una ragazzo con occhi grandi, sopracciglia molto folte e magro è il perfetto adone da seguire. Inoltre, il fatto che mostrasse sui social le parti più belle del Paese, gli ha consentito di diventare testimonial del turismo della Corea in Italia.

Testimonial del turismo della Corea

Il ragazzo confessa di venire pagato proprio dall’agenzia per il turismo, e questa è un’opportunità lavorativa che non lo lascia indifferente. Confessa però che in Corea, sul fatto dell’omosessualità sono molto più chiusi che in Italia e questo non gli ha mai permesso di fare coming out e godersi serenamente la sua storia d’amore.

Passano ben sette anni prima di poter rendere nota la relazione con Jiho. Anche perché confessa che in tv, essendo l’idolo delle teenager coreane, non poteva dire di avere un fidanzato, quindi era costretto a mostrare una personalità che non gli apparteneva.

La storia col fidanzato nasce immediatamente dopo il suo arrivo, i ragazzi lavorano entrambi per la stessa agenzia, diciamo che si tratta di amore a prima vista. Un italiano e un cinese, Jiho passa molto tempo lontano dalla Corea, il suo lavoro principale ha sede in Cina. Le cose però iniziano ad andare male con l’acuirsi della pandemia.

I ragazzi saranno separati per più di due anni. Seoul mafia confessa infatti che in Oriente è molto più difficile spostarsi che nel resto del mondo, le città richiedono una quarantena di ben due mesi, e a sopportarne la spesa è ovviamente chi viaggia. Bisogna rimanere in hotel e non si può tornare a casa propria, pertanto i costi lievitano diventando insostenibili.

Il risultato è che lui e il fidanzato non possono vedersi fino al gennaio del 2022. Finalmente dopo ben due anni di lontananza, si riabbracciano, filmando la scena e condividendola con i fan. Sulla loro storia Marco ha riempito le pagine di oltre la metà del suo libro, il loro è un legame indissolubile che li porta a stare insieme ancora dopo ben sette anni.

Nonostante le mille difficoltà, l’affetto che li lega è davvero forte. Inoltre, Jiho è il make-up artist di Seoul Mafia, il suo primo fan e la prima persona che ha davvero creduto in lui e nelle sue capacità. La distanza per loro non è mai stata un problema anche perché erano abituati a stare lontani per via del lavoro di entrambi, mai hanno avuto l’idea di lasciarsi, anzi, presto potranno coronare il loro sogno d’amore.

Foto Credit: Account Instagram @seoulmafia

Uno dei temi più ricorrenti nelle interviste di Seoul mafia è quello relativo ad un suo possibile trasferimento in Italia. Il ragazzo torna spesso nel nostro Paese, soprattutto per poter rivedere la sua famiglia.

Negli ultimi anni, a causa della pandemia, è stato impossibilitato a viaggiare, costretto a rimanere nella città che gli ha permesso di diventare quello che è oggi. In futuro però Seoul Mafia confessa di voler fare altro.

La vita nella megalopoli è davvero frenetica, non si ha nemmeno il tempo di pensare, di rilassarsi, si lavora come degli automi, lasciando poco spazio alla propria individualità. Per quanto Marco sia amante di quello stile di vita, da qualche anno sente l’esigenza di trasferirsi, sempre in Corea, ma verso la periferia.

Vorrebbe poter vivere in un piccolo appartamento, magari in mezzo alla campagna. Uno dei suoi desideri è quello di poter un giorno tornare in Italia, a lavorare proprio in quel Paese che ha dovuto lasciare perché non si è mai sentito accettato. Le sue interviste si concludono sempre con un inno ai giovani, se uno come lui è riuscito a diventare una pop star in Corea, vuol dire che niente è impossibile. Non bisogna mai adeguarsi alla massa ma emergere per dimostrare le proprie capacità.

Questo è il consiglio spassionato che vuole dare a quei giovani che hanno paura di seguire le loro emozioni.

Seoul Mafia su Youtube: i video più belli

Impossibile in poche righe descrivere quelli che sono i video più belli di Marco Ferrara su Youtube, il motivo è molto semplice. Oltre ad avere un canale perennemente aggiornato, il ragazzo propone sempre contenuti davvero interessanti, in ognuno di essi mostra una parte del paese asiatico che lo ospita. Tutti i video e le dirette meritano di essere studiate con attenzione. Se proprio bisogna fare una cernita di quelli che sono i video più interessanti, non si può non citare quelli in cui mostra gli spot degli snack coreani.

Cultura italiana vs cultura coreana

La cultura italiana è molto diversa, soprattutto dal punto di vista dell’alimentazione e gli spot lo riflettono in maniera davvero chiara e nitida. I video realizzati in collaborazione con i suoi amici coreani sono esilaranti a dir poco. Proprio la differenza di lingua e cultura consente di vedere quanto per loro sia strano il nostro comportamento e viceversa. Marco però riesce anche a mostrare che ci sono tanti punti di incontro tra le due culture.

Questa peculiarità è sicuramente uno dei motivi per cui il successo è arrivato così velocemente, saper cogliere il bello non è da tutti. Il giovane Ferrara, da immigrato italiano in Corea è riuscito a trasformarsi in una star concedendosi anche il lusso di poter scegliere cosa fare e cosa mostrare. Un traguardo che non può che essere celebrato anche nel nostro Paese.

Marco e Instagram

Youtube non è l’unico social di Marco Ferarra, il suo Instagram è famosissimo, non solo in Italia ma anche in Corea, dove agli esordi è l’idolo di molte ragazzine adolescenti che non si perdono un suo post. Ma anche in Italia è impossibile non dare uno sguardo al feed di Marco Ferrara, l’immigrato italiano in Corea ha oltre 300 mila follower, i suoi seguaci sono teenager che amano il suo modo di fare musica.

Il ragazzo sui social mostra sprazzi della sua vita quotidiana, si sente libero di dire ciò che pensa e ciò che vuole comunicare con il mondo. In Italia viene spesso intervistato dalle testate giornalistiche più importanti, il motivo è semplice, diventare una pop star in un Paese con la cultura così diversa dalla nostra è un’avventura straordinaria.

I video in cui assaggia il cibo tradizionale della Corea sono quelli diventati più famosi, proprio perché noi italiani abbiamo una cultura che gira tutta attorno al cibo e all’alimentazione e siamo molto curiosi di scoprire le tradizioni lontane dalla nostra.

Tutta colpa del K-Pop, il libro

Il suo libro, pubblicato nel Novembre 2020, è frutto di un percorso introspettivo che l’ha portato a scoprire anche un po’ di più sulle sue passioni, forse è stata la chiave di volta che lo ha spinto a concretizzare la storia con Jiho, un ragazzo che ha subito compreso la sua vera personalità. Partire per Seoul è stata più che altro una sfida, riuscire ad adeguarsi ai ritmi della megalopoli non è stato semplice, ci sono stati sacrifici enormi, che un ragazzo così giovane non avrebbe mai potuto fare.

Foto Credit: Account Instagram @seoulmafia

Lui stesso si stupisce per quello che è riuscito a fare, da solo, lontano dalla sua famiglia e spinto dal desiderio di voler emergere seguendo quelle che sono le sue passioni. Il coraggio e la tenacia pagano sempre, impegnarsi in quello che piace veramente, per quanto difficile e pesante possa essere, diviene naturale.

Nel suo libro Marco vorrebbe far riflettere i giovani, ormai alla soglia dei trentuno, reputa infatti di poter dare qualche consiglio, soprattutto perché in pochi anni è riuscito a raggiungere il successo. Adesso non resta che vedere cosa Marco Ferrara farà nel futuro, ha già mostrato il desidero di allontanarsi per un po’ dalla megalopoli ma ancora è tutto da vedere, possiamo comunque continuare a seguirlo sui social, scoprendo un po’ di più della Corea e anche di Marco, idolo in una città lontana dalla sua e ora uomo che ha raggiunto tutti i suoi obiettivi.

Foto Credit: Account Instagram @seoulmafia

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