Gli Stati Uniti d’America rappresentano uno dei primi paesi al mondo per iscritti sui social media. Secondo l”ultima indagine di Pew Research Center, sempre più adulti amano trascorrere del tempo davanti al proprio computer o al proprio telefono e l’84% degli americani adulti (dai 18 anni in su) usa YouTube almeno una volta al giorno, seguito da Facebook (71%), Instagram (50%), Tiktok 37% e Whatsapp. Si tratta di statistiche che riflettono abitudini diffuse anche in altri paesi come l’Italia, dove la preferenza dei più giovani va verso Instagram e Tiktok e la fascia di età che va dai 50 anni in su sempre più attiva sui social media ma predilige Facebook e YouTube. Ovviamente ciascun paese ha le proprie specificità e anche se esistono similitudini con altre realtà come lo spostamento dell’influencer marketing verso i micro-influencer. Parlando degli Stati Uniti non si può non citare Donald Trump, che ha fatto dei social media i propri megafoni. Ecco le ultime novità Oltreoceano.
Politica e società: Trump ha perso il proprio fascino
Oggi sempre più politici usano i social media per comunicare i propri programmi, condividere foto di incontri ufficiali e festeggiare gli obiettivi raggiunti. Trump in questo senso rappresenta un esempio e già dal 2016, anno della sua elezione, aveva dimostrato di essere abile nella comunicazione social. Oggi oltre a postare contenuti su Facebook o X si è costruito un social network tutto suo dove quasi tutti i giorni pubblica testi e immagini spesso provocatorie: Truth. Con la guerra in Iran Trump però ha perso diversi consensi anche dall’elettorato Maga (Make America Great Again) e sui social media si possono leggere commenti di contrarietà.

New York protagonista grazie alle elezioni e ai Knicks
Per i suoi grattacieli, le sue tradizioni e le opportunità che offre New York è una delle città più visitate al mondo. Negli ultimi mesi però la Grande Mela è salita alla ribalta delle cronache non solo per le sue bellezze ma per due avvenimenti importanti: l’elezione di Zohran Kwame Mamdani a sindaco e il raggiungimento della finale Nba da parte dei New York Knicks.
La vittoria di Mamdani ha avuto un eco internazionale perché per le sue idee e la sua storia rappresenta per tanti una valida alternativa a Donald Trump. Mandami è un democratico esponente della corrente più a sinistra del partito, giovane e che ha vinto in una città dove oltre al lusso tanti cittadini vivono sulla loro pelle le disuguaglianze, il razzismo e l’insicurezza. La sua vittoria non era scontata e oggi Mamdani anche viene visto come un riferimento tra i partiti progressisti, liberali e verdi. Come gran parte delle personalità che occupano cariche istituzionali, anche il sindaco di New York è solito condividere novità sui social media. Mandami dispone di due account, quello personale e quello di sindaco e i contenuti che i suoi manager pubblicano riguardano i suoi provvedimenti, le celebrazioni alle quali prende parte e talvolta i suoi ideali politici o i momenti del tempo libero. Nel mese di maggio i post che hanno avuto più successo hanno avuto a che con incontri con i cittadini, il diritto allo studio e all’assistenza.
Anche l’accesso alle finali dei Knicks non è sfuggita a Mamdani e pochi istanti dopo la vittoria dei Knicks, il sindaco newyorekese ha celebrato il successo per 4-0 nella serie in modo spiritoso taggando l’account social del servizio di nettezza urbana di New York e ha scritto: “Vorrei segnalare una vittoria schiacciante”. Infatti, ora che la stagione regolare è finita si giocano i playoff il pubblico sportivo hanno puntato gli occhi sui New York Knicks, squadra Nba rivelazione dell’anno che l’ultima volta ha raggiunto le finali risale al 1999. Anche sui social media la squadra newyorkese sta riscuotendo successo dato che Josh Hart, cestista di Knicks ha 1 milione di follower su Instagram, la guardia Jalen Brunsono ne ha 1,2 milioni e il lungo Karl-Anthony Towns conta 4,3 milioni di follower. L’account Instagram della squadra ha 4,8 milioni di follower. Inoltre, sia i media di New York che quelli nazionali stanno parlando molto della squadra di New York. Così, diverse attività con sede nella Grande Mela hanno indetto concorsi online per i tifosi, i residenti e gli appassionati di pallacanestro.
Il social media marketing si sposta verso i microinfluencer
Come dimostra il caso dei Knicks, negli Stati Uniti tanti marchi mettono in atto strategie di social media marketing e TikTok risulta il primo social netwoek più sfruttato, seguito da Facebook, Youtube e LinkedIn. Il video è il formato di contenuto più usato. Oggi però per la scelta di uno o più testimonial le imprese guardano con interesse agli autori con un numero di follower inferiore rispetto ai top influencer.
Uno dei marchi che ha scommesso sui micro influencer è Burt’s Bees che produce cosmetici naturali e che nelle ultime settimane ha condiviso sul proprio account Instagram due video di due autrici di contenuti che mostrano l’uso dei prodotti nella vita quotidiana. Anche la catena di supermercati Walmart ha messo a punto strategie con parrucchiere e truccatrici. Oggi buona parte dei marchi stipula accordi di collaborazione con piccoli autori e più della metà delle aziende intervistate ha intenzione di prolungare i rapporti in essere, spesso con una tariffa a post. I micro creator chiedono tariffe che vanno dai 500 dollari ai 2.000 dollari, mentre i contenuti creati dagli utenti (User generator content, Ugc) vengono pagati al di sotto dei 500 dollari. Proprio gli Ugc restano un formato che sta andando forte perché consentono di pubblicizzare i prodotti senza troppa lontananza dal pubblico e gli autori sono spesso persone comuni.
Il passaggio verso gli influencer con un numero minore di follower rispetto a quello delle celebrità non rappresenta una dimostrazione di sfiducia verso i social media, tanto che 72,22% degli intervistati prevede un aumento del budget destinato agli influencer superiore al 50% .
L’avanzata dei micro infuencer non ha eliminato il potenziale dei personaggi famosi, tanto che diversi attori, attrici, cantanti e atleti prestano il proprio volto per delle campagne promozionali anche sui social media.
