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Rosa Chemical da Gucci a Sanremo: curiosità e canzoni

Che il processo di svecchiamento del Festival di Sanremo sia già in atto da qualche tempo è un dato di fatto certo e assodato, tuttavia l’edizione numero 73 promette di premere sull’acceleratore delle novità e convoca a rapporto una delle personalità più eclettiche, anticonformiste e dissacranti del panorama musicale contemporaneo: Rosa Chemical.

Per i pochi che ancora non lo conoscessero, suggeriamo la visione di qualche suo video musicale. Per comprenderne appieno la poetica, infatti, non è sufficiente ascoltarne le sonorità, dal momento che la sua arte si pone futuristicamente a 360°.

Da Gucci a Sanremo: tutto ciò che c’è da sapere sulla vita di Rosa Chemical

All’anagrafe Manuel Franco Rocati nasce il 30 gennaio 1998 a Grugliasco, in provincia di Torino e cresce ad Alpignano: qui, fin dalla prima infanzia, la sua originalità viene additata come follia e stravaganza.

Per evadere ed entrare nel mondo fantastico che desidera, Manuel si dedica all’arte, rifugiandosi dietro alle maschere di un trasformismo androgeno e riparando nell’immediatezza visiva e folgorante dei graffiti.

Da questo background, naturalmente connesso al mondo underground dell’hip hop e del rap, approda alla musica, considerata forma di espressione diretta che gli permette di giocare su sonorità diverse e su un linguaggio fatto di slogan e rime che diventano meme di un’intera generazione.

Gucci e l’arte di apparire

La volontà di apparire nella propria naturale completezza, composta di un lato maschile e di uno femminile, viene notata dalla casa di moda italiana super generis per eccellenza. Gucci lo ingaggia come modello, proprio per quei suoi tratti androgeni che oltrepassano i confini della fisicità e della differenziazione di sesso.

Se esteticamente pare perfetto per lo stile Gucci, vocalmente risulta difficile dargli una definizione precisa. Rosa Chemical, infatti, è senza ombra di dubbio uno degli esponenti della musica italiana più contemporanea e avanguardista che sfrutta i ritmi dell’hip hop e il linguaggio del rap, facendoli deflagrare nell’elettronica del trap oppure addolcendoli con richiami ipertestuali alla tradizione romantica e intimista della musica italiana.

Un moniker che vale una poetica: la doppia anima di Rosa Chemical

Per comprendere appieno l’artista è opportuno partire dalla persona e se è vero, come sostenevano i romani, che nomen omen, allora non sarà casuale la scelta del nome d’arte.

Lo pseudonimo Rosa Chemical è, in effetti, un doppio tributo: alla madre Rosa e alla sua band musicale di riferimento, i My Chemical Romance.
Da una parte il richiamo all’amore nella sua versione più pura, dall’altro l’esplicito rimando al punk, all’hardcore e al metal, a una musica di denuncia, estrema, impegnata ma politically (un)correct.

Rosa Chemical: collaborazioni e successi

Tutti, tra i giovanissimi, conoscono i titoli delle sue canzoni e conoscono perfettamente i nomi delle sue numerosissime collaborazioni musicali. In attesa però di ascoltare il brano Made in Italy, col quale si presenterà sul palco dell’Ariston, ripercorriamo brevemente le tappe principali della sua carriera professionale.

Le canzoni

  • Il primo singolo, Kournikova, è del 2018, anno in cui comincia anche la collaborazione con Gucci.
  • L’anno successivo pubblica l’EP Okay Okay!! con il feating di Taxi B degli FSK e la produzione di Greg Willen: all’interno dell’album sono contenute tracce della portata di CEO, Rovesciata e Facciamolo.
  • Insieme a Radical partecipa al singolo Tik Tok che, nel giro di qualche settimana, entra nella classifica Viral 50 di Spotify.
  • È il 2020, però, l’anno della vera svolta: esce infatti la prima puntata della saga rap Polka, realizzata in collaborazione con Thelenious B e diretta da Luca La Piana che otterrà il Disco d’Oro.
  • Il brano, col suo stile unico da Balcanic Gangsta, tra ironia e dissacrazione, anticipa l’uscita del primo album ufficiale Forever che, nel 2021, viene ripresentato nel repack Forever and Ever, con l’aggiunta di 5 tracce inedite realizzate in collaborazione con Ernia e Gué Pequeno, col quale produrrà anche il secondo episodio di Polka.
rosa chemical seduto in macchina
Foto Credit: Account Instagram @gipsyboirosa

2022: la prima volta a Sanremo

Nella scorsa edizione del Festival, è stato ospite di Tananai, durante la serata Cover. I due hanno cantato insieme Comincia tu, un inedito arrangiamento di “A far l’amore comincia tu” di Raffaella Carrà.

Nello stesso anno esce Polka 3, realizzata in solitaria e a novembre lancia il singolo Non è normale, emblema estremo della propria controcultura e della personale percezione del concetto di normalità.

Per coloro che si fossero trovati spiazzati da questo elenco di titoli e personaggi, citiamo anche le collaborazioni “più mature” e tradizionaliste, come, ad esempio: quelle con Carl Brave, Gianna Nannini e Michele Canova, già produttore di Tiziano Ferro e Jovanotti.

Sarà forse più facile, anche per i meno avvezzi alle nuove frontiere musicali italiane, comprendere così la reale portata del fenomeno Rosa Chemical.

Rosa Chemical: specie rara e unica.

Nessuno osi fare paragoni: andrebbe su tutte le furie. Che nessuno si azzardi a dire che è il nuovo Achille Lauro: sarebbe rischioso.

Definito da Rolling Stone come “artista dal look androgeno e testi al limite del nonsense” e da MTV come “il re del politicamente scorretto“, Rosa Chemical non ama le definizioni e di se stesso parla come di un cantante, artista, grafico e illustratore.

Onirico e visionario, aggiungiamo noi.

Certamente ci troviamo di fronte a una creatività caleidoscopica e una personalità camaleontica; appassionato dell’intimismo alla Calcutta e del sentimentalismo alla Cremonini, attacca e sputa sentenze che feriscono il conformismo e lacerano i benpensanti.

Ricerca una musica impegnata che, tramite l’intellettualismo dell’ironia più tagliente, esorcizzi i tabù e i preconcetti, schiantandoli con un linguaggio dissacrante e invertendo il concetto di stravaganza in una normale banalità.

Il suo è un messaggio totalizzante: non importa quale mezzo di comunicazione venga utilizzato; ciò che importa davvero sono il destinatario e il senso finale del messaggio.

I graffiti, così come i social, i video e la musica hanno il potere di comunicare esplicitamente il messaggio e di raggiungere tutti, tramite espressioni schiette, dirette ed essenziali.

De gustibus non disputandum est

In molti hanno domandato a Rosa Chemical quali siano i suoi gusti sessuali, ma nessuno ha ancora ottenuto risposta. La personalità esplosiva e iper-dimostrativa delle scene corrisponde, in verità, a una certa forma di riservatezza privata.

All’oggi ciò che sappiamo di lui è ciò che lui stesso, spontaneamente, ha voluto condividere, come, ad esempio, la sua spiccata propensione per il sesso, considerato, a sua volta, forma di espressione, utile (come la musica) a rivendicare la libertà assoluta dell’individuo.

© Credito: BONOMO / Ipa-Agency.Net / Fotogramma

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