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Perché “Mariano Di Vaio” è in tendenza su Google

Mariano Di Vaio (6 milione di followers su Instagram) è uno dei personaggi pubblici più ricercati, su Google, nelle ultime 24 ore. 

L’influencer e la moglie Eleonora Brunacci hanno annunciato l’arrivo della loro quarta figlia, Mia Annabelle, spiegando che in sala parto le cose si sono fatte complicate.

Benvenuta Mia Annabelle

Il profilo Instagram della bambina

La bambina, come i fratelli, ha già un account Instagram che in 24 ore ha catturato l’interesse di 4mila followers. Sul profilo non c’è ancora una foto dell’ultima arrivata in casa Di Vaio.

La sua famiglia parla a una community composta da 8milioni circa di followers: 6,5K per papà Mariano, 1,3K per mamma Eleonora, 200mila per Nathan Leone, 60mila per Leonardo Liam e 36mila per Filiberto Noah.

Il video più visto sul profilo di papà Mariano è quello che riassume il 2021 della famiglia Di Vaio. Il reel ha superato il milione di visualizzazioni. 

Mariano Di Vaio, la carriera

Nel 2014 l’influencer (classe 1989) fonda NoHow, società che si dedica all’e-commerce di abbigliamento di prodotti sia creati da Di Vaio, sia da altre case di moda, divenuto tra i più illustri rivenditori online del settore.

Nel 2018, Forbes lo inserisce al primo posto nella classifica dei più influenti Under 30 al mondo nel settore del commercio online di abbigliamento,descrivendolo anche come il blogger italiano più famoso in assoluto.

Nel dicembre di quell’anno è stato inserito dal Daily Mail tra i dieci uomini più belli al mondo.

Nel 2019 viene scelto da Dolce&Gabbana come testimonial del profumo K.

Il Gruppo Di Vaio e Nohow rappresentano senza dubbio un caso di successo nell’imprenditoria digitale legata al fashion, premiati in pochi anni da un giro di affari di milioni di euro e da un incremento del fatturato del 70% in soli due anni.

“Quando ho aperto il primo blog – racconta Di Vaio – tutto era contro di me, non avevo una sola scommessa a favore. Ero appena tornato da Londra dove avevo fatto il cameriere, il lavapiatti, insomma tutti i lavori che mi avrebbero permesso di imparare l’inglese. Non volevo e non potevo tradire le aspettative della mia famiglia. Ho chiesto a un mio amico quanto costasse aprire un sito. Mi ha detto: 9,90 euro all’anno. Così è iniziato tutto: con mia moglie, allora mia compagna, che mi faceva le foto e un’idea quasi bizzarra”.

Photo Credit Agenzia Fotogramma

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